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(17 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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DAVVERO IL GOVERNO CORNUTO "DI CAMBIAMENTO" (CORNO LEGA - CORNO 5 STELLE) NON HA "MANTENUTO LE PROMESSE"?

Dietro le commedie della "manovra del popolo" ed il suo esito

(23 Gennaio 2019)

commedia governo del cambiamento 2

Siamo davvero sicuri che il governo cornuto “di cambiamento” non abbia mantenuto “le promesse”? Noi non lo siamo affatto. Anzi, a nostro avviso, esso ha sostanzialmente mantenuto le sue promesse ed in particolare LA sua promessa essenziale, fondamentale, per la quale gli è stata appaltata, provvisoriamente ed in condizioni di emergenza, la gestione del potere.

“Promesse”: a chi? Alla borghesia di cui il tandem cornuto di fanfaroni è utile strumento e servo. Quale “LA promessa“ fondamentale di cui deve rendere conto alla borghesia? Scongiurare, evitare, procrastinare finché possibile che il malcontento sociale emerga nelle piazze e si trasformi in una lotta di classe che generalizzi e unifichi i conflitti sociali che inevitabilmente scaturiscono, i quali vanno accortamente gestiti, tenendoli rigorosamente separati e localizzati, e sedati il prima possibile. Questa LA essenziale promessa. Sostanzialmente mantenuta a noi pare, e piuttosto egregiamente tutto sommato, dietro le commedie messe in scena nello scontro con le “opposizioni” interne ed i poteri europei, dal tandem cornuto di governo. Manovra appaltata al governo cornuto, utile e fondamentale per far guadagnare tempo alla borghesia.

Da questo punto di vista, governo cornuto “di cambiamento”: bene, bravo, 7+! Come diceva la battuta dei cabaret di Cochi e Renato.

Voi direte: e le promesse elettorali “al popolo”? Abbiate pazienza lettori e compagni, fessi va bene ma fino a un certo punto! Quando mai un governo della borghesia “ha mantenuto” le mirabolanti promesse elettorali con cui i tentacoli politici borghesi di norma si contendono il consenso popolare, se non costretto a Forza dalla lotta di classe (cioè la peste che i cornuti “sovranisti” si prefiggono in ogni modo di evitare)?

I “sovranisti” cornuti di governo non hanno troppe difficoltà a spiegarvi come quel tanto, anzi quel poco, che hanno portato a casa “in favore del popolo” è stato ottenuto “grazie” alla loro strenua e dura “battaglia” contro i poteri forti interni ed europei soprattutto. Poco? Meglio di niente vi rispondono. E, soprattutto, senza il disturbo arrecato a nessun proletario d’Italia di doversi scomodare a scendere in piazza, per mostrare i denti e per mettere paura alla borghesia.

Da un certo punto di vista, dobbiamo perfino e obiettivamente dar ragione ai servi cornuti della borghesia: cosa pretendere infatti di portare a casa in solido senza “il disturbo” della lotta di classe, se non un pugno di mosche o un piatto di lenticchie?

Ai cattivi pensieri sopra esposti, tanto per cambiare ancora una volta abbastanza contromano rispetto al senso comune prevalente, siamo stati indotti dai documenti dell’USB che abbiamo letto, ove questo sindacato di base denuncia come la montagna (la pomposa “manovra del popolo”) abbia partorito il topolino, il pugno di mosche in mano, il piatto di lenticchie “per il popolo”. Addirittura, dimostra e denuncia l’USB, la tanto sbandierata dal governo (corno Lega) Quota 100 “riesce a peggiorare la legge Fornero”. E attraverso questa puntuale, dati alla mano, denuncia “sindacale”, si pensa di poter “smascherare” un governo che “ha tradito il popolo”.

Per essere più precisi in verità, si pensa di denunciare l’arrendevolezza del corno “progressista” (5 stelle) rispetto a quello (Lega) “reazionario” che avrebbe nei fatti imposto le sue priorità e la sua agenda. Come è detto per l’altra “promessa non mantenuta” sul reddito di cittadinanza (“una mela avvelenata” per come è infine partorito, dice l’USB): “La pressione esercitata dalle destre liberiste e dalle imprese, che al governo sono sempre più esplicitamente rappresentate dalla Lega, non ha portato soltanto al ridimensionamento delle risorse, ma ha finito per stravolgere completamente le caratteristiche del provvedimento”.

L’antifona politica, che naturalmente domina e indirizza l’azione sindacale dell’USB (come ogni altro organismo sindacale che è necessariamente ancorato ad un indirizzo politico di fondo: “riforma” e conservazione borghese ovvero politica di rottura rivoluzionaria di classe) è chiara ed evidente: staccare il corno “progressista” o almeno la sua parte “movimentista” da quello “reazionario” di Salvini. E di contro al babau, allo spauracchio Salvini, approntare un contenitore politico “veramente di sinistra” in grado di rappresentare gli interessi “del popolo” e della Patria. Poiché di questo si tratta nella veduta politica generale da cui dipende l’azione sindacale di questo sindacato di base: popolo e Patria (neanche parlare di Classe, proletariato internazionale e rivoluzione internazionale: di che “astratte astruserie” parlate diranno i “concretisti” dell’USB).

Fondata su questa base politica controrivoluzionaria la denuncia “sindacale” del tradimento e delle mancate realizzazioni “delle promesse” elettorali, non vale un fico secco. Anzi, non vale un Fico secco nel senso “della terza carica dello Stato” da cui il sindacato di base si è fatto prendere letteralmente in giro nella gestione dell’atroce caso dell’uccisione, questa estate, del bracciante immigrato a Rosarno, peraltro attivista della stessa USB. (E pensiamo di aver chiarito abbastanza precisamente il senso di come una lotta di classe, organizzata e condotta in questo caso dall’USB, possa essere piegata ed utilizzata per degli scopi politici in questo caso controrivoluzionari. Vedi in queste pagine: “….L’USB ringrazia il presidente della Camera!”)

L’USB ha creduto e crede, attraverso la “tattica” delle aperture di credito e dei ponti gettati all’ala movimentista dei 5 stelle, di mettere in piedi chissà quale “concreta” politica di alternativa utile alla classe lavoratrice ed alle masse d’Italia. Non si avvede che anche attraverso questo tipo di manovre, in realtà la borghesia italiana, in questo delicato frangente di transizione post 4 marzo, riesce ad assicurarsi nei suoi obiettivi fondamentali: accorta gestione, il più possibile indolore, dei conflitti sociali ed il mantenimento anche attraverso queste vie traverse ed indirette (i Fichi secchi a questo servono!) del controllo e del comando politico sulla società.

In sostanza la borghesia è riuscita sino ad ora nell’impresa di mettercelo in quel posto, grazie e ad opera degli utili strumenti del governo cornuto al suo servizio il quale, in questo senso osceno, ha sostanzialmente mantenuto “le promesse”, LA promessa in particolare.

Togliamoci al più presto da questa scomoda e oscena posizione!

23 gennaio 2019

NUCLEO COMUNISTA INTERNAZIONALISTA

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