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(2 Maggio 2012) Enzo Apicella
A Torino contestato Piero Fassino al corteo del primo maggio. La polizia interviene con una carica pesante e immotivata.

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    Modena, 9/2: corteo per la libertà di lottare, contro la repressione

    (7 Febbraio 2019)

    Sabato 9 febbraio, ore 14:30, piazza Sant’Agostino, MODENA

    CORTEO

    per la libertà di lottare, contro la repressione

    solo due razze

    Italpizza, Alcar 1, GM, ceramica:

    Modena, provincia tra le più industriali d’Italia, e tra quelle con la più alta percentuale di immigrati, vede un importante movimento di lotta organizzato con il SI Cobas, contro lo sfruttamento, per la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, per il rispetto dei contratti, per un salario decente, per la salute sul lavoro.

    Questo movimento di lavoratori – soprattutto immigrati – che finalmente alzano la testa e scioperano, scuote il consolidato sistema di potere economico, politico e sociale di Modena e di mezza Italia, che negli ultimi decenni si è arricchito attingendo al filone d’oro della forza lavoro immigrata.

    PD, Lega, 5Stelle, FI sono uniti in un blocco filo-padronale
    (privati e “cooperative”), sostenuto da Questura e settori della Magistratura.

    A Modena come a Bologna, a Prato come a Milano reagiscono con i licenziamenti, le cariche della polizia a raffiche di lacrimogeni, con le denunce, le misure cautelari (con ricorso alle leggi fasciste insieme ai decreti Minniti e Salvini) a Bologna, Modena, Prato, con le condanne anche dove il PM chiede l’assoluzione perché “il fatto non sussiste” (le 6 condanne alla DHL di Settala, Milano), con il processo per “estorsione” maldestramente architettato contro il coordinatore nazionale del SI Cobas Aldo Milani, prossimo alla sentenza.

    Processi tutti politici dove si vuole negare il diritto di sciopero, dove si vuole punire chi lotta contro lo sfruttamento e per il diritto all’abitare (migliaia di sgomberi, l’interdizione per 5 anni alla militante romena Maddalina, i domiciliari ai nove del Giambellino), non chi viola i diritti dei lavoratori, chi evade tasse e contributi.

    Ma le lotte di Modena come quelle di Prato e di tutta Italia stanno squarciando la cappa di silenzio e di passività (per paura od opportunismo) della massa dei lavoratori italiani. Le operaie e gli operai di Italpizza hanno ottenuto la solidarietà di tanti giovani, di lavoratori organizzati con altre sigle sindacali (come USI e FIOM-CGIL). Sabato 2 febbraio l’Assemblea per un Fronte Anticapitalista a Bologna ha visto la partecipazione di un ampio numero di gruppi e associazioni, ha deciso nuove iniziative per l’8 marzo e il Primo Maggio.

    SABATO 9/2 a MODENA manifestiamo

    - per la libertà di sciopero, contro la repressione padronale e statale
    - contro il Decreto Salvini che colpisce chi lotta e aumenta il ricatto sugli immigrati
    - contro i processi politici antioperai
    - per l’unità e pari diritti tra lavoratori italiani e immigrati, contro il razzismo!

    MILANO: partenza ore 11 da piazzale Corvetto

    Lavoratori e lavoratrici S.I. COBAS

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