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ITALIAni BRUCIAno

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(21 Agosto 2012) Enzo Apicella

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LAVORATORI CEMENTIERI: NO AL "FRONTE UNICO" COL PADRONE, NO ALLA TAV E ALLE GRANDI OPERE

SI ALL'INDIPENDENZA SINDACALE E ALLA MOBILITAZIONE UNITARIA PER LA DIFESA DEI POSTI DI LAVORO E DI UNO SVILUPPO NELL'INTERESSE DELLA POPOLAZIONE

(15 Marzo 2019)

casa rossa

Non siamo a Roma oggi alla manifestazione confederale dei lavoratori cementieri a cui partecipano anche i lavoratori della ex Cementir di Spoleto, che andrà a richiedere lo sblocco dei lavori delle grandi opere a partire dalla TAV (questa è la posizione di CGIL-CISL-UIL che vuole una politica di sblocco delle grandi opere, a partire dalla Tav, abbattendo addirittura i controlli burocratici) per due precise ragioni, la prima di merito: siamo contro le grandi opere modello TAV ma per la realizzazione di lavori che mettano in sicurezza il territorio e creino infrastrutture utili per la popolazione e non per il business; la seconda ragione, se possibile ancora più importante è che ci troviamo di fronte ad un ulteriore passo, in quella che possiamo chiamare la trasformazione del sindacato, da soggetto conflittuale che difende gli interessi generali dei lavoratori, a strumento di pressione per realizzare gli obiettivi padronali. Siamo cioè di fronte all'ennesimo episodio negli ultimi mesi, in cui proprietà industriale e lavoratori organizzati dai sindacati concertativi, si muovono insieme dentro la logica: "se va bene al padrone va bene anche a noi."

Non è questa la strada per salvare il lavoro alla Cementir e in tutti i luoghi di lavoro. La vicenda degli ultimi 10 anni in Cementir parla chiaramente, di come gli interessi delle proprietà e degli operai siano inconciliabili, con i primi pronti ogni qual volta sia per loro utile, a disconoscere qualsiasi accordo, tra l'altro sempre a perdere per i lavoratori.
La strada è quella di unire le vertenze in atto nel territorio, costruire una rete di solidarietà reale e creare una mobilitazione permanente della città come richiesto dall'Unione Sindacale di Base.

Senza indipendenza politica e sindacale e senza un mobilitazione unitaria dei lavoratori spoletini non c'è futuro. Tutte le vertenze delle fabbriche della città parlano di questo.

Associazione culturale CASA ROSSA - Spoleto

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