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RICORDANDO PIERO PINNA

(14 Aprile 2019)

un numero di azione nonviolenta

Da difesacivilenonviolenta.org: un numero speciale, risalente al 2014, della rivista che Piero Pinna ha diretto sino alla fine dei suoi giorni

Ricorreva ieri il terzo anniversario della scomparsa di Piero Pinna, deceduto a Firenze il 13 aprile 2016. Obiettore di coscienza al servizio militare e fondatore con Aldo Capitini del Movimento Nonviolento, è stato una delle figure più vive dell'Italia civile del Novecento e uno degli animatori più illustri dell'impegno più necessario per il futuro dell'umanità: l'opposizione alla guerra e a tutte le uccisioni, e quindi a tutte le organizzazioni armate e a tutte le armi.
Domenica 14 aprile 2019 il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" lo ha commemorato a Viterbo.
*
Un ricordo di tre anni fa
L'incontro commemorativo si è aperto rileggendo le parole con cui la struttura nonviolenta viterbese ricordò Piero Pinna tre anni fa, alla notizia del decesso.
"Della nonviolenza Piero Pinna è stato in Italia uno dei testimoni maggiori, uno degli apostoli.
Con Aldo Capitini, con Danilo Dolci, ha condiviso fondamentali esperienze e riflessioni; ma già con l'iniziale sua obiezione di coscienza al servizio militare colse e indicò la lotta cruciale: opporsi alla guerra e a tutte le uccisioni; opporsi quindi agli strumenti tutti dell'uccidere: alle armi, alle organizzazioni armate, e pertanto innanzitutto a quei più grandi e potenti e feroci gruppi armati che sono gli eserciti.
Antimilitarismo e disarmo sono il banco di prova decisivo, il decisivo impegno dell'azione nonviolenta.
Poiché per salvare le vite, e salvare le vite è il primo dovere di ogni essere umano, occorre innanzitutto opporsi alle uccisioni; e per opporsi alle uccisioni occorre innanzitutto abolire gli eserciti e le armi.
Dopo la sua obiezione, dopo il carcere militare, fu collaboratore di Danilo Dolci, e lungamente e intensamente di Aldo Capitini con cui lavorò alla prima marcia Perugia-Assisi, fondò il Movimento Nonviolento e del movimento la rivista "Azione Nonviolenta" di cui fu direttore responsabile fino alla fine dei suoi giorni.
Del Movimento Nonviolento, dopo la morte di Capitini nel 1968, Piero Pinna è stato più che dirigente e animatore, è stato il simbolo vivente; ed ancora negli anni recenti era sentito da tutte le persone amiche della nonviolenza come un imprescindibile punto di riferimento, volto fraterno ed autorità morale, la persona saggia e sapiente cui rivolgersi per consiglio.
Ora che ha cessato di vivere - ovvero che vive nel ricordo e nell'azione di chi all'ascolto della sua voce e del suo fare ha saputo e saprà porsi - lascia a tutte le persone della nonviolenza persuase, ed anche a tutte le persone di volontà buona che - sia pur confusamente e contraddittoriamente - si accostano alla necessaria lotta contro la violenza e in difesa dell'umanità e del mondo vivente, un dono grande e un'impegnativa eredità: il dono della nitida e luminosa sua intelligenza e testimonianza, l'eredità del suo incessante e intransigente impegno.
Abolire gli eserciti e le armi.
Salvare tutte le vite.
Opporsi a tutte le violenze.
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna la nonviolenza è in cammino.
Solo la nonviolenza può salvare l'umanità".
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Tre anni dopo
Tre anni dopo la scomparsa, in una situazione tanto drammatica per l'umanità, la figura, la testimonianza, il messaggio di Piero Pinna costituiscono un punto di riferimento non solo per quanti lo hanno conosciuto ma per ogni persona di volontà buona impegnata per il bene comune dell'umana famiglia e per la difesa dell'intero mondo vivente.
Come è stato scritto, "lascia una testimonianza sublime di come l'umanità potrebbe e dovrebbe essere: generosa, pacifica, solidale, accudente...
Anche grazie a lui, al suo pensiero e alla sua azione, la nonviolenza è in cammino.
Che possa lo nonviolenza riuscire a fermare la "terza guerra mondiale a pezzi".
Che possa la nonviolenza riuscire a salvare l'umanità e la biosfera dalla catastrofe".
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Una breve notizia su Piero Pinna
Pietro Pinna, nato a Finale Ligure il 5 gennaio 1927 e deceduto a Firenze il 13 aprile 2016, è stato il primo obiettore di coscienza al servizio militare per motivazioni non confessionali ma specificamente nonviolente, ed è una delle figure di riferimento per i movimenti e le iniziative per la pace e una delle personalità piu' illustri della vita civile italiana. Di origine sarda, Pinna viveva a Ferrara quando, alla fine del 1948, fu chiamato alle armi. Diventato fortemente antimilitarista dopo aver vissuto gli orrori della seconda guerra mondiale, e influenzato dal pensiero di Aldo Capitini, decise di rifiutare di prestare il servizio di leva, passando alla storia come il primo obiettore di coscienza d'Italia per motivi politici.
Processato per disobbedienza, fu condannato al carcere una prima volta per dieci mesi, e successivamente per altri otto. Al processo venne difeso dall'avvocato Bruno Segre, che diventerà uno dei più famosi difensori italiani nel campo dell'obiezione di coscienza. Venne infine riformato per "nevrosi cardiaca". Pinna in seguito divenne uno dei più stretti collaboratori di Capitini, con cui organizzò la prima Marcia per la Pace Perugia-Assisi nel 1961 (e dopo la scomparsa del filosofo perugino le tre successive), e con Capitini fu fondatore del Movimento Nonviolento di cui fu anche segretario nazionale dal 1968 al 1976. Ha continuato ad operare nel Movimento Nonviolento per tutta la vita e ad essere direttore responsabile della rivista "Azione nonviolenta". Infaticabile promotore della nonviolenza, per le sue storiche, luminose azioni dirette nonviolente per la pace, il disarmo e la smilitarizzazione, pagò più volte in prima persona con il carcere le sue scelte. Il 17 gennaio 1973, già segretario del Movimento Nonviolento, in seguito ad una affissione contro la celebrazione delle Forze armate il 4 novembre ("Non festa ma lutto"), fu arrestato a Perugia e condannato per direttissima per vilipendio alle Forze armate. In seguito alle manifestazioni avvenute in suo sostegno in diverse città, venne liberato quattro settimane dopo su istanza di grazia dell'allora Presidente della Repubblica. Nell'aprile del '79 fu condannato dalla Corte d'Appello di Trieste ad una pena di otto mesi di reclusione per blocco stradale, pena successivamente condonata. Con Carlo Cassola e Davide Melodia fu animatore della "Lega per il disarmo unilaterale". Fu tra gli organizzatori della Marcia Catania-Comiso (24 dicembre 1982 - 3 gennaio 1983) per protestare contro l'installazione della base missilistica statunitense, prima azione concreta di lotta nonviolenta contro le installazioni militari in Italia. Nel 2008 è stato insignito del Premio Nazionale Nonviolenza. Nel 2012 la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Pisa gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienze per la Pace.
Tra le opere di Pietro Pinna, fondamentale e' "La mia obbiezione di coscienza", Edizioni del Movimento Nonviolento, Verona 1994; numerosi suoi contributi sono stati pubblicati in vari volumi, oltre ai molti suoi scritti apparsi su "Azione Nonviolenta". Cfr. anche le interviste riprodotte ne "La nonviolenza è in cammino" n. 381 e 472, "La domenica della nonviolenza" n. 21 (ripubblicata anche in "Notizie minime della nonviolenza in cammino" n. 252), "Notizie minime della nonviolenza in cammino" n. 285; tutte disponibili on line.
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Letture e memorie
Nel corso dell'incontro sono state lette e commentate alcune pagine di Piero Pinna, e il responsabile della struttura viterbese ha rievocato con viva commozione alcune esperienze e riflessioni del grande militante nonviolento.
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Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta denunciato la criminale disumanità del governo italiano che nega soccorso e accoglienza ai naufraghi in pericolo di morte nel Mediterraneo.
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro hanno ancora una volta espresso pieno sostegno ai sindaci ed ai presidenti delle Regioni che hanno denunciato l'incostituzionalità delle scellerate misure razziste imposte dal governo della disumanità con il cosiddetto "decreto sicurezza della razza".
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro hanno espresso ancora una volta il loro sostegno all'appello "Una persona, un voto" per il riconoscimento del diritto di voto a tutte le persone residenti in Italia, ed all'appello affinché sia riconosciuto a tutti gli esseri umani il diritto di giungere nel nostro paese in modo legale e sicuro.
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro hanno riaffermato il dovere di opporsi al razzismo e a tutte le persecuzioni; il dovere di impegnarsi in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani.
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro hanno condiviso gli appelli all'Unione Europea ed all'Onu affinché intervengano nei confronti del governo italiano per farne cessare le criminali politiche razziste.
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro hanno espresso la loro adesione alla campagna nonviolenta "Balconi salvagente".
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro hanno condiviso l'appello per lo scioglimento della Nato e di tutte le organizzazioni e le alleanze militari.
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro hanno riaffermato il dovere di opporsi a tutte le guerre e a tutte le uccisioni, a tutte le organizzazioni armate e a tutte le armi.
Nel ricordo e alla scuola di Piero Pinna le persone partecipanti all'incontro invitano a sostenere il Movimento Nonviolento e la sua rivista "Azione nonviolenta".
Solo nella pace vi può essere giustizia sociale, eguaglianza di diritti, liberazione comune, piena solidarietà e condivisione del bene e dei beni.
Pace, disarmo, smilitarizzazione.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Solo la nonviolenza può salvare l'umanità dalla catastrofe.
Ogni vittima ha il volto di Abele.
Salvare le vite è il primo dovere.
Sii tu l'umanità come dovrebbe essere.


Viterbo, 14 aprile 2019

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

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