il pane e le rose

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PROVIAMO A LEGGERE L'ACCORDO DEL 23 APRILE SULLA SCUOLA FRA GOVERNO E CGIL CISL GILDA SNALS UIL

(26 Aprile 2019)

scoria

Partiamo dalle questioni vere e cioè, in primo luogo dalle retribuzioni. L'accordo afferma a questo proposito : “Il Governo si impegna a garantire il recupero graduale nel triennio del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori del comparto istruzione e ricerca. Insomma, si “impegna” ad un contratto fotocopia rispetto all'ultimo cioè ad un recupero a posteriori di quanto l'inflazione ci sottrae OGGI.

E rispetto alla richiesta di aumenti tali da recuperare quanto perso negli ultimi anni?
“Il Governo, al fine di riconoscere il fondamentale ruolo nella società del personale docente e ATA, di difenderne e incrementarne il prestigio sociale e di avviare un percorso che permetta un graduale avvicinamento alla media dei livelli salariali di altri Paesi europei, si impegna a reperire ulteriori risorse finanziare da destinare specificamente al personale scolastico, in occasione della legge di bilancio per il 2020 che si aggiungano a quelle già stanziate con la legge n. 145 del 208 (legge di bilancio per il 2019).”
Insomma, impegni vaghi e prudenti, nessuna cifra, nessuna individuazione delle possibilità di risparmio, un rinviare al prossimo anno quanto avrebbe dovuto essere previsto l'anno scorso visto che il contratto è scaduto a fine 2018.
In tanta miseria di risultati per quel che riguarda docenti ed ATA surreale appare l'affermazione: “Occorrerà, infine, riconoscere il ruolo e la funzione dei dirigenti scolastici”.
I firmatari sembrano aver scordato gli aumenti retributivi, recentemente ottenuti dai dirigenti, di consistenza DIECI VOLTE maggiore rispetto a quelli riconosciuti a docenti ed ATA.
Infine, per quel che riguarda i precari si prevede che: “In via transitoria il Governo si impegna a prevedere altresì percorsi abilitanti e selettivi riservati al personale docente che abbia una pregressa esperienza di servizio pari ad almeno 36 mesi, finalizzati all’immissione in ruolo”
In altre parole NON si riconosce il diritto all'immissione in ruolo ma un percorso di formazione, presumibilmente presso le Università e a pagamento.
L'unico impegno un minimo preciso riguarda la regionalizzazione rispetto alla quale si afferma: “Il Governo si impegna a salvaguardare l'unità e l'identità culturale del sistema nazionale di istruzione e ricerca, garantendo un sistema di reclutamento uniforme, lo status giuridico di tutto il personale regolato dal CCNL, e la tutela dell'unitarietà degli ordinamenti statali, dei curricoli e del sistema di governo delle istituzioni scolastiche autonome.”. Qui il Governo compie un passo indietro peraltro abbastanza scontato viste le difficoltà che vi sarebbero se si provasse sul serio a regionalizzare la scuola.
Ma la concertazione è obiettivo ed interesse della burocrazia sindacale che la scambia con le concessioni riguardo a reddito e diritti.
Non a caso il documento si conclude con l'impegno ad istituire “tavoli tematici e di settore” nei quali “confrontarsi”.
Ma se a CGIL CISL GILDA SNALS UIL interessa un posto a tavola, non è così per i lavoratori e le lavoratrici della scuola.

CONFERMIAMO, DI CONSEGUENZA E CON ANCORA MAGGIORE CONVINZIONE LO SCIOPERO DEL 17 MAGGIO!

Torino, 24 aprile 2019

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