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25 aprile

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(25 Aprile 2012) Enzo Apicella

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COME TI CAMBIO LA LINGUA PER CAMBIARE IL SENSO DELLA LA STORIA E AGGIRARE LE LEGGI CHE NON PIACCIONO AI POTENTI E CHE ERANO STATE CONQUISTATE QUANDO C’ERA UN VENTO ROSSO CHE NON SI POTEVA FERMARE. E’ IL MOMENTO DELLA PAROLA DIVISIVI

(27 Aprile 2019)

casa rossa

Le nubi nere e le grigie trombe d’aria di questi anni non sono poi così forti se per rovesciare la storia e annullare gli effetti delle leggi garantiste sopravvissute ad anni di capitalismo senza scrupoli, hanno bisogno di mascherare con un linguaggio artefatto le politiche reazionarie di questi anni.

Evidentemente non hanno raschiato bene la coscienza dei cittadini e hanno paura che quello che è rimasto torni a far ricrescere ciò di cui hanno da sempre una terribile paura:la coscienza sociale e di classe del popolo oppresso.

Hanno sostituito la parola sovranisti a quella di nazionalisti per fare un esempio. Ci vogliono dire che lottano per l’indipendenza, in realtà si tratta del vecchio becero nazionalismo guerrafondaio, degli esportatori di armi, dei “missionari armati di pace”, degli esportatori di “democrazia”, dei padrini politici di imprese e aziende (il discorso per tutti i paesi imperialisti del mondo) che si accaparrano le risorse delle nazioni povere a colpi di mazzette e poi si mostrano feroci aguzzini contro chi fugge verso i nostri paesi dalla fame e dalle guerre da essi alimentate e dirette.

Il 25 aprile è stato il momento della parola divisivi. A Mantova «Bella ciao è stata considerata dalla prefettura un canto divisivo e perciò, nelle riunioni in cui è stato messo a punto il programma ufficiale del 25 Aprile, è stato deciso di non suonarla”.

A Spoleto il sindaco De Augustinis dal palco istituzionale ha detto: : “ C’è un popolo che ha deciso soprattutto di cancellare quello che poteva essere divisivo, a favore di una cultura che sia il più possibile integrata di tutte le varie componenti, di tutte le varie culture, di tutte le varie spinte. Mi permetto anche di aggiungere, di tutte le varie ideologie che hanno caratterizzato un periodo storico lungo, ma che costituiscono esse stesse il futuro.”

Non hanno il coraggio, non hanno la forza di dire ciò che pensano e lo dicono in un altro modo, più oscuro, criptico, nascosto, cioè che l’antifascismo è divisivo, che la Resistenza è divisiva, che il 25 aprile è divisivo, che la XII disposizione definitiva della Costituzione che vieta la ricostituzione sotto ogni forma del disciolto partito fascista è divisivo, che la legge 645 del ‘52 che punisce l’apologia del fascismo è divisiva.

Divisivo cioè è per questi signori il fondamento costituzionale Antifascista della carta costituzionale. Non hanno la forza di cancellarla allora la svuotano dal governo e dal di dentro dei governi locali e di alcune prefetture.

D’altronde con al governo nazionale personaggi che fanno il verso al fascismo cosa ci si poteva aspettare e così nel paese, con Sindaci fascisti e leghisti, o del partito della Mussolini (Forza Italia), cosa poteva arrivare se non questo.

Non è iniziata oggi però, questa situazione qui, non è iniziata col governo nero/populista, è iniziata prima, con i governi di centro destra e di centro sinistra. Sono anni, per fare un esempio che la Canzone del Piave ha sostituito la canzone partigiana Fischia il vento nelle cerimonie ufficiali ( canzone del Piave, adottata dei nazionalisti che vollero la prima guerra mondiale, perché come la grappa che veniva data ai soldati, eccitava gli animi e induceva i giovani a gettarsi all’attacco, ad ammazzare e a farsi ammazzare. In 650.000 solo per parlare degli italiani, non torneranno più. Non per fermare quindi lo straniero invasore, per “liberare” le terre irredente, come vorrebbe la canzone intrisa di retorica patriottica risorgimentale. Ma per realizzare invece i piani del Governo della Destra liberale, Salandra, Sonnino, che di nascosto al popolo italiano avevano firmato segretamente un contratto imperialistico con le forze dell’Intesa (Inghilterra, Francia, Russia zarista) che prevedeva il Trentino, il Tirolo meridionale, la Venezia Giulia, gli altopiani carsico-isontini l'intera penisola istriana, una parte della Dalmazia, numerose isole dell'Adriatico, Valona e Saseno in Albania, il bacino carbonifero di Adalia in Turchia, oltre alla conferma della sovranità su Libia e Dodecaneso).

Anche se il Sindaco De Augustinis immagina un futuro non “divisivo”, costituito da tutte le varie ideologie (quindi anche quella fascista ) noi sappiamo che non sarà così perché non hanno la forza di cancellare l’Antifascismo che ha avuto il merito di abbattere la dittatura di classe e razzista del ventennio e ieri a Spoleto e in centinaia di piazze italiane s’è dimostrato.

Finché ci saranno poveri e ricchi, sfruttati e sfruttatori, cittadini e immigrati, ci saranno i fascisti e i loro alleati a tentare di garantire questo tipo di futuro e ci sarà il popolo a lottare per abbatterlo al canto di Bella ciao, per costruire la vera unità, quella internazionale dei popoli che solo la lotta delle classi oppresse può realizzare.

Aurelio Fabiani
Casa Rossa Spoleto

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