il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

Auguri

Auguri

(8 Aprile 2012) Enzo Apicella
Nonostante la crisi il governo Monti ha deciso di procedere all'acquisto di 90 F35

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Capitale e lavoro)

Un mercato del lavoro patologico: il trionfo della precarieta’ permanente

(10 Settembre 2005)

Secondo Istat ormai un quarto dei lavoratori sono atipici (24% del totale registrato contro un 76% di lavoratori con contratto standard). La metà dei neoassunti, nel periodo 1993-2003 è precaria. In città come Milano, secondo il Censis, 81 lavoratori su mille sono precari, a Roma sono 62 su 1000.
Il processo di precarizzazione dal 94 al 2004 ha fatto passi da gigante (dati commissione UE e ISAE).

Drammatica la situazione nei servizi: nel 1999 i precari erano appena il 4%, nel 2004 sono diventati il 49%, la metà di tutti gli assunti sono precari! Quasi simile il part-time che passa dal 21% del 99 al 45% del 2004.

Una delle ragioni che vennero strombazzate dai governi, sia di destra che di “sinistra”, sulla necessità della flessibilità era che il mercato del lavoro era troppo “rigido”, che era necessario renderlo più flessibile almeno in entrata. Il tutto avrebbe favorito l’occupazione e, dopo un breve periodo a termine, le imprese avrebbero stabilizzato i neoassunti.

Queste erano le favole, che a partire dagli anni novanta, furono costruite per giustificare le varie figure di contratti atipici, interinali- cococo- part-time…ecc che anche i sindacati concertativi hanno accettato grazie ai vari pacchetti Treu e Legge 30.

Come stanno andando le cose? I due terzi dei precari, intervistati da Eurispess in un recente sondaggio, non ha mai avuto un contratto stabile. Siamo al 60% per la fascia di età tra i 26 e 39 anni.

Quanto al fatto della possibile stabilizzazione una volta “sperimentato” il lavoratore?

Alla faccia del rodaggio temporaneo: il 60% dei precari lavora con la stessa azienda da più di un anno. Il 20% da più di 3 anni. Metà di quel 20% ha addirittura un’esperienza professionale di più di 10 anni, il precariato è permanente.

Almeno guadagnano bene? Il 75% dei precari guadagna meno di 1000 euro al mese e solo il 70% viene pagato ogni mese. Un terzo viene pagato ogni 2-3 mesi o alla fine del “progetto”.

La stragrande maggioranza (71%) non è in grado di farsi un mutuo/casa.

Solo il 6,5 % ha figli. Solo il 10% è sposato o convive. La maggioranza dei precari lamenta la difficoltà a stipulare un contratto di affitto e la maggioranza deve convivere con i genitori.

La precarietà è un dramma ed una vergogna: un dramma per chi è costretto suo malgrado a viverla, una vergogna per tutti coloro, governi di centrodestra, o di centrosinistra, sindacati concertativi, che l’hanno voluta e la difendono.

Il centro-destra berlusconiano ha fatto una bandiera della difesa ad oltranza del privilegio padronale: si è dimostrato indulgente con sfruttatori, evasori fiscali e bancarottieri, spietato con i lavoratori e precari ! E’ stato l’artefice di un attacco senza precedenti alle condizioni di vita di milioni di lavoratori italiani ed immigrati, i vantati “nuovi posti di lavoro” altro non sono che una nuova forma di miseria di massa.

Il centro-sinistra prodiano non si è discostato molto da queste politiche: dove governa lo scenario è molto simile: un esercito di precari, di cooperative di servizio, oggi all’”avanguardia” nello sfruttamento sistematico dei lavoratori, bassi salari, ferie e malattia non pagate, una pletora di “call center” come serbatoi permanenti della precarietà giovanile, ancorata a lavori virtuali inutili e degradanti, clientelismo.

Tutto questo si chiama liberismo. Ma di “libero” per i lavoratori dipendenti non c’è proprio nulla. E’ libertà di sfruttare, libertà di sottomettere, libertà di arricchirsi sulla pelle degli altri.Imposizione di ritmi, salari, regole arbitrarie ed umilianti. Dittatura del mercato.

La CUB lotta per una società liberata dallo sfruttamento e dalla schiavitù salariale, per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari, per farla finita con tutte le politiche liberiste e padronali.

CUB

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie del dossier «I «numeri» della lotta dei classe»

Ultime notizie dell'autore «Confederazione Unitaria di Base»

3569