il pane e le rose

Font:

Posizione: Home > Archivio notizie > Capitale e lavoro    (Visualizza la Mappa del sito )

La corsa a chi va più lento

La corsa

(5 Febbraio 2011) Enzo Apicella
Il Pil tedesco cresce poco, quello italiano meno

Tutte le vignette di Enzo Apicella

costruiamo un arete redazionale per il pane e le rose Libera TV

SITI WEB
(Capitale e lavoro)

Capitale e lavoro:: Altre notizie

Ampliare il fronte di lotta! L’unità delle forze classiste è la condizione per la riscossa!

(10 Maggio 2019)

scintilla

Come abbiamo segnalato nello scorso numero del giornale, la fase della bassa marea sta lasciando man mano il posto a un nuovo flusso della lotta di classe nel nostro paese.

Settimana dopo settimana procede l’abbandono di molte illusioni sparse dai populisti fra lavoratori e i disoccupati e si verifica una ripresa graduale sul terreno delle lotte di massa, della mobilitazione, per ottenere risposte alle pressanti esigenze operaie e sociali.

Gli operai, le donne e i giovani degli strati popolari dimostrano la volontà di resistere, di lottare per i propri interessi e diritti.

Nei mesi di maggio e di giugno si svolgeranno scioperi nazionali e locali, manifestazioni che interesseranno diverse categorie (scuola, trasporti, metalmeccanici, logistica, postali, pubblico impiego, etc.). Ciò avverrà in una situazione in cui la sola crescita che le masse lavoratrici stanno sperimentando è quella dello sfruttamento, della cassa integrazione e della miseria.

Una nuova crisi capitalistica si avvicina e nei piani dei capitalisti tutto il suo peso dovrà essere riversato sulle spalle dei proletari e dei popoli oppressi.

In autunno il governo M5S-Lega (o qualsiasi altro governo borghese e reazionario che lo sostituirà) procederà a una nuova offensiva contro la classe operaia e le masse popolari.

Si tratterà di una manovra finanziaria “correttiva” da almeno 40 miliardi per cercare di evitare gli incrementi dell’Iva dal 2020 sui generi di prima necessità e delle accise (si calcola un aggravio di oltre 1200 euro a famiglia).

Dopo mesi di false promesse, gli operai, i lavoratori, gli strati più poveri della società saranno chiamati a nuovi pesanti sacrifici, verranno approvati altri tagli alla spesa pubblica e con il calo dei consumi la recessione si aggraverà.

In questo scenario, quali sono i compiti dei proletari rivoluzionari per amplificare e qualificare la mobilitazione di classe degli sfruttati contro gli sfruttatori? In sintesi:

1. Trasformare il malcontento in lotta di massa anticapitalista, intervenendo nelle assemblee, nelle manifestazioni, negli scioperi, con la propaganda e l’agitazione, a voce, con volantini e manifesti, per spingere i lavoratori, i delegati, le Rsu, i sindacati alla lotta in difesa degli interessi di classe, facendo costantemente appello all’unità di azione;

2. Promuovere e aiutare la formazione, il rafforzamento e il coordinamento di comitati di fonte unico nei posti di lavoro e nel territorio, appoggiandoci sui motivi di malcontento reale, sulla difesa delle esigenze di classe e delle libertà democratiche conquistate dai lavoratori, oggi duramente attaccate dalla borghesia; evidenziamo l’importanza di questi organismi - che in una situazione di lotta più acuta trasformeranno la loro qualità - per spingere alla lotta il maggior numero possibile di proletari e far prevalere la volontà della massa su quella dei burocrati sindacali;

3. Supportare le principali rivendicazioni di classe e formularle nel modo più preciso, in modo da favorire la riunificazione del campo proletario.

Oggi occorre sollevare in modo particolare le seguenti rivendicazioni:

- NO ai licenziamenti, ai tagli occupazionali, alle delocalizzazioni, alle chiusura delle fabbriche e dei servizi;

- Aumento del potere d’acquisto degli operai e degli strati popolari, attraverso l’aumento consistente del salario in paga base, delle pensioni minime, dell’indennità di disoccupazione e cassa integrazione, l’abbassamento dei prezzi e dell’IVA sui prodotti di largo consumo; detassazione dei salari e forte tassazione per i capitalisti e i ricchi;

- Riduzione dell’orario di lavoro, dei ritmi e dei carichi lavorativi, per impedire l’intensificazione dello sfruttamento ed esigere l’occupazione dei disoccupati con un lavoro stabile e garantito;

- Abolizione delle controriforme pensionistiche Monti-Fornero, con il ripristino del sistema retributivo;

- NO alla regionalizzazione, alla privatizzazione e ai tagli dei servizi pubblici;

- NO alle spese di guerra, NO alle grandi opere inutili e devastatrici dell’ambiente;

- Stop alla repressione e alla criminalizzazione della protesta operaia e sociale, ritiro del “Decreto sicurezza”, permesso di soggiorno e documenti di viaggio per i migranti, asilo politico per tutte le vittime delle guerre e delle persecuzioni fasciste e razziste.

Chiaramente si tratterà di battere, a seconda delle situazioni e delle possibilità di sviluppo, sull’una o sull’altra di queste rivendicazioni per chiamare gli operai e gli altri lavoratori sfruttati, i disoccupati, i precari, ad ampliare le lotte e intensificare la loro combattività, per ottenere misure urgenti volte a migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro, per riprendere fiducia nella lotta collettiva, rafforzare la determinazione della classe operaia e favorire il suo ritorno in campo.

Dobbiamo spingere fin da subito per lo sciopero generale unitario di tutti i sindacati di lotta per il prossimo autunno attorno alle le parole d’ordine “Devono pagare i capitalisti, i ricchi e i parassiti!”, “Basta con i governi dei padroni, vogliamo un governo operaio!”.

In questo senso vanno appoggiate quelle iniziative (assemblee, appelli, etc.) che si pongano lo scopo di lanciare una campagna a sostegno di un vero e combattivo sciopero generale, per organizzare una seria opposizione ai capitalisti e spingere nel burrone il loro governo.

Nessuna supplica a ministri, politicanti e amministratori borghesi e piccolo borghesi, nessuna tregua: imponiamo le nostre esigenze sviluppando la mobilitazione, la lotta, l’organizzazione indipendente e la solidarietà operaia.

Non lasciamo campo libero ai populisti, ai riformisti e alle burocrazie sindacali, a qualsiasi sigla esse appartengano.

Denunciamo e smascheriamo i nemici del fronte unico di lotta proletaria contro il capitalismo.

Poniamo costantemente in rilievo e facciamo valere gli interessi comuni dell'intero proletariato.

Leghiamo alle lotte quotidiane la lotta rivoluzionaria per l’abbattimento del capitalismo e il passaggio diretto alla società basata sulla proprietà collettiva dei mezzi di produzione, unica soluzione dei gravi problemi di lavoro e di vita degli operai, degli altri lavoratori sfruttati, delle masse popolari.

La rottura con gli opportunisti e l’organizzazione dei comunisti (m-l) e degli elementi avanzati del proletariato in cellule di fabbrica e di luogo di lavoro è il miglior modo per adempiere i compiti che lo sviluppo della lotta di classe richiede.

Da “Scintilla” n. 99, maggio 2019

Fonte

Condividi questo articolo su Facebook

Condividi

 

Ultime notizie dell'autore «Piattaforma Comunista»

803