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Se non le donne, chi?

Se non le donne, chi?

(11 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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Il Decreto Salvini cancella il diritto di sciopero e di dissenso! Firma anche tu per abolirlo e per il ritiro immediato del “Decreto Salvini bis”

(15 Maggio 2019)

Siamo attivisti sindacali, politici, di movimento, uomini e donne. Spesso abbiamo partecipato ad azioni di lotta e di resistenza o, semplicemente, siamo scesi in piazza per far sentire la nostra voce. Vogliamo unirci a chi si sta battendo per l'abolizione del “Decreto Salvini” e per il ritiro della proposta di ulteriore inasprimento (“Decreto Salvini bis”).
Di questo Decreto sono stati giustamente sottolineati gli aspetti razzisti e xenofobi. Si tratta di misure che hanno come scopo solo quello di creare un falso nemico, un capro espiatorio, su cui convogliare il malessere sociale, anche con lo scopo di contrapporre tra di loro lavoratori immigrati e nativi.
Ma ci sono nel “Decreto Salvini” alcune misure di cui si è parlato meno ma che sono altrettanto gravi e che, con questo appello, intendiamo denunciare. Sono misure che mettono gravemente in discussione il diritto di dissenso, di azione sindacale e di manifestazione di tutte e di tutti e che sarebbero ulteriormente aggravate laddove fosse approvato il cosiddetto “Decreto Bis”.

Elenchiamo qui le principali (già in vigore):

- E’ stata elevata la pena detentiva (fino a quattro anni) per chi “invade” terreni o edifici di proprietà altrui: se il fatto è commesso da più di 5 persone scatta la pena massima, con multe superiori ai 2000 euro a testa; se “l’invasione” è effettuata da due o più persone scatta anche la pena massima per promotori e organizzatori. Sono soprattutto gli immigrati i più colpiti: potrebbero vedersi revocare il proprio permesso di soggiorno se condannati. Si tratta della criminalizzazione di azioni di protesta che spesso vengono messe in atto quando si organizzano iniziative volte ad ottenere il riconoscimento dei propri diritti. Se questo Decreto non verrà abolito saranno condannate con 4 anni di reclusione e multe salatissime anche l’occupazione temporanea di una fabbrica da parte degli operai, l’occupazione delle scuole durante le mobilitazioni studentesche, l’invasione pacifica di terreni agricoli o parcheggi privati da parte di lavoratori e lavoratrici. Senza contare che l’inasprimento delle pene sta colpendo anche centri sociali, associazioni no profit e le occupazioni di case sfitte da parte di tante persone sfrattate.

- È stato reintrodotto il reato (depenalizzato a “illecito amministrativo” nel 1999) di blocco stradale. Il Decreto Salvini prevede che il “deporre o abbandonare oggetti qualsiasi in una strada ordinaria” così come “l’ostruire o ingombrare” una strada (oltre che una ferrovia) in qualunque modo può comportare la reclusione fino a 6 anni (le pene sono raddoppiate se l’atto è compiuto da più persone o se ci sono atti di violenza). Anche la semplice resistenza passiva che comporti l’ostruzione della circolazione “col proprio corpo” può essere punita con una multa da 1000 a 4000 euro (la sanzione si applica anche ai promotori e agli organizzatori). Questo significa che tutte le azioni di blocco stradale e i picchetti davanti alle fabbriche che sempre si organizzano in occasione di scioperi partecipati o manifestazioni spontanee di lavoratori e studenti potranno essere sanzionate con multe ancora più salate e, in alcuni casi, persino con la reclusione. Immaginatevi un picchetto o un corteo di operai o di studenti che “ostruisca e ingombri” la strada con un camioncino o con striscioni; immaginatevi se in questo corteo, come spesso, accade, dovessero esserci atti chiamati “di violenza” (noi diciamo di resistenza) per difendersi da una carica della polizia: col Decreto Salvini si rischia il carcere fino a 6 anni!

- A tutto questo vanno aggiunte le altre misure repressive collegate al Decreto Salvini: dall’estensione del “Daspo urbano” (strumento col quale il sindaco può a sua discrezione, anche solo per tutelare il decoro urbano, decidere l’allontanamento forzato da luoghi della città, inclusi locali pubblici, fiere, mercati e presidi sanitari!) all’utilizzo del Taser (la pistola che produce pericolose scariche elettriche) che può essere usato in qualsiasi occasione da tutti gli agenti, inclusa la polizia locale. Tutto questo sta già comportando un inasprimento delle misure repressive e della violenza nei confronti di tutti coloro che scendono in piazza o in sciopero per far sentire la propria voce!

Queste misure sarebbero ulteriormente aggravate laddove venisse approvato il “Decreto Salvini Bis” che prevede, tra le altre cose: sanzioni severe per chi soccorre i naufraghi in mare; reclusione fino a un anno per la partecipazione a riunioni e assemblee in luogo pubblico senza preavviso e autorizzazione; reclusione fino a 3 anni per chi durante una manifestazione oppone resistenza alle forze di polizia con scudi o “materiali imbrattanti e inquinanti”; inasprimento del 341bis con la reclusione fino a 4 anni per offesa a pubblico ufficiale; reclusione fino a 5 anni per chi danneggia cose altrui durante una manifestazione (ad esempio in occasione di scioperi); persino reclusione fino a 4 anni per chi usa fumogeni o petardi durante una manifestazione!

In un Paese in cui il diritto di sciopero, di azione sindacale e di manifestazione subisce già pesanti restrizioni – pensiamo alle leggi antisciopero nel pubblico impiego e nei cosiddetti servizi essenziali (L. 146/90) o alle forti limitazioni al diritto di rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro (Testo Unico sulla Rappresentanza) – crediamo che queste ulteriori attacchi al diritto di dissenso siano inaccettabili.
Per questo i seguenti firmatari, al fine di difendere il legittimo diritto di sciopero, di azione sindacale, di manifestazione e di dissenso chiedono l’abolizione del Decreto Salvini e il ritiro immediato del “Decreto Salvini bis”. Facciamo anche appello a tutte le organizzazioni sindacali, ai movimenti di lotta, ai collettivi studenteschi, antisfratto, a difesa dell’ambiente, a organizzare iniziative unitarie (ad esempio davanti alle Prefetture) per chiedere il ritiro di queste misure repressive.

Primi firmatari (in ordine alfabetico):

Organizzazioni:
ALP/Cub – Piemonte
Cobas Sanità Università e Ricerca
Collettivo Guevara Bari
Cub Trasporti Firenze
Cub Alessandria
Cub Roma
Cub Sanità Cremona
Cub Sanità Salerno
Cub Scuola Modena
Cub Trasporti Lucca e provincia
Donne in Lotta
Ex Lavoratori Almaviva Roma
Flaica Cub Torino
Fronte di Lotta No Austerity
Lavoratori Pirelli Settimo Torinese “Il sindacato è un’altra cosa-opposizione Cgil”
Lavoratori Pirelli Flna Bollate-Milano
Movimento di Lotta Per la Casa Firenze
Precari Scuola in Lotta Modena
#Riconquistiamotutto! Opposizione Cgil Cremona
Rsa Nidil Caleidos Modena
Rsu Cobas Poste Firenze
Rsu Fiom Contact Center GSE Roma
Rsu Fiom IMP Pasotti Brescia
Rsu Fiom La Protec Cremona
Si.Cobas Novara
Slai Cobas Chieti
Spazio17 Bari
Unione Sindacale Italiana (USI)
USI Careggi Firenze

Prime singole adesioni:
Daniele Cofani - Operaio Alitalia, segretario Cub Trasporti Roma
Giordano Spoltore - Operaio Sevel/FCA, Slai Cobas Chieti
Ivan Maddaluni – Ferroviere, Cub Trasporti Firenze
Fabiana Stefanoni – Insegnante, rsu Cub Scuola Modena
Diego Bossi – Operaio, Cub Pirelli Bollate (MI)
Laura Sguazzabia – Insegnante, Donne in Lotta, Cremona
Michela Tedoldi – Donne in Lotta, Brescia
Marzia Mecocci – Movimento di Lotta Per la Casa Firenze
Edoardo Todaro - Rsu Cobas Poste Firenze
Sergio Palumbo – Operaio Pirelli Bicocca (MI), attivista Usi-Cit
Matteo Moroni – Operaio, Cub Pirelli Bollate (MI)
Paolo Ventrella - Rsa Fiom Ferrari Maranello
Pasquale Marano - Rsa Fiom Ferrari Maranello
Pasquale Piacquadio - Rsa Fiom Ferrari Maranello
Caterina Bonasegla – Insegnante, rsu Flc Cgil Modena
Salvatore De Lorenzo – Ricercatore universitario, Cub Sur, Bari
Mauro Mongelli - Lavoratore Tim, Cobas Molfetta (BA)
Marco Usai – Operaio Sevel/FCA, Slai Cobas Chieti
Cristiano Biorci – coordinatore provinciale Allca-Cub Alessandria
Pablo Bartoli – Cub Trasporti Firenze
Ascanio Bernardeschi – Pensionato, Spi Cgil Volterra
Angelo Frigoli – Rsu Cub Sanità Cremona
Lino Gatti - Rsu Fiom IMP Pasotti Brescia
Giacomo Petrelli – Lavoratore poste Cub-Cobas-Usb Pt, Bari
Omar Casali – Rsa Nidil Caleidos Modena
Gino Vallesella – Lavoratore della scuola, Usb Vicenza
Salvatore Iocca – Maestro Cobas Scuola Bologna
Laura Magnani – Maestra Cobas Scuola Bologna
Giuseppe Stoppini - Coordinatore #Riconquistiamotutto! Opposizione Cgil Lombardia

Per aderire scrivi a questo indirizzo: aboliredecretosalvini@gmail.com

E’ possibile mandare sia adesioni collettive (sindacati, comitati, associazioni, rsu/rsa, organizzazioni politiche, ecc) sia adesioni individuali (specificando nome, cognome, città, eventuale lavoro, eventuale sigla sindacale o politica di appartenenza)

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