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SU ROMA MULTISERVIZI E I SUOI LAVORATORI

(17 Maggio 2019)

IL 20 MAGGIO 2019 (49° anniversario entrata in vigore della legge 300 1970 Statuto dei Lavoratori) pomeriggio PRESIDIO
DI LOTTA A VIA MOLISE ROMA presso MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO MISE (art. 21 Cost, artt. 1, 14 e 25 S.L.)

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Gli operai della Roma Multiservizi, partecipata di secondo livello con quota maggioritaria detenuta dall’AMA e per il restante da Manutencoop, hanno intrapreso dal 2014 una serie di lotte per il mantenimento del posto di lavoro che con la giunta Marino ha visto una dura scelta volta a dismettere la società partecipata in favore di cooperative, pronte a rilevare gli appalti di pulizie e disinfestazione, manutenzione aree verdi scuole, assistenza negli asili nido, refezione asili nido comunali, trasporto scolastico per normodotati e disabili e per trasporto degli alunni di etnia Rom, Sinti, Camminanti, servizi gestiti da tempo dalla Roma Multiservizi.
Marino ha tentato di dismettere la partecipata con la indizione di un gara a cinque lotti che prevedeva la spartizione dei servizi offerti dalla RMS a cinque cooperative aderenti al bando con una gara al ribasso, taglio delle ore; si parla qui di salari che vanno dalle quattrocento alle novecento euro mensili erogati ad operai che hanno contratto a otto/dieci mesi su dodici, e per i due mesi non retribuiti non possono percepire neanche la indennità di disoccupazione, perché risultano avere un contratto a tempo indeterminato. Operai che sotto la ROMA MULTISERVIZI per sopravvivere sono costretti adoversvolgere ore supplementari anche in altri servizi. La gara a cinque lotti osteggiata in tutti i modi dai lavoratori, soprattutto grazie alla tutela offerta dall’organizzazione sindacale USI, è stata abbandonata dalla giunta comunale anche perché impugnata da Confartigianato al TAR, il quale con una prima sentenza emessa nel novembre 2016 ha bloccato il bando di gara, rendendo possibile anche più lotti. Il tutto a danno dei lavoratori che in gran parte rischierano di accettare una notevole decurtazione salariale dovuta a bandi di fatto al massimo ribasso.
Decaduto Marino, tutto sotto il commissario Tronca si è bloccato. il Movimento cinque stelle, che aveva sostenuto gli operai nella loro lotta contro le decisioni prese dalla giunta precedente, specie nella loro richiesta di internalizzazione, su cui aveva fatto la sua campagna elettorale, garantendosi i voti degli oltre 4.000 lavoratori e dei loro familiari. Nell’agosto 2016, la mozione in Consiglio comunale, votata favorevolmente da tutto il M5S e da tutta l’opposizione prevedeva la loro internalizzazione in AMA. Poi a dicembre tutto veniva ribaltato dal piano di razionalizzazione delle partecipate, che riprendeva le indicazioni di Marino, da parte del nuovo assessore alle partecipate Colomban (un imprenditore veneto con passato leghista), il quale dichiarato insostenibile la internalizzazione o la trasformazione della Roma Multiservizi in partecipata al 100% al Comune. Dopo alcuni mesi arrivava su proposta nazionale dei 5 stelle, come consulente della sindaca Raggi, l’avvocato Lanzalone, oggi agli arresti con la sua proposta di una gara a doppio oggetto come l’unica soluzione fattibile; a nostro parere capace di generare ulteriore disoccupazione e di far ricorrere, nuovamente, la Confartigianato al TAR, con la possibilità di dar ragione alle piccole imprese, bloccando la prima gara. Decisione presa, oltretutto, senza tenere in considerazione la legge Madia, che lascerebbe invece ampio spazio alla internalizzazione, in quanto nell’art. 4 si riconoscerebbe l’utilità lavorativa dei servizi pubblici resi dagli operai..Una gara riproposta più volte, ancora oggi in atTesa di una sentenza al TAR
I lavoratori stanno contrastando la spartizione dei servizi del settore educativo e scolastico del Global Service, chiedendo con tutte le loro forze e con l’appoggio dell’USI ed oggi anche dei sindacati confederali l’internalizzazione, con presidi a piazza del Campidoglio, con manifestazioni, assemblee aperte a tutta la cittadinanza. L’USI nel 2017 aveva anche avviato nel 2017 una raccolta firme per la petizione popolare in favore della internalizzazione con 22.000 firme, una proposta bloccata da DE VITO presidente dell’aula, amico di Lanzalone e anche lui agli arresti. In questi due ultimi anni ci sono stati vari tavoli istituzionali; tutte occasioni nelle quali è stata denunciato l’inutilità della proposta di indire la gara a doppio oggetto. Gli operai ricordano che se si attuasse un assorbimento della forza lavoro nel comune di Roma o una trasformazione di società partecipata da secondo a primo livello, come lo sono AMA e ATAC, si salvaguarderebbero i posti di lavoro dei circa 4000 operai rimasti e il comune avrebbe un notevole ritorno economico evitando le spese derivanti dal pagamento alle coop per la gestione dei servizi.
Le scelte della GIUNTA approvate dai 5 stelle in consiglio rischiano di dividere i servizi offerti fino ad ora dalla Multiservizi come nel caso della refezione dei nidi in 15 lotti. La scelta non è tecnica come dicono i dirigenti ma è una scelta politica che spetta alla giunta comunale, sentito il Consiglio (e ricordiamo che la commissione ambiente si era precedentemente espressa favorevolmente per l’internalizzazione, pur senza verbalizzarlo nei documenti ufficiali).
La sindaca Raggi deve sapere che non resteremo con le mani in mano di fronte ai possibili licenziamenti (qualunque sia il loro numero) o ai tagli di ore e salari e al peggioramento dell’offerta di servizi a bambini e disabili e nelle mense scolastiche.
Infati per quanto riguarda le mense scolastiche hanno bandito una gara a 15 lotti mettendo in serio pericolo il posto di lavoro di 165 lavoratrici che pur lavorando nelle mense scolastiche da più di venti anni non hanno mai avuto la possibilità di partecipare ad un serio corso di formazione per essere inquadrate definitivamente come cuoche.
Il 7 maggio 2019 dopo l'ennesimo tavolo tra Roma Capitale e tutte le organizzazioni sindacali, CGIL, CISL, UIL e USI, alla trattativa per il Comune di Roma si presenta soltanto il direttore generale , Dott. Franco Giampaoletti. Per l'ennesima volta la parte politica di Roma non ha voluto affrontare le proprie responsabilità in una scelta politica, con molte probabilità, entro luglio, di avere migliaia di licenziamenti tra i dipendenti della Roma Multiservizi. Giampaoletti ha ribadito la volontà da parte del Comune di Roma di andare avanti con la gara a doppio oggetto e se questa dovesse essere annullata dal TAR, dopo il ricorso presentato dalla unica partecipante al bando, la Roma Multidìservizi (eliminata in quanto già partecipata di secondo livelli) si andrà all'affidamento diretto con procedura negoziata dell'appalto. Le delegazioni sindacali presenti hanno deciso di interrompere il tavolo delle trattative. Questa amministrazione non lascia margine di ascolto alle proposte delle lavoratrici e dei lavoratori portate avanti incessantemente dalle organizzazioni sindacali e dalle opposizioni dell'Assemblea Capitolina. La giunta raggi continua a rifiutare di discutere l'unico percorso fattibile, finalizzato al ritorno in mano pubblica, l'internalizzazione, dei servizi essenziali e strategici , come quello scolastico educativo.
Si ricorda che non si è voluto applicare la proposta dell'assessore Minnenna, che chiedeva di acquistare le quote del privato di Roma Multiservizi (49%) e riportare come azienda comunale di "primo livello", confermato dall'impegno, poi disatteso, dell'assessore Muraro in una commissione consiliare ambiente, per conto della sindaca Raggi, di rendere Roma Multiservizi una società di primo livello.
Oggi i servizi resi alla cittadinanza dai lavoratori della global service stanno per essere privatizzati e migliaia di lavoratori e lavoratrici stanno per perdere il posto di lavoro ad opera di chi è stato eletto affermando che avrebbero internalizzato i servizi. Dopo decine di tentativi da parte delle organizzazioni sindacali, CGIL, CISL, UIL e USI, di giungere ad un definitivo accordo si va ad un rilancio della lotta, seguiranno nei prossimi giorni scioperi (vedi quello del 31 maggio) e presidi (vedi quello il 20 maggio in Via Molise al MISE) da parte delle lavoratrici e dei lavoratori della Roma Multiservizi.

Unione Sindacale Italiana (USI)

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