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(31 Gennaio 2012) Enzo Apicella

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L’aumento della temperatura globale è attribuibile all’attività umana e altri fattori esterni

I cicli oceanici non c’entrano. Un’altra smentita per i negazionisti climatici alla Salvini

(24 Maggio 2019)

eci oxford

Anche se il consenso della comunità scientifica sul fatto che il riscaldamento globale sia dovuto alle attività antropiche e ad altri fattori esterni sia schiacciante, rimaneva l’incertezza su come i cicli oceanici naturali potrebbero influenzare il riscaldamento globale nel corso di più decenni. Ora un team di scienziati britannici, statunitensi e canadesi che ha pubblicato sul Journal of Climate lo studio “A limited role for unforced internal variability in 20thcentury warming”, dice che «La risposta che possiamo dare è: da molto poco a niente».

I ricercatori dell’Environmental Change Institute dell’università di Oxford che hanno guidato il team di ricerca hanno esaminato i dati sulla temperatura oceanica e terrestre dal 1850 ad oggi e, oltre ai fattori indotti dall’uomo come le concentrazioni di gas serra, hanno incluso nell’analisi altri eventi come le eruzioni vulcaniche, l’attività solare e i picchi dell’inquinamento atmosferico e dicono che «I risultati hanno dimostrato che i cicli oceanici ad azione lenta non spiegano i cambiamenti a lungo termine della temperatura globale, che include diversi decenni di riscaldamento accelerato o rallentato».

Il principale autore dello studio, Karsten Haustein dell’università di Oxford sottolinea: «Ora possiamo dire con sicurezza che i fattori umani come le emissioni di gas serra e l’inquinamento da particolato, insieme ai cambiamenti provocati anno dopo anno da fenomeni naturali come le eruzioni vulcaniche o El Niño, sono sufficienti a spiegare praticamente tutti i cambiamenti della temperatura a lungo termine. L’idea che gli oceani abbiano potuto guidare il clima in una direzione più fredda o più calda per diversi decenni in passato, e quindi lo faranno in futuro, è improbabile che sia corretta».

Un idea, quella delle cause naturali del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, molto cara a un gruppetto di scienziati russi politicamente vicini a Vladimir Putin e all’infima minoranza di negazionisti climatici che fanno da testa di ariete scientifica per le politiche anti-ambientaliste di Donald Trump e della lobby globale dei combustibili fossili che in Italia vengono rilanciate nei comizi di Matteo Salvini.

Un altro autore dello studio, lo statunitense Peter Jacobs del Department of environmental science and policy della George Mason University, sottolinea che «Sfortunatamente una serie di studi precedenti aveva confrontato osservazioni errate con risultati di modellazione difettosi per affermare che i cicli oceanici naturali hanno svolto un ruolo importante nei cambiamenti nei dati della temperatura globale. Qui dimostriamo che, in effetti, questi cicli hanno uno scarso ruolo nello spiegare i cambiamenti di temperatura quando vengono utilizzate rappresentazioni più accurate sia della temperatura che dei fattori come le eruzioni vulcaniche, l’energia solare e, naturalmente, le attività umane. Il sistema climatico è infinitamente interessante e senza dubbio ha ancora molti misteri da esplorare, ma questo non è proprio uno di questi. Ne siamo sicuri».

Lo studio ha dimostrato che «Il riscaldamento globale che si è verificato durante il periodo di “riscaldamento iniziale” (1915-1945) è stato causato in realtà da fattori esterni. Precedentemente, era stato in gran parte attribuito ai cambiamenti naturali della temperatura dell’oceano, motivo per cui c’era incertezza su quanto del riscaldamento globale sia influenzato da fattori naturali imprevedibili».

L’altro principale autore dello studio, Friederike Otto, anche lui dell’Environmental Change Institute dell’università di Oxford, conclude: «Il nostro studio ha dimostrato che non ci sono fattori nascosti della temperatura media globale. Il cambiamento di temperatura che vediamo è dovuto ai drivers che conosciamo. Suona noioso, ma a volte i risultati noiosi sono davvero importanti. In questo caso, significa che non vedremo sorprese quando questi driver, come le emissioni di gas, cambiano. Sono buone notizie: questo significa che quando le concentrazioni di gas serra diminuiranno, le temperature lo faranno come previsto; la cattiva notizia è che, come previsto, non c’è nulla che ci salvi dalle temperature che salgono se non riusciamo a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra».

greenreport

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