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SULL'INCONTRO DEL 28 MAGGIO RELATIVO ALLA PROCEDURA DI LICENZIAMENTO COLLETTIVO PER 351 ADDETTI DEL SETTORE ACCOGLIENZA (SOCIETA’ COOP SOCIALE MEDIHOSPES Onlus)

PROSSIMO INCONTRO IL 3/6/2019 alle ore 15

(29 Maggio 2019)

Si è svolto il 28 maggio alle 16, dopo quello chiesto in sede separata da Cgil, Cisl, Uil, l’incontro al Ministero del Lavoro, sulla procedura (attivata il 20 febbraio scorso e dopo aver esperito senza esito positivo la parte in sede aziendale della procedura L. 223 91) di licenziamento collettivo, originariamente per 351 dipendenti e soci lav. del settore dell’ACCOGLIENZA, addetti ai CAS, soc. Coop sociale MEDIHOSPES Onlus di varie province e Regioni. Usi è stata convocata assieme a Usb, Cub ed era presente anche Ugl.

La motivazione della procedura attivata da Medihospes, le variazioni peggiorative del “Decreto sicurezza e immigrazione”, D.L. 113/2018, convertito in legge detta “LEGGE SALVINI”, con impatto negativo sulle condizioni occupazionali nel settore dell’accoglienza, in principal modo del personale (351 esuberi dichiarati all’inizio) addetto ai C.A.S., di competenza delle Prefetture (U.T.G.), organi decentrati del Ministero degli Interni, di varie province e regioni.

Nel settore in totale a livello nazionale, gli esuberi e i licenziamenti preventivati nei vari enti e cooperative, sono di circa ventimila persone (il 90% di…nazionalità italiana…).

Le ricadute gravi sono relative all’abbassamento delle tariffe orarie, alla riduzione di servizi e attività nei C.A.S., l’eliminazione di figure professionali in precedenza inserite negli organici (spiccano gli insegnanti di lingua italiana ai migranti, richiedenti asilo e protezione internazionale o umanitaria e gli psicologi…) e la riduzione dei parametri di prestazione e orari di altre figure di operatori-trici dell’accoglienza, operatori legali, personale socio sanitario, in base al numero ridotto di utenti per ogni centro. Nell’incontro odierno, ci si era aggiornati da ieri per permettere un approfondimento di Medihospes con Ministero del Lavoro e INPS, sulle possibili scelte di utilizzo di ammortizzatori sociali (F.I.S. Fondo Integrazione Salariale) o di percorsi di ricollocazione o riduzione degli esuberi e dei licenziamenti collettivi.

A seguito dell’incontro di questa mattina, ci è stato rappresentato questo scenario di cui diamo resoconto e spiegazione, che è un pochino diverso da quanto scritto nel comunicato sindacale di Cgil, Cisl, Uil, che ha “dimenticato” di citare dei fatti rilevanti, per la situazione lavorativa, salariale e di futuro occupazionale nel settore e a Medihospes.

Il Ministero del Lavoro ha precisato che il criterio, l’unico individuato per i licenziamenti collettivi, è quello della “non opposizione” dei singoli dipendenti alla procedura di licenziamento, per permettere l’utilizzo e l’accesso della forma di “ammortizzatore sociale” .

Sindacati e Medihospes, saranno riconvocati per la chiusura della procedura in questione, lunedì 3 giugno 2019 (Usi e altri, hanno la convocazione per le ore 15, prima ci saranno Cgil Cisl Uil, tra i dirigenti sindacali per la CGIL Stefano Sabato e per la Cisl Massimiliano Marzoli), con la eventuale sottoscrizione di verbale di accordo e chiusura della procedura, con partenza dei 6 mesi previsti di copertura del F.I.S. dal 4 giugno 2019 e cessazione al 3 Dicembre 2019.

Medihospes ha dichiarato che gli esuberi sono ridotti da 351 a 249, per effetto di dimissioni di personale che ha lasciato il lavoro e alcune ricollocazioni in altri servizi. Sarà oggetto di successivo lavoro e individuazione, per le varie province e regioni dove sono allocati i Cas, delle percentuali di riduzione di orario e l’attivazione della procedura di accesso al F.I.S. (che di solito è usata per le situazioni di crisi temporanea, non di un problema strutturale come l’impatto negativo posto dalla c.d. “LEGGE SALVINI”, Decreto Legge 113/2018, che ci ha portato ad affrontare questa procedura di licenziamenti collettivi…). Due sedi, Statte e Bisceglie, saranno chiuse e il personale non ricollocato.

Se il numero degli esuberi è ridotto a 249, la platea del personale del settore dell’accoglienza al quale sarà applicato l’ammortizzatore sociale del F.I.S., è d 787 persone in varie regioni e province, con applicazione per tutto questo personale di riduzione di orario in percentuale che varierà da zona a zona (per Roma e Latina, la riduzione oraria è del 30%), Viterbo è stata poi esclusa dalla procedura, dove era inserita originariamente, per la cessazione di un “esubero” con il mancato rinnovo delle figure utilizzate con contratti di somministrazione (ex interinali, che di solito andrebbero impiegati in affiancamento e NON in sostituzione del personale ufficialmente in organico e dipendente di Medihospes…). Dopo il confronto con INPS, Medihospes si trova nelle condizione di dover usare l’ipotesi prevista dall’articolo 30, cioè l’utilizzo dell’ASSEGNO ORDINARIO, non dell’assegno di solidarietà (previsto all’art. 31), per tutto il personale al quale sarà applicato il meccanismo di ammortizzatore sociale del F.I.S. (circa 800 persone, come hanno dichiarato).

Due le situazioni che si possono verificare, la riduzione del 30% di orario (o di quella individuata per altre province diverse da Roma e Latina, dove questa quota è stata individua, poiché circa il 50% degli esuberi si concentra in queste due province).Con l’accettazione del c.d. “demansionamento”, da ratificarsi con accordi di conciliazione sindacale individuale, la riduzione percentuale complessiva del proprio orario di lavoro e di riduzione stipendiale, garantendo la continuità occupazionale fino a Dicembre 2019. Chi non accetterebbe il “demansionamento”, avrà la riduzione del 100% (quindi a zero ore) per la durata complessiva dei sei mesi e poi…licenziati.

Solo in caso di un cambiamento futuro in termini positivi della situazione esistente, si potrebbe ipotizzare, per una durata di altri 12 mesi, la prosecuzione di un regime di F.I.S., utilizzando l’ipotesi più favorevole (si fa per dire) dell’articolo 31 del decreto, con l’erogazione da parte di INPS del c.d. “assegno di solidarietà” . Ipotesi tutta da verificare, visto che è soggetta non solo alla copertura economica da parte dell’INPS, ma anche dal ridursi di effetti negativi nel settore dell’accoglienza, la vincita di nuovi bandi, la correzione di parametri e rapporti personale/numero di beneficiari - utenti…

In ogni caso per effetto del Decreto Sicurezza, sono eliminate le figure di psicologi e di insegnanti di lingua italiana per stranieri, che come altri per avere accesso alla riduzione dell’orario (al 30% per esempio) e la prosecuzione lavorativa con utilizzo del F.I.S. per 6 mesi, dovranno ESSERE DEMANSIONATI e come diremo a seguito dell’intervento di Usi, si sono contrapposte due modalità di intendere il “demansionamento” tra Medihospes e sindacato autorganizzato Usi (che ha avuto il consenso anche di altri sindacati presenti a quel tavolo, non sappiamo che ne pensano Cgil e Cisl, perché nulla hanno scritto nel loro comunicato). Si chiede alle OO.SS. come prima a Cgil e Cisl, di valutare bene la situazione e di arrivare all’accordo per una soluzione e chiusura della procedura in sede ministeriale, riportando la prosecuzione del confronto di nuovo in sede attuativa aziendale.

L’intervento di Usb ha portato una critica di fondo sul meccanismo, sia per l’impatto salariale per chi è già part time (Medihospes ha precisato che ci sono su 787 persone, 28 con part time a 12 ore settimanali e 28 a 18 ore settimanali…) con riduzione a salario da miseria, sia sul piano politico generale, insufficiente come proposta per la carenza di un tavolo con i rappresentanti del Ministero dell’Interno e dello Sviluppo Economico, di contrasto alle scelte che mettono a rischio circa 20.000 persone nel settore e la fine di qualsiasi percorso di accoglienza, chiedendo il tempo per fare una consultazione con il personale prima di dare una definizione al prossimo incontro. Nell’intervento di Usi, si sono chiesti aggiornamenti sulla situazione di Viterbo, espressa perplessità sulla scelta di prolungamento e di differimento di una fase di “agonia” del servizio e delle prospettive occupazionali e salariali, con provvedimenti che spostano di qualche mese la questione di fondo, che non porta ad alcuna strategia ragionata di “tavolo di crisi” per l’intero settore dell’accoglienza e dei servizi di tutela umanitaria, per chi ha procedure di protezione internazionale e di asilo da fattori di rischio e persecuzione, nonché di una condizione occupazionale che rimane precaria, con misure come il F.I.S. che se permettono una parziale prosecuzione occupazionale, ne smorzano l’efficacia per la diversità giuridica e di applicazione del c.d. “demansionamento” collegato alla riduzione di orario e di salario. Per Usi infatti, si chiederebbe ai sindacati di legittimare la deroga all’articolo 48 del CCNL Cooperative Sociali (testo invariato del CCNL appena rinnovato il 21 maggio scorso), nonché degli articoli 2103 del codice civile e dell’articolo 13 della Legge 300 1970, secondo Usi alle mansioni inferiori, rimne inalterato livello, base salariale e inquadramento, che nemmeno i provvedimenti del c.d. “jobs act” avrebbero modificato in peggio, come propone Medihospes, che alle mansioni inferiori collegherebbe abbassamento dei livelli, del salario (sul quale opererebbe la riduzione di orario e di salario conseguente) e dell’inquadramento. Per Usi si creerebbe, proprio come apripista di una situazione che avrebbe molti altri casi similari, una situazione di deroga al CCNL e alle leggi di tutela, in contrasto con la funzione di difesa degli interessi di lavoratori e di lavoratrici e in generale del servizio sociale, che contraddistingue l’intervento sindacale. Per Usi, ci si può venire incontro per difendere posti di lavoro e condizioni lavorative peggiorate, ma nell’ambito del quadro legislativo e contrattuale di riferimento, di garanzia, senza eccessive deroghe ed eccezioni penalizzanti tra pochi mesi. A parte la differente proposta, Medihospes a questa critica e osservazione, non ha replicato con argomentazioni convincenti.

Ci si rivedrà il 3 giugno, tutte le OO.SS. faranno la consultazione del personale, in modi diversi e con prospettive più o meno ampie articolate, come Usb, Usi, la stessa Cub o Ugl, oppure più ristrette al dato specifico, come Cgil, Cisl e Uil.

Di sicuro per Usi, ci rimetteremo alle scelte che faranno i singoli dipendenti, in base alle loro condizioni familiari/personali, di tenuta su posto di lavoro con reddito basso ma certo, oppure accompagnandoli verso la cessazione del rapporto di lavoro (con accesso quindi alla Naspi, per chi sceglie il licenziamento), ma in ogni caso non si è disposti, pur di tenere i posti di lavoro, a deroghe, eccezioni ai diritti sul-del lavoro, perché si creerebbe un precedente negativo, non più controllabile o gestibile in termini generali, per le prossime situazioni di licenziamenti collettivi, in applicazione del pessimo decreto “in”-sicurezza D.L. 113/2018, detta ora Legge Salvini.

INVITIAMO LAVORATORI E LAVORATRICI A RESTARE COMPATTI-E, A NON CEDERE AI RICATTI O ALLE PRESSIONI, DANDO UN SEGNALE DI TENUTA SUI DIRITTI, AL DI LA’ DELLE SCELTE PERSONALI.

UNIONE SINDACALE ITALIANA USI Confederazione sindacale fondata nel 1912
Segreteria prov. intercategoriale e Rsa interna Usi c/o Soc coop MEDIHOSPES Onlus

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