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Roma: una festa antipatriottica al Parco Liberato Certosa

(5 Giugno 2019)

parco liberato certosa 2 giugno

Solitamente, nella giornata del 2 giugno i media italiani danno il peggio, coniugando una celebrazione acritica della Repubblica con un pesante nazionalismo. Per fortuna, dal basso non mancano le voci che vanno in una direzione diversa. Tra queste va segnalato il percorso politico denominato Classe contro Classe, che in quel giorno ha dato vita a un'iniziativa significativamente intitolata Nostra Patria è il Mondo Intero - Festa Antipatriottica, svoltasi dalle ore 17.00 alle 23.00 presso il Parco Liberato Certosa, in via Paciotti, non lontano dalla Casilina. E' ben noto a chi legge con attenzione questo sito che, fra i tratti salienti di Classe contro Classe, oltre al coerente internazionalismo, vi è un approccio marcatamente anti-istituzionale. Che si traduce nel rifiuto di partecipare ai riti della democrazia rappresentativa e nell'indicazione astensionista in occasione di qualsiasi tornata elettorale. Incluse le ultime europee che, nel corso dell'iniziativa, sono state oggetto di una seria valutazione. La registrazione dell'alto numero di astenuti non ha infatti dato luogo a valutazioni irrealistiche. Sin dall'intervento introduttivo della festa, richiamandosi allo slogan "Votare non serve, non votare non basta", si è specificato che l'istintivo rifiuto di farsi coinvolgere dall'elettoralismo è qualcosa di ancora lontano dalla cosciente autoattivazione in percorsi collettivi di difesa dei propri bisogni sociali negati. Ma la tendenza a una sempre minore partecipazione elettorale è ormai un'evidenza con cui fare i conti, senza adagiarsi nel velleitario ruolo di "recuperatori", tipico di quei settori della sinistra di classe che continuano a praticare i passaggi elettorali, cercando di spingere quante più persone possono a fare i "bravi cittadini" e a mettere una scheda nell'urna. Ovviamente la festa, come si può evincere dal titolo, è stata anche altro. In pannelli esplicativi di ammirevole chiarezza vi si sono regolati i conti tanto con la retorica sulla Repubblica quanto con la risorgente cantilena patriottarda dei nostri giorni. Per quanto attiene alla Repubblica italiana "reale", cioè senza i veli della propaganda democratica, foto e didascalie sono tornate sulle stragi di Stato, uno dei mezzi usati dall'alto per fronteggiare le fasi di più acuto conflitto sociale. A immagini di notevole forza, corredate da testi eloquenti, è stato assegnato il compito di smontare la mitologia sugli "italiani brava gente", persistente in questo paese. Ci si è concentrati sulle efferatezze compiute durante la Seconda Guerra Mondiale, in particolare nel corso dell'occupazione dei Balcani, senza trascurare gli spaventosi crimini commessi in Libia per sedare la ribellione contro il colonialismo di casa nostra. Il quale, come giustamente s'è specificato nella già citata introduzione, al di là di ogni leggenda s'è comportato precisamente come tutti gli altri colonialismi. Dunque, parliamo di una giornata dal notevole respiro culturale, confermato anche dalla presentazione di un libro di poesie di Monica Rage à part: Il cuore divelto. Un pregevole esempio di poesia militante, non privo di echi di Vladimir Majakovskij, che è stato pubblicato in una collana di agili volumetti a solo 1 euro di prezzo dalle Edizioni Montebove ("un tentativo di autoproduzione editoriale collettiva, portato avanti da alcune individualità anarchiche e libertarie"). Proprio nel corso di questa presentazione sono emerse valutazioni divaricate circa i rapporti tra espressione artistica e militanza e non è mancato chi, come Pino (una firma assai nota ai lettori di questo sito) ha rivendicato la possibilità di una poesia che non sia solo conseguenza immediata dell'impegno politico, anche per evitare i vicoli ciechi a suo tempo legati al realismo socialista. Che dire: poiché, al riguardo, risulta difficile pronunciarsi in termini dirimenti, a noi piacerebbe che la discussione continuasse. Affiancandosi magari alle attività più direttamente politiche che Classe contro Classe sta portando avanti.

Il Pane e le rose - Collettivo redazionale di Roma

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