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Usciamo di casa

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(28 Settembre 2012) Enzo Apicella
Sciopero generale del Pubblico Impiego

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SULLO SCIOPERO NAZIONALE DEI METALMECCANICI
PROCLAMATO DA FIOM, FIM E UILM

(9 Giugno 2019)

Il prossimo 14 giugno la triplice Fiom, Fim, Uilm ha proclamato lo sciopero nazionale dei metalmeccanici. È dal 10 giugno del 2016 che non accadeva: tre anni di paralisi della più importante categoria operaia!

Organizzeranno tre manifestazioni interregionali: a Milano, Firenze e Napoli.

La loro piattaforma è improntata in modo ancor più sfacciato che in passato al corporativismo sindacale: subordinano la difesa degli interessi degli operai alla difesa dei profitti degli industriali, dando così per sottinteso che secondo loro gli interessi degli uni e degli altri sarebbero comuni.

Questi sindacati hanno fatto della pace e della collaborazione fra classe padronale e classe operaia il loro principio costitutivo e quando chiamano i lavoratori alla mobilitazione generale – di categoria o intercategoriale – lo fanno sempre in nome del “bene del paese”, cioè dell'industria nazionale che deve essere – secondo loro – più competitiva nel mercato capitalistico mondiale.

Le dirigenze di questi sindacati ubriacano di nazionalismo i lavoratori ne più ne meno di quanto non facciano i loro pretesi avversari politici attualmente al governo.

Questi sindacati tricolore controllano purtroppo ancora la categoria e in modo apparentemente ancor più saldo che in passato, nonostante il loro indubbio declino.

Ciò ci sembra dovuto:
- da un lato all'attuale debolezza della classe operaia, frutto sia della crisi economica mondiale sia delle sconfitte provocate da questi falsi sindacati;
- dall'altro ad un analogo declino che ha colpito il sindacalismo di base nelle fabbriche metalmeccaniche.

La crescita di Usb negli ultimi tre anni in questo settore, infatti, per ora non è stata in grado di controbilanciare il declino dei sindacati di base storicamente insediatisi fra gli operai metalmeccanici, prima lo Slai Cobas, poi la Flmu Cub.

La voce del sindacalismo conflittuale è limitata a pochi gruppi di fabbrica più che in passato, troppo debole per raggiungere la massa degli operai metalmeccanici.

In questo quadro generale reputiamo che la condotta più intelligente e lungimirante da parte del nostro sindacato e del sindacalismo di base nel suo complesso non sia quella di disertare lo sciopero promosso dai sindacati di regime bensì quella di cogliere l'occasione offerta da questa mobilitazione per portare nelle manifestazioni la nostra piattaforma rivendicativa, parlando agli operai e mostrando loro che esiste un'alternativa ai sindacati venduti ai padroni.

La strada degli scioperi “alternativi”, separati ed in concorrenza, per le dimensioni ridotte del nostro sindacato finisce per rivelarsi controproducente.

Siano d'insegnamento i dati di adesione all'ultimo sciopero generale del pubblico impiego, proclamato da Usb in assoluta e voluta solitudine, venerdì 10 maggio scorso, cui ha aderito solo 0.98% dei lavoratori del pubblico impiego.

Così pure lo sciopero proclamato dal nostro sindacato il 12 aprile scorso per i lavoratori della Agenzie delle Entrate – in cui pur abbiamo un insediamento organizzativo di lunga data – con un'adesione pari al 3,7% dei lavoratori, a fronte di quello proclamato da Cgil, Cisl e Uil per le Agenzie Fiscali (stesso bacino di lavoratori) 10 giorni prima – il 2 aprile – con un'adesione del 68%.

Seguendo questa linea d'azione da una lato appariamo come un piccolo sindacato che divide il movimento di lotta; dall'altro lasciamo la massa di lavoratori alla mercé del sindacalismo di regime, senza che ad essa giungano i nostri indirizzi di lotta.

Pensiamo che occorra prendere consapevolezza della necessità di cambiare radicalmente rotta.

Il 14 giugno la nostra dirigenza avrebbe dovuto dare indicazione agli operai metalmeccanici iscritti al nostro sindacato di scioperare e organizzare la partecipazione alle manifestazioni in programma con spezzoni definiti e riconoscibili, con l'obiettivo non di promuovere una sterile e controproducente contestazione bensì di dialogare coi lavoratori, portando fra di essi la nostra piattaforma rivendicativa.

Ciò è quanto faranno i compagni del SI Cobas di Pomigliano licenziati da FCA. È quanto fece il SI Cobas allo sciopero Fiom del 14 novembre 2014, portando oltre un migliaio di facchini, per lo più lavoratori immigrati, al corteo di 10 mila metalmeccanici a Milano, superando quindi anche le barriere di categoria, e dando un colpo al razzismo dentro la classe operaia.

E che seppe fare anche, più in piccolo, l'Usb Vigili del Fuoco di Genova, partecipando sia alla manifestazione per lo sciopero generale Cgil del 12 dicembre 2014 contro il Jobs Act, sia alla manifestazione Fiom Cgil degli operai dell'ILVA del 5 giugno 2017.

Questo avremmo dovuto stabilire di fare il 14 giugno, a maggior ragione a fronte delle drammatica vertenza alla Whirpool e anche a quella dell'ILVA, nel cui stabilimento di Taranto il nostro sindacato ha una robusta presenza.

Crediamo inoltre che questa partecipazione alle mobilitazioni del sindacalismo di regime andrebbe concordata, per conferirle l'adeguata forza, con tutto il sindacalismo di base, ed anche con i gruppi operai di opposizione interna alla Cgil, unitariamente.

Ma con ogni evidenza la dirigenza del nostro sindacato – e certo non solo del nostro – si oppone all'unità d'azione col resto del sindacalismo conflittuale e questo indirizzo può essere portato avanti solo dagli iscritti che hanno acquisito la consapevolezza di quanto sia necessario ed urgente imboccare questo sentiero.

Per rafforzare questa battaglia i compagni del nostro gruppo di opposizione interno ad Usb hanno aderito al Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici Autoconvocati per l'Unità della Classe, costituitosi lo scorso gennaio per volontà di iscritti e militanti di tutti i sindacati di base e della opposizione interna alla Cgil, allo scopo di coordinare la battaglia, ciascuno nel proprio posto di lavoro, ciascuno nel proprio sindacato, per l'unità d'azione del sindacalismo conflittuale e dei lavoratori.

Invitiamo tutti i lavoratori iscritti ad Usb ad aderire a questo Coordinamento intersindacale, a cominciare dalla partecipazione all'ASSEMBLEA NAZIONALE CHE SI TERRA' IL PROSSIMO 23 GIUGNO A FIRENZE PRESSO IL CPA FIRENZE SUD DALLE 10,30, CON L'OBIETTIVO DI LANCIARE UNA CAMPAGNA A SOSTEGNO DI UNO SCIOPERO GENERALE UNITARIO DI TUTTO IL SINDACALISMO DI BASE.

Domenica 9 giugno 2019

Coordinamento Iscritti Usb per il Sindacato di Classe

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