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CASE DI RIPOSO COMUNALI: RESOCONTO DELL'INCONTRO CON L'ASSESSORATO ALLE POLITICHE SOCIALI E SERVIZI ALLA PERSONA DI ROMA CAPITALE (4 LUGLIO 2019)

(8 Luglio 2019)

Si è svolto il 4 luglio 2019, presso la sala riunioni dell’Assessorato alle Politiche Sociali e servizi alla persona di Roma Capitale, l’incontro su segnalazione scritta e intervento fatta da Usi, a nome di Cub, Cobas, Usicons e del Raggruppamento Op. Sociali in Lotta, relativa alle problematiche del personale, degli anziani utenti e del servizio delle Case di Riposo Comunali.

Per l’Assessorato, presenti il capo staff dell’Assessorato, Avv. Montini e l’avv. De Santis, per Usi Daniela Pappalardo (Rsa Usi coop soc. IL CIGNO, che gestisce una parte del servizio), Roberto Martelli, per Usicons Giuseppe Martelli, per Cub Sanità Domi Sonnante e Moira Aloisio. All’ultimo momento non ha potuto essere presente un portavoce dei Cobas.

L’Assessorato ha tenuto a precisare, la volontà di ascolto e di dialogo con le OO.SS., specie dopo le segnalazioni e gli interventi scritti, nell’ottica di affrontare e se possibile, risolvere le questioni critiche segnalate. Si è anche chiesto da parte loro, come mai altri sindacati (Cgil, Cisl), presenti nel servizio appaltato a cooperative da molti anni, non avessero inoltrato analoga richiesta di incontro o fatto segnalazioni. Le OO.SS. e l’Associazione difesa utenti e consumatori Usicons, hanno risposto che la posizione di attesa e di “silenzio” di altri sindacati, è forse dovuta alla situazione non definita, per il cambio di gestione e di appalto nei due lotti del bando di gara, espletato, con aggiudicazione definitiva ma senza il materiale subentro, con attuale provvedimento di proroga ai soggetti cooperativi precedenti, fatto dalla Direttora di Direzione Modafferi, fino al 30 settembre prossimo.

Le OO.SS. presenti hanno ribadito, che la segnalazione fatta a maggio scorso, era relativa non solo alle condizioni di lavoro e di tutela del personale utilizzato dalle cooperative affidatarie, ma riguardava anche le condizioni di vita degli anziani, la qualità del servizio e le condizioni strutturali, in termini di carenze su riparazioni e manutenzioni delle Case di Riposo comunali, in particolare Bruno Buozzi a Torre Spaccata, Parco di Veio sulla Giustiniana e di Roma 3 a Pineta Sacchetti. Quindi si trattava di un intervento collegato e complessivo e non frammentato, tenendo separati i vari aspetti come è forse, impostazioni di altri sindacati.

Negli interventi fatti da Cub e Usi, sono stati chiariti ed esplicitati gli aspetti relativi alla situazione sul prossimo subentro, non ancora avvenuto, alle cooperative risultate aggiudicatarie, dei due lotti nei quali è stato suddiviso l’appalto delle case di riposo comunali (una prevede come sedi Roma 3 a Pineta Sacchetti e Bruno Buozzi a Torre Spaccata, l’altra Casa Vittoria, sulla Portuense e Parco di Veio, Roma 1 sulla Giustiniana), con una proroga sulla quale si chiede all’Assessorato, di verifica con la dirigente e stazione appaltante comunale, la motivazione di tale lunga procedura, nonché sull’opportunità di utilizzare, su un servizio alla persona, alcune disposizioni del recente decreto “sblocca cantieri”, nonché sulla necessità di evitare ricorsi e iniziative da parte delle cooperative aggiudicatarie, alle quali si impedisce il materiale subentro, che ha come iniziativa sindacale, l’attivazione delle regolari, trasparenti procedure di cambio di gestione, con il conseguente assorbimento della forza lavoro già utilizzata(sono stati richiamati l’articolo 37 del CCNL cooperative sociali, l’articolo 50 del D. lgs. 50 2016 e modificazioni e le procedure di tutela e di garanzia, già utilizzate con successo in altri appalti sempre di competenza del Dipartimento Pol. Sociali, definite con le Delibere Consiliari 135/2000 e 259/2005). Procedure che le OO.SS., come spiega Usi, non sono state ancora attivate sia a ITL che alle cooperative uscenti, subentranti e anche all’Osservatorio comunale sul lavoro. Anche perché, in alcune sedi di lavoro (come a Roma 3), le classiche “voci di corridoio” e le insistenti pressioni, nei confronti dei soci lavoratori, avanzano l’ipotesi, non confermata, non dimostrata né con reale fondamento, ma espressa solo verbalmente, su un presunto “esubero” di personale socio assistenziale, con addirittura la pretesa di declassamento e demansionamento, attualmente vietato per legge e per contratto di lavoro (art. 13 Legge 300 1970, articolo 2103 codice civile, CCNL Coop Sociali già articolo 48).

Ciò è smentito da due fatti oggettivi, come spiegano i delegati di Usi, sostenuti da Cub e Usicons, la diminuzione del numero degli addetti rispetto al precedente organico dell’appalto del 2016 (4 operatrici in meno rispetto ai 34 originari), il mancato adeguamento della ricettività di utenti prevista per la casa di riposo comunale (80 persone, come era materialmente, come media ma anche con numero inferiore, negli anni precedenti, attualmente sono 69), a causa di un inspiegabile blocco nei subentri degli anziani, inseriti nella graduatoria degli aventi diritto, all’epoca con i requisiti di autosufficienza o di parziale autosufficienza, nonché il fatto che il personale rimasto, per garantire la copertura di tutti i turni nelle 24 ore (mattina, pomeriggio e notte), spesso è costretto a fare i doppi turni o prestazioni allungate come orario, per non lasciare scoperto il servizio e mantenendo, come afferma la delegata sindacale, un idoneo livello qualitativo e professionale nelle prestazioni agli anziani. Come si faccia, da parte sindacale, a fronte di questi fatti oggettivi, che comunque sottopongono lavoratrici e lavoratori ad uno stress e a una fatica lavorativa notevole rispetto alle condizioni ottimali e su un servizio usurante per la integrità psico fisica, a parlare di “esuberi”, lascia perplessi, se on con la volontà di voler risparmiare sulla pelle di chi lavora ed eroga il servizio, la diminuzione del budget previsto per la gara di appalto, rispetto al passato. E’ affrontata anche la questione dei portieri, nelle case di riposo, che in quest’ultimo bando di gara ha visto ripristinato il ruolo dei c.d. “portieri sociali” all’interno degli organici per ogni lotto e casa di riposo, con un contenzioso in sede giudiziaria con gran parte del personale, con l’azienda uscente e Roma Capitale, che non fu assorbito nel precedente appalto, tenuto separato e distinto rispetto al personale e al servizio socio assistenziale (e anche dalla gara di appalto del servizio infermieristico, che è ridotto rispetto al le passate gestioni, pur in presenza di un aumentato grado di deficit dovuti all’età avanzata, di anziani utenti), dove dopo anni l’Amministrazione capitolina, ha riconosciuto l’errore ma senza farne le doverose correzioni e adempimenti, sia di tutela occupazionale che di adeguamento del relativo budget e base d’asta della gara attuale.

Ciò rischia di creare una odiosa guerra tra poveri, tra il personale socio assistenziale, il personale di portineria utilizzato in questi anni (a quali l’azienda che ha gestito l’appalto, applicava un CCNL diverso, quello dei portieri di stabili e fabbricati e non quello delle cooperative sociali…alla faccia delle previsioni del codice degli appalti e contratti pubblici, sul CCNL di settore da far applicare…), che in questo periodo è sottoposto a notevole turn over, con il personale che ha fatto causa e non è subentrato nel precedente appalto, a causa di tutte queste incongruenze. Le OO.SS. chiedono all’Assessorato, di fare le opportune verifiche e di dare un segnale di giustizia sostanziale, per evitare disparità di trattamento o l’acuirsi di criticità che si scarichino solo su lavoratori e lavoratrici, anche per costringerli, posti di fronte ad una sorta di ricatto mascherato, ad accettare condizioni peggiori di lavoro, salariali, di inquadramento, pur di tenersi LO STESSO LAVORO CHE FANNO DA 20 ANNI (se non di più).

Sono affrontate poi le questioni relative alle rette che pagano gli anziani, che corrispondono ad almeno il 70% delle pensioni percepite (ndr e sono parecchi che hanno la pensione minima e sono soggetti ai controlli rigorosi dell’Isee), sul quale si chiede all’Assessorato di fare una riflessione in termini di una modifica, in senso riduttivo, per permettere agli anziani di poter avere una vita dignitosa, comprensiva anche delle spese per le cure mediche e le medicine, nonché di uno standard di vita decente, dopo una vita di lavoro e pensioni/assegni non corrispondenti alla fatica fatta in tanti anni di lavoro. Così come, su indicazione della Cub (che nelle case di riposo ha tesserati tra gli anziani utenti), si richiede la modifica dei regolamenti comunali relativi alla gestione e al funzionamento interno nelle case di riposo, ferma a quasi 40 anni fa, che ha visto la progressiva eliminazione della partecipazione democratica degli anziani, negli organismi consultivi e gestionali delle singole case di riposo, come avveniva una volta. Sono poi espressi, casi concreti di disagi strutturali (mancato funzionamento del sistema di aria condizionata a Roma 3, perdita di acqua a Bruno Buozzi, ristrutturazioni a pezzi del complesso di Roma 1…), carenze relative alle minime attività di riparazioni e di manutenzione, ordinaria e straordinaria nelle Case di Riposo, che con lo smantellamento dell’ufficio tecnico nel Dipartimento Politiche Sociali, ha posto tali aspetti alla competenza per materia del S.I.M.U. (ex Dipartimento Lavori Pubblici), con tutte le lungaggini burocratiche, di priorità degli interventi e delle procedure di affidamenti dei lavori, anche su questioni spicciole di semplici riparazioni, alla stessa stregua di appalti e procedure di lavoro e opere pubbliche, senza mettere in evidenza, come segnalano le OO.SS. e l’Usicons, che si tratta di attività per il funzionamento normale di case di riposo e funzionali, strumentali a servizi alla persone anziane, cosa diversa dalla copertura di buche nelle strade della città.

E’ inoltre evidenziato, sia a Roma 1 con la presenza di struttura di competenza regionale, adiacente alla struttura comunale e con servizi diversificati rispetto a quelli erogati dalle cooperative per conto di Roma Capitale, che per la questione del pagamento del canone di locazione per la struttura del Bruno Buozzi (60.000 euro mensili richiesti dalla Regione a Roma Capitale come canone di locazione), con presenza di servizi affidati e di competenza anche del Ministero di Grazia e Giustizia e del Min. delle Pari Opportunità, con un intreccio di relazioni non bene definito, che crea notevole disagio agli anziani e a chi ci lavora.

La vicenda della struttura di Bruno Buozzi, ha già visto l’intervento deciso a fine marzo scorso e ad aprile, della Cub e dell’Usi, anche per evitare utilizzando dei pretesti, come in via emergenziale si è riusciti a bloccare, la parziale “deportazione” degli anziani in altre strutture comunali. Come se la vicenda della soluzione del canone di locazione e del pagamento, dopo anni di inerzia e di contenzioso tra diverse Pubbliche Amministrazioni, si risolvesse con lo spostamento degli utenti, la fine del lavoro del personale, scenario già avvenuto anni fa per la casa di riposo ex Enpals di ROMA 2 a Casal Boccone.

Interviene a sostegno di quanto segnalato dalla Cub, la delegazione Usi, che indica che pur condividendo il principio della sinergia per gli interventi complessivi per la terza età, come linea guida ribadita anche in questo incontro dall’Assessorato e dalla stessa Giunta Raggi con Delibera di Giunta comunale 2018 (revisione e superamento del concetto di casa di riposo come cronicario per gli anziani, di co-housing e di sviluppo dei gruppi appartamento con bonus economico), nell’ambito dell’intervento socio-assistenziale sanitario, di adeguamento delle prospettiva di vita dignitosa per la terza età, coinvolgendo municipi, strutture sociali, Aziende Sanitarie Locali e Regione, segnala che negli ultimi tempi, si è intensificato l’intervento di assistenti sociali comunali, con incontri con gruppi di anziani come a Roma 3 a Pineta Sacchetti, finalizzato all’incentivazione verso l’accettazione del percorso dei gruppi appartamento (per 4-5 anziani, con un minimo di assegno a titolo di incentivo per il pagamento dell’affitto) e di svuotamento della casa di riposo, senza tener conto delle condizioni di disagio di tale operazione, per persone anziane e che per le condizioni fisiche, necessitano di assistenza sanitaria e di intervento socio assistenziale, che nei gruppi appartamento o in altre soluzioni similari, non sarebbe più garantita dal personale con il quale negli anni si è costruita una rete di relazioni sociali e di fiducia, con costi che sarebbero nei fatti, a carico degli anziani stessi, come del resto le attività di cucina, controllo nella somministrazione dei farmaci, delle terapie, di segretariato sociale. Non solo non starebbero più in un ambiente protetto, ma non sarebbero più garantiti adeguati livelli e standard di prestazioni professionali sanitarie e socio assistenziali, che nonostante le criticità prima esposte, il personale della cooperativa riesce a garantire, con un peggioramento delle condizioni di vita di persone anziane, non sempre con la possibilità di autonomia e piena autosufficienza. Le OO.SS. e l’Associazione Usicons, alla luce di tutte le problematiche esposte e i fatti segnalati, esprimono preoccupazione per il divario esistente, tra l’azione dei dirigenti capitolini per la gestione nelle case di riposo e le difficoltà di ci lavora in appalto, con gli indirizzi politici espressi dall’Assessorato e dalla stessa Giunta comunale, divario e incongruenze tra principi e gestione concreta, che non sono riconducibili a meri errori di comunicazione o di trasmissione di notizie e informazioni. Una situazione che in passato, sia il raggruppamento op. sociali in lotta, attivo dal 2010 a Roma chele strutture sindacali e associative che lo sostegno e compongono, è stata contrastata con le Giunte precedenti, su quello che poi è stato definito il “sistema di mafia capitale”. Situazione che non si vorrebbe far ripetere anche in questa situazione.

L’Assessorato prende atto delle varie situazioni segnalate, ribadisce l’indirizzo politico dell’intera Giunta, con la delibera del 2018 sugli interventi per la terza età e le stesse case di riposo, esprimendone il carattere di impulso e innovativo rispetto alle gestioni passate.

Da colloqui anche per le segnalazioni scritte delle OO.SS., l’ultima delle quali ha originato l’incontro odierno (ndr 4 luglio 2019), si stanno attivando con la Direzione del Dipartimento, delle forme per ripristinare per le riparazioni e manutenzioni, un minimo di ufficio tecnico, le cui soluzioni pratiche sono allo studio. Sulle coperture economiche, o eventuali adeguamenti di budget, provvederà l’assestamento di Bilancio 2019 che dovrà votare l’Assemblea Capitolina nel corrente mese di luglio, su proposta di Assessorati e Giunta comunale. Per le vicende degli appalti e sulle tutele occupazionali, saranno fatte domande e verifiche con i dirigenti preposti, anche sull’attuale mancato subentro con proroga fino al 30 settembre, per i soggetti risultati aggiudicatari definitivi. Le OO.SS. indicano che al di là delle procedure di cambio di gestione e di appalto, è utilizzabile come tavolo tecnico, anche l’Osservatorio comunale sul lavoro, luogo dove le varie parti sociali e istituzionali, posso svolgere in serenità, il dialogo sociale e la mediazione attiva, per la tutela occupazionale e salariale e la dignità e qualità del servizio all’utenza. Le parti, comprese le cooperative e la direzione dipartimentale e di direzione si incontreranno di nuovo, entro la metà di settembre 2019, con tavolo di approfondimento e per intervenire sui vari aspetti, per una soluzione ragionata, possibilmente condivisa, delle varie questioni lavorative, sociali e di intervento sulle strutture.

A cura di Roberto Martelli (Usi) a nome e per conto del Raggruppamento Op. Sociali in Lotta, con Cub, Usi, Associazione Usicons, Cobas.

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