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(11 Ottobre 2012) Enzo Apicella

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RICORDANDO LUCE FABBRI NEL CXI ANNIVERSARIO DELLA NASCITA

(25 Luglio 2019)

tra la storia e la libertà

Ricorre oggi, 25 luglio 2019, il centoundicesimo anniversario della nascita di Luce Fabbri, l'illustre pensatrice e militante libertaria nata a Roma il 25 luglio 1908 e scomparsa il 19 agosto del 2000 a Montevideo.
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Luce Fabbri, pensatrice e militante anarchica, educatrice profonda e generosa, è stata e resta un punto di riferimento per tutte le persone amiche della dignità umana e della nonviolenza. Nata il 25 luglio 1908, figlia di Luigi Fabbri (il grande militante e teorico libertario collaboratore di Errico Malatesta), dal 1929 in esilio dapprima a Parigi, poi a Bruxelles e via Anversa in America Latina, a Montevideo in Uruguay, ove da allora risiederà (ma ancora sovente molto viaggiando); la morte la coglie il 19 agosto 2000, operosa fino alla fine, sempre attiva, generosa, mite, accogliente; sempre lucida, sempre limpida, per sempre Luce. Dalla Wikipedia, edizione italiana, riprendiamo la parte biografica della voce a lei dedicata: "Luce Fabbri nasce a Roma il 25 luglio 1908, figlia di Bianca Sbriccoli e di Luigi Fabbri, insegnante e celebre teorico anarchico - libertario, nonché collaboratore di Errico Malatesta. Dall'età di due anni e per i successivi quattro vive con i nonni, durante il periodo in cui il padre è esule in Svizzera in seguito alla Settimana Rossa. Nel 1926, a causa del consolidarsi del regime fascista, il padre lascia clandestinamente l'Italia per Parigi dove sarà raggiunto dalla moglie nel 1927. Nello stesso anno il fratello minore Vero si trasferisce a Roma per lavoro. Per i successivi due anni Luce rimane dunque sola a Bologna, ospite in ambienti socialisti. In quel periodo è accolta in casa di Enrico Bassi, socialista turatiano e amico dei fratelli Ugo Guido e Rodolfo Mondolfo; e a Bassi medesimo Rodolfo Mondolfo affiderà poi le proprie carte quando, nel 1939, sarà costretto ad espatriare in Argentina per la legge razziale che gli impedirà di occupare cariche pubbliche poiché ebreo. Nel 1928 Luce si laurea in Lettere presso l'Università di Bologna con il massimo dei voti, discutendo una tesi su Reclus e la Comune di Parigi. Tra i professori della commissione era presente anche lo stesso Rodolfo Mondolfo, "che è stato quasi un secondo padre per me in quei due anni che ero rimasta sola", che incontrerà nuovamente anni dopo, anch'esso esule antifascista in Sud America. Dopo un breve soggiorno di venti giorni a Roma a metà novembre del 1928 parte avventurosamente per la Francia, per raggiungere i genitori a Parigi; lo fa aiutata dal ferroviere Giuseppe Peretti, di Bellinzona, che le fa passare la frontiera Svizzera registrandola sul passaporto come sua moglie. Dalla Francia si sposta presto in Belgio, a causa di un decreto di espulsione contro il padre emesso dal governo francese; e dopo breve tempo, nel 1930, emigra con i genitori a Montevideo in Uruguay, dove per un mese sono ospiti in casa del fiorentino Moscallegra, pseudonimo di Aratari. A Montevideo Luce fa i primi passi in quella che sarà la sua professione, inizia infatti a dare lezioni private di italiano, latino e greco. In seguito vincerà un concorso per l'insegnamento della storia nelle scuole secondarie, poi sarà lettrice di italiano presso la Facoltà di Lettere appena istituita e in seguito, nel '49, otterrà la docenza di Letteratura italiana, "per me l'insegnamento era parte del mio lavoro militante, l'ho sempre considerato come un momento del mio lavoro di anarchica". Qui con la sua collaborazione il padre Luigi si dedica alla rivista "Studi Sociali", curando inoltre la pagina in lingua italiana della rivista "La Protesta" e pubblicando anche, fino al settembre del 1930, alcuni articoli su altre riviste tra cui "La Pluma". Il colpo di Stato militare di Uriburu del 1930 in Argentina ha come conseguenza un esodo di rifugiati politici argentini in Uruguay. In questo primo periodo a Montevideo Luce, poco più che ventenne, frequenta le organizzazioni sindacali, collabora con il Comitato contro la dittatura in America, con un Gruppo anarchico femminile per il sostegno dei detenuti politici e con un Gruppo studentesco giovanile libertario. Con questo partecipa ad un congresso antimilitarista, indetto dai comunisti, contro la Guerra del Chaco. In questo congresso stringe amicizia con Simon Radowitzky da poco sbarcato a Montevideo dopo esser stato espulso dal suolo argentino. L'intensa attività d'insegnamento non le impedisce di dedicarsi alla militanza e alla cura di "Studi Sociali" che pubblicherà fino al 1946. Verso la seconda metà degli anni Sessanta, mentre in Uruguay si delinea un periodo di forte tensione interna, caratterizzata dalla lotta armata dei Tupamaros e dalla conseguente dura reazione della classe dirigente che avrebbe portato alla dittatura militare protrattasi dal 1974 al 1986, Luce dedica le proprie attività alla militanza nel movimento locale, pur non trascurando contatti con gli ambienti italiani e internazionali. In particolare s'impegna in un movimento pedagogico per la riforma autonomistica della scuola secondaria; Luce vive questa sua attività come parte integrante e del suo concreto impegno politico in senso libertario, un impegno che la vede critica nei confronti della scelta della lotta armata: "Conoscevo degli studenti che si erano arruolati nei Tupamaros, volevo loro bene e sapevo che erano la parte migliore della gioventù uruguayana e che si sarebbe bruciata in quell'esperienza. Secondo me si sbagliavano, però è andata così'". Una posizione la sua che riflette il clima di quel periodo, agitato dalle diverse posizioni prese nell'ambito del movimento nei confronti dei Tupamaros e della rivoluzione cubana. Fino al giorno della morte, avvenuta il 19 agosto del 2000, vive a Montevideo in via J.-J. Rousseau 3659, nella casa costruita dal suo compagno friulano, Ermacora Cressatti, muratore anarchico anch'egli esule dal fascismo".
Opere di Luce Fabbri: per un primo avvio segnaliamo l'ampia e preziosa intervista a cura di Cristina Valenti: Luce Fabbri, vivendo la mia vita, apparsa su "A. rivista anarchica" dell'estate 1998 (disponibile anche nella rete telematica nel sito: www.arivista.org). Tra le sue opere in volume ed in opuscolo segnaliamo: a) scritti politici: Camisas negras, Ediciones Nervio, Buenos Aires 1935; (con lo pseudonimo Luz D. Alba), 19 de julio. Antologia de la revolucion espanola, Coleccion Esfuerzo, Montevideo 1937; (con Diego Abad de Santillan), Gli anarchici e la rivoluzione spagnola, Carlo Frigerio Editore, Lugano 1938; La libertà nelle crisi rivoluzionarie, Edizioni Studi Sociali, Montevideo 1947; El totalitarismo entre las dos guerras, Ediciones Union Socialista Libertaria, Buenos Aires 1948; L'anticomunismo, l'antimperialismo e la pace, Edizioni di Studi Sociali, Montevideo 1949; La strada, Edizioni Studi Sociali, Montevideo 1952; Sotto la minaccia totalitaria, Edizioni RL, Napoli 1955; Problemi d'oggi, Edizioni RL, Napoli 1958; La libertad entre la historia y la utopia, Ediciones Union Socialista Libertaria, Rosario 1962; El anarquismo: mas alla' de la democracia, Editorial Reconstruir, Buenos Aires 1983; Luigi Fabbri. Storia d'un uomo libero, BFS, Pisa 1996; Una strada concreta verso l'utopia, Samizdat, Pescara 1998; La libertad entre la historia y la utopia. Tres ensayos y otros textos del siglo XX, Barcelona 1998; b) volumi di poesia: I canti dell'attesa, M. O. Bertani, Montevideo 1932; Propinqua Libertas, Bfs, Pisa 2005; c) scritti di storia e di critica letteraria: Influenza della letteratura italiana sulla cultura rioplatense (1810-1853), Ediciones Nuestro Tiempo, Montevideo 1966; L'influenza della letteratura italiana sulla cultura rioplatense (1853-1915), Editorial Lena & Cia. S. A., Montevideo 1967; La poesia de Leopardi, Instituto Italiano de Cultura, Montevideo 1971; Machiavelli escritor, Instituto Italiano de Cultura, Montevideo 1972; La Divina Comedia de Dante Alighieri, Universidad de la Republica, Montevideo 1994. Ad essi si aggiungono i saggi pubblicati nella "Revista de la Facultad de Humanidad y Ciencias" di Montevideo, e gli interventi e le interviste su molte pubblicazioni, e le notevoli traduzioni - con impegnati testi propri di introduzione e commento - (tra cui, in volume: di opere di Nettlau, di Malatesta, del padre Luigi Fabbri, e l'edizione bilingue commentata del Principe di Machiavelli).
Opere su Luce Fabbri: Margareth Rago, Tra la storia e la libertà. Luce Fabbri e l'anarchismo contemporaneo, Zero in condotta, Milano 2008; cfr. anche l'utilissimo dossier "Ricordando Luce Fabbri", in "A. rivista anarchica", n. 266 dell'ottobre 2000, pp. 28-41 (disponibile anche nel sito: www.arivista.org).
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Nel ricordo di Luce Fabbri proseguiamo nell'impegno per la liberazione dell'umanità da ogni ingiustizia, da ogni oppressione, da ogni violenza.
Nel ricordo di Luce Fabbri qui e adesso opponiamoci alla criminale violenza razzista del governo italiano.
Nel ricordo di Luce Fabbri qui e adesso difendiamo la vita, la dignità e i diritti di tutti gli esseri umani.

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

Viterbo, 25 luglio 2019

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"LA CAMERA DEI DEPUTATI VOTA LA CONDANNA A MORTE DEI NAUFRAGHI NEL MEDITERRANEO". UN DISCORSO OGGI IN PIAZZA

Una sintesi del discorso tenuto a Viterbo la mattina del 25 luglio 2019 dal responsabile del "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera".
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Ieri 24 luglio duemiladiciannove
nella città dei colli fatali
la Camera dei Deputati
votava a maggioranza la condanna a morte
di tutti i naufraghi nel Mediterraneo
votava a maggioranza la condanna a morte
dei sopravvissuti agli orrori dei lager libici
votava a maggioranza la condanna a morte
degli scampati alla guerra e alla fame
votava a maggioranza la condanna a morte
di Giacomo Matteotti e di Antonio Gramsci.

Perché votare la fiducia posta dal governo razzista e golpista
sul cosiddetto "decreto sicurezza della razza bis"
questo significa: omettere di soccorrere
i naufraghi negando loro approdo in porto sicuro
questo significa: sabotare e perseguitare
i soccorritori volontari che salvano vite umane in mare
questo significa: nel Mediterraneo realizzare
una nuova strage degli innocenti.

Il governo delle camicie brune
brinda e sghignazza.
Sugli organi d'informazione
di regime e dal regime consentiti
si parla d'altro con grande evidenza
e si occulta e si favoreggia quindi questo crimine immane.
Nessuna istituzione democratica italiana ed internazionale
nessuna magistratura italiana ed internazionale
sembra avere nulla da obiettare
dinanzi a un delitto così mostruoso
dinanzi alla strage degli innocenti.
L'opinione pubblica allevata e ingrassata
a pastoni di neolingua e bispensiero
tace e pensa alle vacanze ai balli al diporto
mentre torna il tempo degli assassini
mentre torna il regime del passo dell'oca.

Ogni persona che ancora respira
ogni persona che non si è fatta di sasso
si sente straziare si sente bruciare le viscere
di orrore e vergogna
e in cuore sente e sa
che è giunta l'ora di insorgere.

E' giunta l'ora d'insorgere
con la forza della verità
con la scelta della nonviolenza
in difesa delle vite delle vittime innocenti
in difesa della legalità che salva le vite
in difesa dell'ordinamento democratico e costituzionale
in difesa dell'umanità.

E' giunta l'ora d'insorgere
con la forza della verità
con la scelta della nonviolenza
per far cessare la strage.

E' giunta l'ora d'insorgere
con la forza della verità
con la scelta della nonviolenza
affinché il parlamento respinga il cosiddetto "decreto sicurezza della razza bis"
affinché il parlamento abroghi tutte le scellerate misure razziste
affinché il parlamento sfiduci il governo razzista e golpista
affinché i ministri siano giudicati nei tribunali per i crimini contro l'umanità commessi.

E' giunta l'ora d'insorgere
con la forza della verità
con la scelta della nonviolenza
affinché l'Italia torni ad essere
una repubblica costituzionale democratica antifascista
che riconosce e difende i diritti di tutti gli esseri umani.

Si manifesti ora in tutte le piazze d'Italia
si levi ovunque la voce dell'umanità
da tutti i tetti siano dette le parole necessarie
su tutti i fogli su tutti i muri siano scritte:
ogni vittima ha il volto di Abele
ogni essere umano ha diritto alla vita alla dignità alla solidarietà
vi è una sola umanità in un unico mondo vivente casa comune dell'umanità intera
soccorrere accogliere assistere ogni persona bisognosa di aiuto
agisci nei confronti delle altre persone così come vorresti che le altre persone agissero verso di te
sii tu l'umanità come dovrebbe essere
salvare le vite è il primo dovere
sii tu il buon samaritano
chi salva una vita salva il mondo.

Viterbo, 25 luglio 2019

Il "Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera" di Viterbo

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