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Addio compagne

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(23 Febbraio 2010) Enzo Apicella
Il logo della campagna di tesseramento del prc 2010 è una scarpa col tacco a spillo

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    In merito agli articoli riguardanti il PRC di San Donà di Piave

    (16 Settembre 2005)

    In merito alle dichiarazioni rese in conferenza stampa dai responsabili regionali, provinciali e di circolo di San Donà di Piave, premesso che è del tutto ovvio ricordare che soltanto gli organismi dirigenti di Rifondazione previsti dallo statuto hanno competenza per eventuali accordi elettorali , nel merito della rappresentanza istituzionale negata alla compagna Marina Alfier, desideriamo sottolineare come il disconoscimento del suo ruolo di consigliere comunale in rappresentanza di Rifondazione comunista è privo di legittimità in quanto assunto arbitrariamente da un organismo non competente in assenza di un qualsiasi provvedimento disciplinare regolarmente adottato.
    La compagna Marina Alfier, perciò, va considerata tutt’ora la legittima rappresentate del PRC nel consiglio comunale di San Donà di Piave come hanno deciso con il voto anche gli elettori sandonatesi.
    Spetta perciò al circolo ed ai suoi dirigenti, anziché alimentare lo scontro interno, impegnarsi a creare le condizioni per la indispensabile fattiva collaborazione fra le istanze del partito e la sua rappresentanza istituzionale al fine da rendere efficaci le iniziative del PRC nei riguardi dei tanti problemi presenti nella realtà sandonatese e che l’attuale amministrazione di centro-destra aggrava di giorno in giorno.
    Per completezza di informazione , vogliamo ricordare come il circolo di Rifondazione di San Donà, purtroppo, è dal gennaio scorso privo di un direttivo eletto conformemente alle regole congressuali ed i suoi attuali dirigenti operano costantemente in violazione dello Statuto assumendo decisioni illegittime come quelle sopra citate, impediscono la partecipazione anche fisica dei compagni delle minoranze – di cui Marina Alfier fa parte - alle assemblee e persino l’accesso ai locali del circolo, negando loro da mesi immotivatamente ed arbitrariamente la tessera, Il tutto, purtroppo, con l’avvallo del sandonatese segretario di federazione che, a nostro parere, dovrebbe invece svolgere una funzione opposta.

    La costituzione del collettivo comunista “Bertold Brecht” oltre ad essere consentita dallo Statuto del partito è anche la diretta conseguenza di tali abusi nonché la rivendicazione del diritto di tutti gli iscritti al partito – indipendentemente dalle opinioni che essi possono esprimere in ordine al dibattito interno – alla piena agibilità politica come avviene in tutti i partiti democratici mentre nella Rifondazione veneziana e veneta c’è la tendenza a negarla..

    Giudichiamo pertanto le dichiarazioni di Dal Bello e Sperandio una iniziativa ispirata non dalla volontà di fare quella chiarezza di cui parlano nella conferenza stampa e della quale francamente pensiamo che i partiti sandonatesi dell’Unione non ne abbiano bisogno, bensì da ragioni meno nobili, di calcolo politico correntizio o anche di natura personale in vista delle prossime scadenze elettorali che potrebbero interessare anche la realtà amministrativa di San Donà.

    Purtroppo episodi di questo genere non sono nuovi nel PRC veneto. Lo stesso segretario regionale Sperandio li ha di recente stigmatizzati salvo, come nel caso di San Donà, dare loro, copertura politica.

    Lucio Costa
    Ezio Simini
    Area PRC “Essere comunisti”- Veneto

    Fonte

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    Commenti (5)

    CHIAREZZA

    Mi viene segnalato questo articolo e viene richiesta una mia precisazione, in qualità di Presidente della Commissione Congressuale della federazione di Venezia.
    Sorvolo le affermazioni politiche, che nn condivido e che mi paiono del tutto infondate, ma ovviamente è diritto di ciascuno avere diverse opinioni ed esprimerle come meglio crede.
    Diverso invece è dichiarare a mezzo stampa (questo articolo è già uscito sui quotidiani locali) delle falsità, tese a screditare i compagni, i dirigenti di Circolo, in definitiva il Partito.
    Il sottoscritto era presente in qualità di garante al Congresso di Circolo di San Donà, un congresso "vivace", ma che si è svolto in piena legittimità: è iniziato, ci sono state le presentazioni di tutte le mozioni, ci sono stati interventi e dibattito, le repliche dei presentatori e tutte le diverse votazioni previste dallo statuto e dal regolamento congressuale. L'elezione degli organismi dirigenti del circolo, sono avvenute regolarmente, così come tutte le altre procedure, elezione della Commissione di Garanzia, l’elezione del segretario, ecc…. Hanno partecipato a tutte le votazioni gli iscritti presenti di tutte le componenti.
    Ricordo inoltre che ogni contestazione presentata in merito al Congresso del Circolo di San Donà è stata ritenuta infondata dalla Commissione Provinciale Congressuale, decisione confermata dalla Commissione Nazionale Congressuale che ha ritenuto formalmente valido il Congresso..
    Tanto è vero che i delegati del Circolo di San Donà (di tutte le mozioni) hanno partecipato e votato nel Congresso provinciale di Venezia.
    Non spetta a me parlare della situazione di San Donà in questo contesto, sarà una discussione che vedrà coinvolto il Circolo, la Federazione di Venezia e se nel caso gli organismi di garanzia preposti.
    E’ mio diritto invece ricordare ai signori Lucio Costa e Ezio Simini, che tutti gli atti formali esistenti dicono che le loro dichiarazioni sono diffamazioni, offensive e inaccettabili.
    Costa e Simini si fregiano di un titolo politico che non da loro nessun diritto Statutario, non spetta a loro giudicare la legittimità di atti già vagliati dai preposti organismi del partito.
    Ma per dirla con parole meno burocratiche. Costa e Simini dichiarando l’inesistenza degli organismi dirigenti del Circolo e quindi l’illegittimità del Congresso del Circolo di San Donà, accusando esplicitamente gli organismi di partito di disonestà.
    E’ evidente che ciò è politicamente e personalmente inaccettabile e che ho dato già mandato agli organismi di garanzia di intervenire con le misure più opportune.
    Cordiali saluti

    (16 Settembre 2005)

    Renato Cardazzo.

    cardazzor@consiglioveneto.it

    Simini e Costa: chi sono costro?

    Simini e Costa intervengono sulle vicende del circolo sandonatese. A che titolo? Forse perchè devono difendere, faziosamente, le ragioni dei nove voti, su 40, ottenuti dalla loro mozione"essere comunisti" a san Donà?Senza conoscere i fatti, evidentemente, oppure più semplicemente occultandoli. E' dubbio comunque che Simini, tra gli artefici della distruzione, per dissenso politico, del circolo di Vicenza, possa dare lezioni di democrazia a chichessia. Ma voglio essere paziente e rispondere, sarà l'ultima volta, nel merito.
    Simini e Costa sanno chi e cosa stanno difendendo? Loro che hanno a cuore la democrazia e la vita del Partito. Bene.
    Stanno difendendo un gruppetto di quattro o cinque persone, allargato a qualche amico, per lo più iscritto in occasione del congresso. Questo dopo che il circolo non aveva avuto, per 13 anni ,più di 14 iscritti e lo stesso segretario, facente funzioni da tesoriere.
    Penultimo congresso sotto la direzione di De vecchi, Alfier e Foganoli:14 iscritti( compreso il sandonatese segretario) 7 votanti . In una città di 37.000 abitanti. Grande esempio di radicamento e democrazia. Un gruppo di compagni pone con forza la questione dell'allargamento, della divisione dei compiti e della circolazione del dibattito. Risultato: l'ex segretario e company si inventano una pseudosegreteria(fuori dal mondo, non solo dallo statuto), votata dacinque o sei persone, iscrivendo un tizio di Meolo senza autorizzazione del federale, il cui lavoro principale è quello di impedire che gli "sgraditi" possano aver una qualche influenza sulle decisioni politiche ed operative del circolo.
    Qualcuno non cista: il partito non è una consorteriadi amici da gestire privatamente, ed iniziano i problemi. Problemi su chi può essere tesserato e chi no, problemi sulle decisioni politiche, problemi sll'operatività, problemi su tutto. Il gruppetto di amici si sente circondato e reagisce così.
    L'ex segretario/tesoriere decide che il circolo deve dividersi in due e che le due "fazioni" faranno riunioni separate in giorni diversi etc. etc. fino al congresso.Gli altri, più della metà del circolo, accettano perchè l'accordo è che le bocce restino ferme. Così non è. L'ex segetario con la Alfier e company iniziano la loro campagna di tesseramento tenendo all'oscuro gli altri ( i quali intuendo quanto sta succedendoe costituendo l'altra metà del direttivo, fanno altrettanto) . Obiettivo dichiarato del De vecchi, Alfier e Fogagnoli: farla finita con chi rompe le palle. Racimolano 6 iscritti tra parenti ed amici, senza naturalmente comunicare nulla all'altra più di metà del circolo. Gli altri fanno altrettanto: solo che racimolano 30 iscritti tra lavoratori, immigrati, studenti, precari. Il tentativo di far firmare i tagliandi di queste circa trenta tessere, regolarmente pagate e consegnate alla federazione nei tempi stabiliti dal regolamento congressuale, incontra il rifiuto del De Vecchi che quindi rifiuta anche di prendere atto dei nuovi iscritti regolarmente fatti e presentatigli da membri del direttivo tra cui il sottoscritto.
    Gli amici di Simini e Costa quindi, forti dell'adesione di sei persone tra parenti ed amici si presentano al congresso convinti di vincere. Così non è stato e la presunzione è stata ripagata da una bellissima platea congressuale che è rimasta dal mattino fino a sera tollerando anche le offese ed intemperanze dei "democratici" Alfier e company . Dei nove voti della Alfier, invece, qualcuno se lo sono dovuto andar a prendere di corsa a casa.( a proposito di cammelli)
    In quella sede è stato votato un direttivo; la mozione "esser comunisti" non ha voluto avanzare nessuna candidatura per esso, ma si è riservata un posto nel collegio di garanzia. Come mai? Perchè la scelta è stata subito non tanto quella di disconoscere il congresso( i collegi di garanzia federali e nazionale si erano ormai più volte pronunciati sulla regolarità del tesseramento), ma di preparare un'attività di boicottaggio della nuova dirigenza del circolo.
    La qual cosa è stat fatta sistematicamente da Gennaio e fino ad oggi: con articoli di stampa e dichiarazioni pubbliche infamanti, con la costituzone di un collettivo che tenta di sostituirsi al circolo nelle scelte politiche locali, fino ai rapporti con gli altri partiti,
    Rapporti estremeamente ambigui tenuti per conto di non si sa che parte del PRC con tutte le forze politiche moderate dell'Unione , ma non con ilcircolo legittimo rappresetante del PRC.
    Il rifiuto delle tessere ai cinque personaggi che hanno dato vita al B Brecht è avvenuto dopo la costituzione dello stesso, così anche la chiusura della sede e NON PRIMA. Anzi, prima è stato dato avviso a tutti della disponiblità delle tessere e delle modalità per averle.
    IN REALTA' SI E' VOLUTO, FORZOSAMENTE, COSTITUIRE UNA VERA E PROPRIA FRAZIONE ETERODIRETTA IN PARTICOLARE DALLA MOZIONE DI SIMINI E COSTA CHE, SERVENDOSI DI SCONTRI PERSONALI IN UN CIRCOLO, TENTANO DI ALIMENTARE CONTRADDIZIONI FITTIZIE NELLA FEDERAZIONE DI VENEZIA.
    La stumentalità di tale operazione è stata evidente sin dalla farsa del convegno regionale della mozione2 a san Donà, si è resa lampante con la venuta della Giavazzi( mozione 2 direzione naz.) dopo il referendum sulla procreazion e assistita che ha visto Alfier, Carrer , in particolare, del collettivo B Brecht, boicottare il Comitato per il Sì promosso da circolo assieme alla CGIL ed altre forze della sinistra territoriale,si rende evidente ora che il B brecht, tra cui esponenti della mozione "rompere con Prodi" fa sponda con i moderati dell'Unione contro il PRC locale.
    Questi gli aspetti principali di una brutta vicenda nella quale la "persecuzione " delle minoranze non c'entra un cazzo. Dopo il congresso la parola d'ordine è stata "normalizzare" " ricucire" ,nella consapevolezza delle difficoltà ed asperità che ci siamo trovati, tutti, ad affrontare. Ciò nei limiti del possibile e delle disponibilità. Evidentemente tale messaggio non è stato recepito da tutti e c'è chi spera ancora di riaprire il congresso per giocarsi una partita già persa. In tutto questo resta la necessità di difendere il partito non dal pluralismo interno, ma dalla prepotenza delle frazioni e dei frazionismi, da chi non si rassegna a perdere e per propria boria personale è disposto a distruggere gli interessi collettivi. Noi non agiremo contro il B Brecht per questioni di differenza politica, stia tranquillo Simini, ma agiremo sicuramente contro chi oggi vuole spaccare il partito e renderlo un campo di battaglia per sciocchi ed arroganti personalismi.

    (20 Settembre 2005)

    Roberto Del Bello
    segretari federazione Venezia

    roberto.delbello@provincia.venezia.it

    Commento ai commenti

    Invito il "compagno" Cardazzo a leggere meglio il comunicato di "Essere Comunisti" e si accorgerà che non è stata toccato l'argomento della regolarità del congresso di circolo di San Donà. Si è affermato, invece, che il direttivo di circolo non è ancora regolarmente costituito in quanto non vi fanno parte i due rappresentanti delle miroranze i cui nominativi sono stati da tempo segnalati ma su cui la maggioranza arbitrariamente pone il veto.

    Se il "compagno" Cardazzo riesce dimostrare il contrario ne sarei ben felice.

    Quanto all'intervento del segretario provinciale di Venezia, mi pare infarcito di bugie e di fantasie. Conoscendone la storia politica non mi meraviglia affatto. Ad esse ,se vorranno, replicheranno i compagni interessati.Per quanto riguarda me e Simini - entrambi componenti del Comitato politico regionale del partito - ci piacerebbe sapere in che modo lui abbia cercato in questi mesi di ricucire lo scontro in atto. Se l'ha fatto certamente nessuno se ne è accorto. La verità è che al contrario egli si è dato da fare per acuirlo.. Comunque se la sua intenzione è davvero quella di creare le condizioni per ridare serenità, unità e quindi efficacia ed efficienza al circolo di San Donà le occasioni non gli mancano. Innanzi tutto ripriostinando il rispetto delle regole stabilite dallo statuto e quindi partendo dalla consegna delle tessere ai compagni che ne hanno diritto, riconoscendo il ruolo istituzionale della compagna Alfier eletta quale rappresentante del PRC , e dei rappresentanti di Essere comunisti all'interno del Direttivo del circolo come previsto dalle norme congressuali, ma anche e soprattutto avviando un dibattito fra tutti gli iscritti per definire un programma unitario di lavoro del partito sul territorio.E' con l'iniziativa politica che meglio si superano le divergenze.

    Ricordo che sono mesi che i compagni di Essere comunisti di San Donà si sono resi disponibili anche per iscritto ed anche per il tramite del sottoscritto e di Simini a trovare le soluzioni per superare la presente situazione ottenendo per tutta risposta immotivati attacchi personali ed anche aggressioni fisiche.

    Ma, nonostante le risposte negative, hanno, a ragione, tutte le intenzioni di non desistere.

    (22 Settembre 2005)

    Lucio Costa

    costa_rifondazione@libero.it

    Costa :le bugie le dici tu!!!

    Di quanto da me scritto sul circolodi san Donà esite ampia documentazione scritta che sarà esibita al collegio di garanzia federale, nonchè innumerevoli testimonianze dei compagni che in questi mesi hanno subito la boria tua e della tua fazione.
    Quanto ai nomi proposti POSTUMI dalla mozione 2 al direttivo: 1 fa parte della mozione 5( pecrhè mai facciamo i congressi?) , l'altro non ha nulla a che fare con san Donà. Ancora una volta boria di fazione, ancora una volta violazione delle regole democratiche del partito. Forse questo è eredità della tua "purezza e trasparenza politica"?

    (22 Settembre 2005)

    Roberto Del bello

    roberto.delbello@provincia.venezia.it

    ULTIMA NOTA (almeno da parte mia)

    Per non fare una telenovella mediatica, prometto che è l'ultimo intervento (almeno da parte mia).
    Lucio Costa, integerrimo militante comunista, pensa di produrre qualche effetto precedendo il mio nome con la dicitura di compagno virgolettata? Se si, si ricordi di toglierle da Essere Comunisti, altrimenti quello che vale sopra vale anche sotto.
    Sappia comunque Costa che ritenendolo in missione per conto del suo dio, ho accolto la sua scomunica con molto timore.
    Quanto alla vicenda di San Donà, Costa ha distribuito la sua lettera ai giornali ed i giornali hanno pubblicato il direttivo inesistente, i dirigenti ileggittimi....
    Ora Costa il danno è prodotto, al partito e alle persone diffamate e le precisazioni fatte servono a giustificare sul piano interno, ma all'esterno conta ciò che è apparso sui giornali.
    Chiudo qui la mia osservazione, sarà materia per gli annali del comunismo? Credo proprio di no.
    Saluti fraterni e comunisti

    (23 Settembre 2005)

    Renato Cardazzo

    cardazzor@consiglioveneto.it

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