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(31 Dicembre 2011) Enzo Apicella

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Quale futuro per il lavoro in questa città e regione?

(7 Settembre 2019)

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La notizia della disdetta di Italpizza del contratto con la Coop Cofamo che gestiva la manodopera logistica e di confezionamento con 254 lavoratori, riteniamo sia la conferma dell'ipocrisia con cui si è conclusa una giusta e meritevole rivendicatore dei diritti contrattuali. Non solo ma è bene denunciare anche i nomi di chi ha permesso e sostenuto questa ingiusta vicenda. Ovvero il sindaco di Modena Muzzarelli, che ne ha difeso da subito il valore di Italpizza a prescindere del rispetto dei diritti dei lavoratori e del presidente di Confindustria Emilia, Valter Caiumi che proprio in occasione di ‘Farete’, l’assemblea di Confindustria Emilia ha esordito con un'assurda dichiarazione: “ Basta considerare i numeri, dico che è veramente un’impresa da tenere stretta nel territorio...da accompagnare verso la crescita”. In sostanza ha valorizzato il profitto di Italpizza soprassedendo al ricatto occupazionale e ai diritti di quei lavoratori la cui vita è volutamente considerata solo una variabile produttiva. Un limite culturale ed imprenditoriale, inatteso soprattutto da un Presidente degli imprenditori che dimostra una motivata incapacità a difendere da una concorrenza sleale, con la richiesta seria di applicazione delle “regole”, gli altri imprenditori loro iscritti e rispettosi dei contratti nazionali. Proprio in linea con il progetto Industria 4.0 dove a parole si chiede la collaborazione sapiente e professionale dei suoi addetti ma in pratica per i nostri imprenditori significa tecnologia per ricattare a basso salario i lavoratori. Pena la loro espulsione dalle aziende. Peccato che in questa querelle, in mezzo restino sempre schiacciati i lavoratori con le loro vite e le loro famiglie.

Allora chiediamo a questi rappresentati politici ed imprenditoriali, quale progetto di sviluppo e tenuta dell'occupazione pensano di dare in futuro a questa provincia e regione?

Quello che finalmente sta emergendo a Modena, grazie alla rivendicazione dei lavoratori per lo più stranieri che rischiano il licenziamento e la relativa espulsione dal nostro paese, è la denuncia di un idea di sviluppo che vede nello sfruttamento indiscriminato dei lavoratori a basso salario, la fonte primaria di accumulazione di capitale da destinare agli investimenti e uno strumento di profitto e di dominio del mercato. Un azione sostenuta politicamente, sopratutto in questa regione, dal Partito Democratico e dal suo progetto liberista. Un progetto che riteniamo sia possibile fermare solo grazie alla globalizzazione della difesa dei diritti.
E' soprattutto per questo che riteniamo sia giunto il momento in cui anche i sindacati confederali comincino a comprendere che o si torna a rivendicare e difendere i diritti dei lavoratori, obiettivo primario della nostra organizzazione politica, o si rischia di non essere più in grado di dare un futuro decente e libero, ai nuovi e vecchi lavoratori. Lo dimostrano proprio la debolezza degli accordi firmati dai sindacati confederali in Italpizza, soprattutto quello di luglio, che permetterà alla coop Evologica, che segna altri 600 addetti dello stabilimento, di assorbire anche il servizio della logistica, confermandosi come unica cooperativa nata per gestire quasi tutto il personale dipendente di Italpizza. Il tutto sulla pelle dei lavoratori che svolgono mansioni specifiche in ambito alimentare ma sono retribuiti con un contratto di servizi e delle loro famiglie ancora una volta dimenticati.

Potere al Popolo Modena

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