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(28 Settembre 2012) Enzo Apicella
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(Lotte operaie nella crisi)

UNITÀ, SOLIDARIETÀ E LOTTA DEI LAVORATORI CONTRO I PADRONI

(25 Ottobre 2019)

Volantino che sarà distribuito domani, nel corso della manifestazione nazionale promossa dal SI Cobas

fronte unico bla bla bla n. 3

Le condizioni di vita e di lavoro della classe operaia sono da anni – in Italia e in tutti i paesi – in continuo peggioramento, sottoposte all'attacco dei padroni e dei loro governi d'ogni colore: diminuzione dei salari reali, infame innalzamento dell'età pensionabile, aumento dei ritmi, dei carichi e della durata della giornata lavorativa.

Effetto emblematico di questa regressione sociale è l'aumento delle vittime, degli infortuni e delle malattie da lavoro.

I sindacati cosiddetti “maggiormente rappresentativi” – Cgil, Cisl e Uil – hanno accompagnato i lavoratori di sconfitta in sconfitta senza organizzare una resistenza capace di contrastare l'offensiva padronale, hanno dimostrato di essere veri e propri sindacati al servizio del regime capitalista.

I lavoratori da anni mostrano sempre più sfiducia verso questi falsi sindacati: diminuisce il numero dei loro iscritti e si riduce la partecipazione ai loro, pochi e finti, scioperi. Ma a ciò non è corrisposto un rafforzamento del sindacalismo conflittuale. Il sindacalismo di base non è stato in grado di mobilitare i lavoratori, ad esempio, di fronte alle maggiori offensive antiproletarie, come la riforma Fornero delle pensioni o quella del lavoro con il cosiddetto Jobs Act.

Il patrimonio di tanti lavoratori combattivi, che fin dalla fine degli anni settanta hanno tentato di organizzarsi fuori dai sindacati di regime per imbastire una vera lotta sindacale, è stato colpevolmente dilapidato dalle dirigenze del sindacalismo di base, sia perché parte di esse hanno dimostrato di non avere una concezione dell'azione sindacale davvero classista – ad esempio ponendo al centro della loro strategia il riconoscimento da parte padronale invece che la lotta – sia in ragione delle loro lotte interne.

In questo quadro generale di crisi e debolezza del sindacalismo di base vi sono segnali di resistenza – ancora troppo episodici e minoritari – attraverso centinaia di scioperi aziendali combattivi.

Il SI Cobas in particolare ha saputo organizzare un movimento operaio – principalmente nella logistica (e in alcuni casi in altre categorie) e fra lavoratori immigrati, dimostrando come proprio dagli immigrati possa venire una spinta alla lotta di classe e alla organizzazione sindacale.

Un prezioso esempio che finora non è riuscito a contagiare la maggior parte della classe lavoratrice ma che ci spinge a lottare per contrastare lo spirito di rassegnazione frutto di decenni di sconfitte provocate dall'azione disfattista dei sindacati di regime.

Il movimento di lotta della classe lavoratrice è oggi ancora troppo debole per fronteggiare la classe padronale ed il suo regime che si preparano ad attaccare ancora più a fondo i lavoratori per far pagare loro il prezzo di una crisi economica mondiale del capitalismo destinata ad aggravarsi sempre di più, riportando l'umanità alla barbarie. Per i lavoratori l'unica strada per far fronte a questa situazione sociale che da anni va delineandosi è tornare sul terreno della lotta di classe.

A questo scopo i lavoratori e i militanti sindacali genuinamente combattivi devono unirsi per battersi contro l'opportunismo dominante anche nel sindacalismo conflittuale innanzitutto lottando contro le dirigenze che impediscono azioni unitarie di lotta in difesa degli interessi dei lavoratori. Occorre battersi su due fronti:

- da un lato per unire le lotte dei lavoratori – aziendali e di categoria, territoriali e nazionali – tenute artificiosamente separate dai sindacati di regime;

- dall'altro affinché ogni singola lotta riceva il sostegno unitario di tutto il sindacalismo conflittuale e quindi innanzitutto all'interno della propria organizzazione.

È partendo dalle lotte reali e battendosi per il sostegno ad esse, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, che si costruisce un vero sciopero generale.

Quindi, i compiti all'ordine del giorno, secondo noi, sono costruire coordinamenti unitari dei lavoratori e dei militanti di tutto il sindacalismo conflittuale che si battano per:

- unificare le lotte contro i licenziamenti per crisi aziendali;

- intervenire nelle numerose vertenze per i rinnovi dei contratti nazionali, per unificarle e contrastare le piattaforme collaboratrici e concertative dei sindacati di regime;

- unificare le lotte contro le ritorsioni aziendali verso lavoratori e militanti sindacali combattivi (come si è cominciato a fare a Firenze dove è stato costituito un “Patto d'Azione Lavoratori STOP REPRESSIONE”);

- promuovere un'azione unitaria di lotta contro morti, infortuni e malattie sul e da lavoro.

Coordinamento lavoratrici/lavoratori autoconvocati per l'unità della classe

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