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ELEZIONI REGIONALI 2020:
IL PD A CARPI IMPEDISCE A POTERE AL POPOLO LA RACCOLTA FIRME

(29 Ottobre 2019)

Invito alla Conferenza Stampa, mercoledì 30 ottobre ore 12.30 davanti al comune di Carpi alla presenza della candidata PaP, Marta Collot, alla Presidenza della Regione Emilia Romagna e Giorgio Cremaschi membro del direttivo nazionale di Potere al Popolo.

simbolo potere al popolo

E' già assai difficile riuscire, per una nuova forza politica che decide di partecipare alle prossime elezioni amministrative regionali, raccogliere un numero assurdo di firme (ben oltre le 22.000 per una popolazione di 3,5 milioni) che viene da pensare subito che il partito di governo abbia legiferato proprio per impedire il ricambio. Ma, nonostante questo, non ci siamo scoraggiati e abbiamo cominciato in tutti i comuni ad organizzarci per raggiungere l'obiettivo prefissato di ben 1800 firme per la sola provincia di Modena. Poi, ecco che oltre a questa difficoltà, il Sindaco di Carpi per voce del Dott. Ferrari, dirigente del settore Affari generali e dei servizi elettorali, con un atto d'imperio decide che in città non è possibile raccogliere le firme con i banchetti e relativi certificatori nominati dal Sindaco. Negando così, ciò che si è sempre fatto in occasione dei referendum o elezioni. Non nomina nessuno e per la precisione, ci informa che “"L'attività di autentica da parte dei funzionari incaricati dal Sindaco viene svolta dagli uffici specificamente deputati, presso i quali tutti i soggetti interessati possono depositare la modulistica di raccolta delle firme. Non è possibile effettuare attività di autentica delle firme esclusivamente a favore di una o più liste specifiche scelte dai dipendenti, né svolgere tale attività al di fuori dell'orario di lavoro".

Ovvero l'oligarchia politica che governa la città di Carpi, in barba alla Democrazia di cui dovrebbe essere garante, decide che nulla può cambiare e soprattutto decide di negare ai suoi cittadini il libero confronto delle idee, fondamentali in questi momenti di crisi di rappresentanza politica ed economica, che sta attanagliando la nostra regione. Una ragione che non trova riscontro neanche negli estremi di legge legge 1990/53, art. 14 comma 1 - “I funzionari comunali rientrano tra i pubblici ufficiali” e come specificato nelle istruzioni per la presentazione delle liste prodotte da Regione Emilia Romagna (capitolo 1, paragrafo 4, punto C), “sono titolati al potere di autenticare le sottoscrizioni”. La stessa titolarità è ribadita anche dalla sentenza n. 22 del 9 ottobre 2013 dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Per non parlare poi della giurisprudenza, la prassi consolidata e le stesse istruzioni prodotte dall'Ufficio Elettorale di Regione Emilia Romagna che indicano che il funzionario comunale abbia, una volta ricevuto l'incarico da parte del Sindaco, lo stessa titolarità degli altri pubblici ufficiali, con la possibilità di svolgere l'attività di autenticazione fuori dagli orari di ufficio e all'interno del territorio di competenza del proprio ufficio.

Il paradosso di questa vicenda, è che quando abbiamo chiesto una “ragione di legge” di tale decisione, nei vari uffici a cui siamo stati indirizzati, i rispettivi funzionari in difficoltà nel rispondere, hanno anche fatto riferimento ad una possibile e fantomatica circolare ministeriale o del ministero dell'interno di cui, ad oggi, non ci è ancora dato sapere.

Ciò riteniamo sia inaccettabile. Altro che libero pensiero in libero paese.

Vorremmo ricordare al Partito Democratico che nelle precedenti elezioni, il presidente Bonacini, è stato eletto con il 49,05% dei votanti, che sono stati il 37,71% degli aventi diritto, il che significa che in questi anni ha governato l'Emilia Romagna con solo il 18,5% dei consensi. Se oggi questi numeri Presidente, non la fanno dormire, non crediamo che la soluzione sia impedire a Potere al Popolo di partecipare a libere elezioni. Dovrebbe pensare, invece, alle politiche ambientaliste devastanti da lei sostenute; alla mancata distribuzione della ricchezza; al progressivo impoverimento dei suoi cittadini che avete deciso, in nome del profitto di pochi, siano legalmente sfruttati e sottomessi; alle privatizzazioni che da oltre 25 anni il suo partito ha attuato svendendo ai privati, valore e servizi proprietà dei cittadini.

Presidente Bonacini, richiami i suoi sindaci e si misuri elettoralmente anche con chi non la pensa come lei, almeno come atto democratico rivolto ai suoi cittadini. Noi sappiamo di essere dalla parte giusta e non ci lasceremo scoraggiare.

Potere al Popolo

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