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Eric Hobsbawm

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Engels contro il falso internazionalismo

Un intervento sulla questione irlandese

(21 Novembre 2019)

Friedrich Engels

Nella riunione del Consiglio generale della Prima internazionale, il 14 maggio 1872, ci fu uno scontro tra il segretario Hales ed Engels, tra un falso internazionalismo del segretario, che accusava di nazionalismo i membri irlandesi dell'Internazionale perché chiedevano la costituzione di sezioni separate inglesi e irlandesi: "Dato che il principio basilare dell'Associazione era di distruggere ogni manifestazione della dottrina nazionalista e di rimuovere tutti gli ostacoli che separavano uomini da altri uomini, la costituzione di sezioni separate irlandesi e inglesi poteva solo ritardare il movimento invece di stimolarlo. La costituzione di sezioni irlandesi in Inghilterra poteva solo tenere in vita quell'antagonismo nazionalistico che disgraziatamente aveva tanto a lungo contrapposto i popoli dei due paesi" Poiché queste sezioni si erano dichiarate repubblicane e per la liberazione dell'Irlanda dal dominio straniero Hales obiettava " che l'Internazionale non aveva niente a che fare con la liberazione dell'Irlanda né con la creazione di un particolare regime di governo". Hales non lo disse, ma non aveva alcuna posizione antimonarchica.
Non è un dibattito organizzativo, ma politico, la traduzione non è perfetta, ma al momento non ne abbiamo altre a disposizione. Il documento è importante perché dimostra che Marx ed Engels individuarono precocemente le caratteristiche di uno pseudo-internazionalismo, contro cui Lenin, al tempo della prima guerra mondiale e negli anni successivi, dovrà condurre terribili battaglie.
Engels gli risponde, ma invece dei verbali ufficiali in cui la sua posizione viene riassunta, è preferibile il testo completo del suo discorso, dagli appunti di Engels stesso:

Rapporti tra le sezioni irlandesi e il Consiglio Federale Britannico.

Il cittadino Engels ha detto che il vero scopo di questa mozione era di portare le sezioni irlandesi sotto la giurisdizione del consiglio federale britannico, cosa alla quale le sezioni irlandesi non consentirebbero mai e che il Consiglio non aveva né il diritto né il potere di imporre loro. Secondo il regolamento, questo Consiglio non disponeva affatto del potere di far riconoscere a una sezione o a una filiale la supremazia di un consiglio federale. Esso era certamente tenuto, prima di ammettere o non ammettere una nuova filiale nella giurisdizione di un consiglio generale, a consultare quest'ultimo, ma , egli sosteneva, le sezioni irlandesi d'Inghilterra non cadevano sotto la giurisdizione del consiglio federale britannico più della sezioni tedesca, francese o italiana di questo paese. Gli irlandesi costituivano, a tutti gli effetti, una nazionalità distinta e separata, e il fatto che essi usino la lingua inglese non poteva privarli del diritto, comune a tutti, di avere all'interno dell'Internazionale una propria organizzazione nazionale indipendente.

Il cittadino Hales ha parlato dei rapporti tra Inghilterra e Irlanda come se essi fossero quanto mai idilliaci, qualcosa di simile a quelli esistenti tra Francia e Inghilterra al tempo della guerra di Crimea, quando le classi dominanti dei due paesi non cessavano di fare gli elogi l'una dell'altra e tutto esalava la più completa armonia. Questo secondo caso era invece completamente diverso in quanto contraddistinto da sette secoli di conquiste e di oppressione dell'Irlanda da parte dell'Inghilterra, e fintanto che tale oppressione continuava sarebbe stato un insulto per i lavoratori irlandesi chiedere loro di porsi sotto la giurisdizione di un consiglio federale britannico. La posizione dell'Irlanda nei confronti dell'Inghilterra non era di parità, ma come quella della Polonia nei confronti della Russia. Che cosa si sarebbe detto se questo consiglio avesse chiesto alle sezioni polacche di riconoscere la supremazia del consiglio federale russo di Pietroburgo o alle sezioni dei polacchi di Prussia e del Nord Schleswig e di Alsazia di riconoscere la supremazia del consiglio federale di Berlino? Eppure quanto si pretendeva dalla sezioni irlandesi era sostanzialmente la stessa cosa. Se i membri di una nazione conquistatrice chiedevano alla nazione che avevano conquistato e che continuavano a tener soggiogata di dimenticare le sue specifiche caratteristiche nazionali, di dimenticare le differenze nazionali e così via, questo, lungi dall'essere internazionalismo, significava solo chiedere loro di accettare il giogo e tentare di perpetuare sotto il pretesto
dell'internazionalismo il dominio del conquistatore. Ciò sanzionava la credenza, anche troppo diffusa tra i lavoratori inglesi, che confrontati agli irlandesi essi erano individui superiori, un'aristocrazia analoga a quella in cui essi si riconoscevano nei confronti dei negri i bianchi poveri degli stati schiavisti.
In un caso come quello degli irlandesi, il vero internazionalismo deve necessariamente basarsi su un'organizzazione nazionale distinta: gli irlandesi, al pari delle altre nazionalità oppresse, potevano entrare nell'Associazione solo in condizioni di parità con i membri della nazione conquistatrice, e protestando esplicitamente contro tale conquista. Pertanto le sezioni irlandesi erano non solo giustificate, ma addirittura tenute a dichiarare nel preambolo del loro regolamento, che, come irlandesi, il loro primo e più urgente dovere era di raggiungere l'indipendenza nazionale. L'antagonismo tra lavoratori irlandesi e inglesi in Inghilterra è sempre stato uno dei più potenti strumenti del cacciare Feargus O' Connor e i cartisti inglesi dal salone della Scienza di Manchester. Ora, per la prima volta, esisteva una possibilità di far lavorare d'amore e d'accordo lavoratori inglesi e lavoratori irlandesi in vista della comune emancipazione, cosa che nel loro paese nessun movimento aveva mai ottenuto. Ma questo non era ancora compiuto, che ci si era rivolti loro con ordini, per proibire lo di condurre il movimento come volevano e per farli sottostare alle disposizioni di un consiglio inglese! Ebbene, questo significava introdurre anche nell'Internazionale il principio della sottomissione degli irlandesi agli inglesi.

Se i promotori di questa mozione erano così colmi del genuino spirito internazionalista, che essi lo dimostrassero trasferendo la sede del consiglio federale britannico a Dublino e mettendolo a disposizione di un consiglio di irlandesi.
In quanto ai pretesi contrasti tra filiali irlandesi e inglesi, essi erano il risultato dei tentativi dei membri del consiglio federale britannico di interferire con le sezioni irlandesi, allo scopo di farle rinunciare al loro specifico carattere nazionale e di porle sotto il dominio del consiglio britannico.
Inoltre le sezioni irlandesi dell'Inghilterra non potevano venire separate da quelle esistenti in Irlanda; non sarebbe stato opportuno far dipendere alcuni irlandesi da un consiglio federale di stanza a Londra e altri da un consiglio federale di stanza a Dublino. Le sezioni irlandesi in Inghilterra erano le nostre basi di operazioni nei confronti dei lavoratori irlandesi in Irlanda; trovandosi in condizioni più favorevoli, esse erano più avanzate e solo servendosi di esse sarebbe stato possibile diffondere e organizzare il movimento in Irlanda. E loro volevano distruggere scientemente la loro base di operazioni eliminando l'unica possibilità che l'Irlanda aveva di essere veramente conquistata dall'Internazionale? Perché non si doveva dimenticare che le sezioni irlandesi, e giustamente, non avrebbero mai acconsentito a rinunciare a una loro propria organizzazione nazionale per riconoscere la supremazia del consiglio britannico. La questione, quindi, i riduceva a questo: dovevano lasciare gli irlandesi soli o dovevano cacciarli dall'Associazione? L'approvazione da parte del consiglio della mozione avrebbe voluto dire far sapere ai lavoratori irlandesi che, dopo il dominio sull'Irlanda dell'aristocrazia inglese, dopo il dominio sull'Irlanda della borghesia inglese, essi dovevano attendersi ora l'avvento del dominio sull'Irlanda della classe operaia inglese.

A cura di Michele Basso

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