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Articolo 18

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(13 Marzo 2012) Enzo Apicella

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    (Flessibili, precari, esternalizzati)

    Roma, 12 dicembre: sciopero Aec/Oepa

    (10 Dicembre 2019)

    sciopero aec

    Qualcosa, anzi molto si sta muovendo tra le lavoratrici e i lavoratori che si dedicano all'integrazione scolastica degli alunni disabili. Lo scorso giugno, presso il Comune di Roma, hanno depositato oltre 12000 firme "a sostegno di una Delibera di Iniziativa Popolare che prevede l'internalizzazione del Servizio da parte del Comune stesso", così da "farla finita con il sistema degli appalti, la precarietà, lo sfruttamento". E da garantire, attraverso il miglioramento delle condizioni di lavoro, un servizio di più elevata qualità agli alunni che ne hanno bisogno. Però, l'Assemblea Capitolina, che entro metà dicembre avrebbe dovuto mettere ai voti la suddetta Delibera, sin qui s'è astenuta dal farlo, violando lo Statuto di Roma Capitale. E confermando un tipico vizio della classe politica cittadina: la tendenza a svicolare quando si tratta di prendere impegni a favore di chi lavora. Una tendenza veramente odiosa, soprattutto se si pensa che, tra coloro che ne partecipano, ci sono realtà organizzate (vedi il Movimento 5 Stelle) che per anni si sono riempite la bocca con frasi a effetto contro la precarietà lavorativa. Ma se tra il dire e il fare dei politicanti c'è davvero di mezzo il mare, le lavoratrici e i lavoratori di cui stiamo parlando, incoraggiati dall'esito della raccolta firme per la Delibera (in pratica ne hanno ottenute il doppio del necessario), non intendono demordere. Per questo hanno indetto uno sciopero per il 12 dicembre, convocando, nello stesso giorno, un presidio al Campidoglio che si svolgerà a partire dalle ore 10.00. Nel volantino d'indizione di questa giornata di lotta, gli Aec (Assistenti culturali), che oggi si tende a definire anche Oepa (Operatori educativi per l'autonomia), restituiscono con esempi efficaci la propria condizione: "Veniamo pagati anche meno di 7 euro l'ora, quando il Comune ne versa alle cooperative circa 21. Quando le scuole sono chiuse - estate, vacanze natalizie, ecc. - non prendiamo un centesimo. Non abbiamo diritto alla mensa. Veniamo spesso costretti ad effettuare mansioni che non ci competono (...) come l'assistenza igienica agli alunni". E l'elenco dei problemi continua, in quello che sembra essere un vero e proprio cahier de doléances d'una figura tra le più precarie dell'attuale mondo del lavoro. A questa situazione intollerabile, però, è indicata una via d'uscita: l'internalizzazione del servizio. Ovviamente, per arrivarci ci vorrà un po' di tempo: all'approvazione della Delibera dovrà seguire un adattamento dell'intero sistema d'integrazione scolastica degli alunni disabili. Ma intanto il Comitato Romano Aec, la struttura che sta organizzando questi momenti di lotta, indica anche obiettivi più immediati, come il diritto alla mensa subito. In secondo luogo, checché ne dica un sindacato aconflittuale come la Cgil, impegnata a denigrare il percorso in questione, è proprio l'internalizzazione la via maestra per risolvere i problemi sin qui enunciati. Una via che non ha nulla di fantascientifico perché questo servizio, in origine, era gestito direttamente dal Comune e, a ben vedere, la sua esternalizzazione no ha comportato risparmi, ma solo lauti profitti per le cooperative sociali, arricchitesi a danno di lavoratrici, lavoratori e utenti. La mediazione di questi soggetti privati - che di cooperativistico hanno ben poco - potrebbe agevolmente essere eliminata, recuperando risorse utili a rendere finalmente dignitosa la condizione economica degli Aec. Dunque, il finto "stare coi piedi per terra" della Cgil più che su valutazioni realistiche sembra basarsi su altro, rinviando forse ai forti intrecci economici e politici con il mondo della cooperazione. Ma se questo è l'atteggiamento della più grande organizzazione di lavoratrici e lavoratori, dal canto loro alcuni sindacati a vocazione conflittuale (Cobas, Cub e Usb) partecipano a ogni fase del percorso promosso dal Comitato Romano Aec, rinunciando ammirevolmente a particolarismi e velleità egemoniche.

    Il Pane e le rose - Collettivo redazionale di Roma

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