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L'angoscia dell'anguria

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(24 Luglio 2013) Enzo Apicella

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I COMUNISTI E LE "SARDINE"

(16 Dicembre 2019)

casa rossa

Il Movimento delle “Sardine” è riuscito a motivare centinaia di migliaia di persone a scendere in piazza in nome dell’antirazzismo, dell’antifascismo e dell’antileghismo. Hanno fatto un’operazione maieutica tirando fuori aspetti importanti che sono nella coscienza di tantissimi che vogliono opporsi all’ondata reazionaria in atto nel paese. “Aiutati”, ormai sembra evidente dal PD che ha investito molto su di loro. Prima il Santori che si fa riprendere al comizio di Bonaccini lancia un messaggio subliminale assai evidente poi tira fuori il programma del PD (riformare i decreti sicurezza ad esempio), a pezzettini, per non turbare troppo la platea che potrebbe essere indotta ad alcune riflessioni spiacevoli all’autoproclamato leader delle sardine.
I comunisti sono antifascisti, antirazzisti e antileghisti e perciò a tutti gli effetti sono all’interno del recinto delineato dalla testa pensante delle “sardine”. Ma un movimento è un movimento, non un partito, quindi non ci deve essere la linea dei capi ma ognuno partecipa in quanto parte di una realtà molteplice di persone con varie esperienze, livelli di coscienza politica e appartenenza: politica, sindacale, associativa. Perciò se il Santori dice la “sua” e parla di “riforma dei decreti di sicurezza”, noi “pesci rossi” diremo la nostra e parleremo di articolo 18, di abolizione dei decreti di sicurezza e di lotta al capitalismo.
Questa premessa per dire che fare, come comunisti davanti a un movimento di massa che sta riempiendo molte piazze d’Italia.
Ci sono due atteggiamenti sbagliati e c’è un atteggiamento giusto. E’ sbagliata la scomunica per la scomunica che non distingue chi va in piazza dalla regia della piazza e così facendo spinge tutte le “sardine” in braccio al PD e affini. E’ ancora più sbagliata la processione dietro a Santori “santo subito”. E’ giusto andare in piazza, organizzati, portare il programma dei comunisti, sottolineare la inadeguatezza di una battaglia moralista e non anticapitalista, respingere chi ci vuol buttare fuori e restare dentro con ogni mezzo per trasformare la lotta contro i cattivi nella lotta contro i responsabili, andando chiaramente a dire perché succede, di chi è la colpa e che fare.

Aurelio Fabiani
Associazione culturale Casa Rossa

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