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Stefano Gugliotta

Stefano Gugliotta

(11 Maggio 2010) Enzo Apicella
Dopo che le tv hanno trasmesso il video di Stefano Gugliotta che viene pestato immotivatamente dalla polizia e poi arrestato per "resistenza a pubblico ufficiale", il capo della polizia Manganelli "dispone una ispezione".

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LA SOLIDARIETÀ È UN’ARMA
USIAMOLA!

(17 Gennaio 2020)

Il presente volantino sarà distribuito domani alla manifestazione che, a Prato, contesterà le multe da 4000 euro per "blocco stradale" comminate a 19 operai e a due studentesse solidali, rilanciando la battaglia per il ritiro dei cosiddetti "Decreti Sicurezza".

fronte unico bla bla bla n. 3

Al momento dell’approvazione del “Decreto sicurezza” da parte del governo Conte1, critiche e disapprovazione si incentrarono su punti che attaccavano in modo odioso ed esplicito gli immigrati.

Poche realtà, in convegni, volantini, documenti, posero l'attenzione anche all'altro aspetto fondamentale del decreto “Salvini”: l’attacco alle lotte dei lavoratori e, in particolare, ad alcune forme e metodi di lotta.

Oggi ci troviamo di fronte a un'ulteriore attuazione di quel decreto.

Lo scorso 16 dicembre, a Prato, i lavoratori della tintoria Superlativa - senza stipendio da 7 mesi - hanno protestato contro il mancato rispetto di un accordo sindacale, a luglio, e per denunciare lo sfruttamento a cui sono sottoposti: lavoro nero, salari da fame, non rispetto di prestazioni lavorative svolte, negazione del diritto alle ferie. Condizioni di sfruttamento che perfino l’ispettorato del lavoro ha confermato. La protesta ha visto la presenza anche di lavoratori di altre aziende e di studenti solidali.

Il prefetto di Prato ha scelto da che parte stare: da quella di chi sfrutta e reprime. Quindi ha messo in atto il decreto “Salvini” e ha spedito a 19 lavoratori e 2 studenti una sanzione di 4.000 € ciascuno.

E' doveroso rispondere a questo attacco. Oggi i rapporti di forza non sono favorevoli ai lavoratori: non dobbiamo però scoraggiarci ma sforzarci di essere all’altezza dello scontro in atto.

Nessuno può sottrarsi dalla solidarietà nei confronti di chi è colpito dalla repressione dei padroni e dello Stato. Non ci sono distinguo, non possono esserci appartenenze sindacali che prevalgano sull’aspetto principale della questione: l’appartenenza di classe per chi lotta e per questo è colpito, e di chi è solidale.

L'attacco è finalizzato a minare la capacità di azione e lotta di tutti i lavoratori: anche la realtà sindacale più rappresentativa, più radicata, più conflittuale, da sola non è in grado di rispondere, in modo adeguato, allo scontro con il padronato.

Quanto accaduto impone la necessaria risposta: sviluppare il percorso dell’unità delle lotte dei lavoratori e degli attivisti del sindacalismo conflittuale, finalità sulla quale si è costituito il Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici Autoconvocati.

Il ritiro delle multe comminate a Prato costituisce un punto di forza per il ritiro dei “decreti sicurezza”. Il raggiungimento di quest’obiettivo non sarà un risultato importante solo per chi è colpito ma per tutti coloro che si riconoscono nell’opposizione reale, non di facciata, a questo stato di cose.

Il lavoro da fare non è facile, se lo fosse avremmo già risolto la questione. Deve essere da stimolo a intensificare il lavoro di unità d'azione sulla base dei comuni interessi del movimento operaio e sindacale.

E' necessario dare concretezza alla solidarietà di chi è colpito dalla repressione e battersi per la cancellazione dei “decreti sicurezza” partecipando alle mobilitazioni come la manifestazione di sabato 18 gennaio a Prato.

La solidarietà di classe è un'arma da praticare sempre e comunque. Per questo, siamo disponibili a iniziative per estendere denunce, lotte e mobilitazioni.

A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici che si organizzano e lottano!

Rispediamo al mittente multe e decreti sicurezza!

COORDINAMENTO LAVORATORI/LAVORATRICI AUTOCONVOCATI PER L’UNITÀ DELLA CLASSE

Fonte

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