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Ricordando Stefano Chiarini

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(6 Febbraio 2007) Enzo Apicella
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Italia: le condizioni della sinistra comunista e le responsabilità di chi l'ha diretta

(21 Gennaio 2020)

casa rossa

Il vento reazionario soffia fortissimo da 10 anni a questa parte, lo dicono i Trump, Johnson, Bolsonaro, Erdogan, Orban e tanti altri. Salvini non è l’eccezione ma la regola. Ma se in Italia più che altrove, a volte molto di più di altri paesi, la sinistra comunista è ridotta ai minimi termini ed emarginata dal gioco politico, la colpa è certamente di chi l’ha diretta.

Se le politiche liberiste nate a Destra, Tatcher, Reagan, ma completate a “sinistra” dai Clinton, dai Blaire, dai Craxi e dai Prodi non hanno trovato in Italia una vera opposizione dei comunisti è colpa di chi ne era a capo.

Se la crisi economica del capitalismo, la più seria, forse più grande di quella del ’29, ha fatto avanzare l’estrema Destra reazionaria, piuttosto che la sinistra comunista in Italia, la colpa è di chi ha deciso le politiche dei comunisti.

Si è fatto del tutto, per 20 e più anni, per rendere indistinguibile la politica comunista da quella della sinistra liberale e capitalista.

Col nome di comunisti si è governato con Prodi, con D’Alema e poi ancora con Prodi. E’ stato messo il nome comunista accanto alle politiche che hanno santificato il mercato, cancellando diritti dei lavoratori e dei pensionati. E si sono subite le politiche di guerra della NATO (coloro che ne portano la responsabilità sono stati politicamente e oggettivamente corresponsabili), dalla Jugoslavia alla Libia, all’Afghanistan, all’Iraq.

Se si è votato a favore di leggi che hanno precarizzato il lavoro come il “Pacchetto Treu”, come ha fatto il Partito della Rifondazione Comunista di Bertinotti, non solo si è dato luogo a un attacco al lavoro in quel momento senza precedenti ma si è offerta la possibilità alle forze populiste di Destra (nazionaliste e nuovi fascisti) di farsi falsamente paladini dei diritti dei lavoratori.

Se si è governato insieme a D’Alema sostenendolo col proprio voto decisivo, si è consentito di trasformare l’Italia nella portaerei NATO contro la Jugoslavia; non solo, ma anche, per fare un esempio, di varare la controriforma delle pensioni. E’ quello che ha fatto il Partito dei Comunisti italiani di Cossutta e Rizzo. E la Lega e tutta la Destra hanno trovato la strada spianata per difendere falsamente i pensionati.

Se si è entrati a far parte del Prodi II come face la Rifondazione Comunista del ministro Ferrero si è collaborato con le politiche Prodiane favorevoli ai mercati finanziari e all’accelerazione dei processi di privatizzazione dell’economia e dei servizi in Italia. Terreni fertilissimi per la propaganda e la demagogia della Destra.

Sono state politiche suicide per chi si diceva comunista e obiettivamente antipopolari. Le differenze tra comunisti e sinistra capitalista sono risultate invisibili e nella politica dei fatti non c’erano.

La crisi poi ha fatto il resto. Senza un Partito Comunista che indicasse con la propria azione politica chi è il nemico e quale è la prospettiva politica, il “muro” della coscienza di classe è andato franando e si è trasformato in una piazza dove tutti possono comprare tutto e tutti possono vendere tutto. E figuriamoci allora con che facilità, i corporativismi, gli egoismi, le paure, i pregiudizi, alimentati da tutte le Destre del capitale (fasciste, populiste, liberiste) hanno fatto breccia in un corpo ancora sano, attaccandolo come il peggiore dei virus. Ma quanta parte di responsabilità politica in tutto ciò hanno i gruppi dirigenti delle maggiori organizzazioni politiche comuniste degli ultimi trenta anni (e per ora tralascio il prima).

La fase è di un vento reazionario che soffia nel mondo ma se in Italia le Destre sono state più aggressive e vincenti e i comunisti non sono stati riconosciuti come una vera alternativa dalle masse proletarie, le responsabilità sono certificate dalla storia.

Quello della collaborazione politica con la sinistra liberale da parte dei partiti maggioritari della galassia comunista era un sistema, cioè attraversava verticalmente e orizzontalmente quei partiti.

A contribuire infatti a fare il danno più grande sono stati oltre i leader nazionali delle organizzazioni comuniste maggioritarie, i quadri politici dei partiti stessi.

Basterebbe parlare della nostra regione, l’Umbria, per avere una idea di come ha funzionato.

Le alleanze! Ci hanno ripetuto continuamente per anni e anni che bisognava farle se c’erano le condizioni. Bene, in Umbria le condizioni “c’erano sempre”, guarda un po’! Il PRC ha governato ininterrottamente per 15 anni, in alleanza con le forze del centro sinistra, in Regione, nelle Province, in tutti i Comuni, grandi e piccoli (eccetto Spoleto e qualche piccolo comune). Quando non si era in maggioranza, è perché il Centro sinistra era autosufficiente e non aveva bisogno del PRC e dava il benservito senza tanti complimenti. Con i rapporti di forza reali esistenti non potevano che passare gli interessi del più forte in cambio di uno strapuntino.

Hai voglia a dire siamo diversi. Seppure nella parte più recondita della propria coscienza lo fossero stati (ma oggi alla luce delle successive parabole politiche e personali sono ben pochi coloro a cui si può riconoscere la buona fede) nessuno lo ha capito o accettato, visto come è andata a finire.

Le organizzazioni comuniste maggioritarie sono state subalterne e oggettivamente complici dei governi e delle amministrazioni della sinistra liberale e liberista, il risultato è che per riaprire una prospettiva rivoluzionaria anticapitalista, bisogna ricominciare daccapo o quasi.

Aurelio Fabiani - CASA ROSSA Spoleto

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