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Un salvagente per Macron

(26 Gennaio 2020)

Macron

In Francia il Consiglio di Stato ha respinto il giorno 24 di gennaio il progetto di riforma del regime pensionistico presentato dal governo di Macron. Mentre proprio il giorno 24 di gennaio il Consiglio dei ministri aveva approvato il progetto.

E’ ormai da molto più di un anno che in Francia si susseguono mobilitazioni di massa. I gilet gialli hanno tenuto in piedi un movimento per quasi un anno raggiungendo il risultato di prendere coscienza della esistenza della divisione inesorabile delle classi e che sta alla popolazione trovare le forme per opporsi e imporre le proprie rivendicazioni contro il potere. Ma anche della necessità di passare dalla fase della “rivendicazione” che implicitamente riconosce il potere costituito a quella di contestare il potere in quanto tale.

Gli scioperi e le mobilitazioni dei lavoratori contro il progetto delle pensioni hanno conosciuto un crescendo mentre il governo riaffermava che la “riforma si farà”.

Il Consiglio di Stato ha bocciato il progetto di riforma come “non chiaro” sia nella formulazione che nel finanziamento della stessa. Il progetto prevede tra l’altro che l’ammontare delle pensioni elargite sarà dipendente dall’andamento dell’ economia...

Agli inizi di gennaio il governo aveva chiesto al Consiglio di Stato di esprimere una valutazione sul progetto. E il Consiglio si è espresso enunciando una serie di critiche. Come conseguenza immediata questa bocciatura permetterà al governo di Macron di accettare la sconfitta però causata questa da un altro organo della struttura di potere capitalista, quindi recedere dal progetto senza mostrarsi sconfitto dalla resistenza della popolazione francese.

Allo stesso tempo si può constatare che l’intervento tempestivo del Consiglio di Stato è il risultato di un cambiamento dei rapporti di forza sociali nel Paese. La mobilitazione stava sempre più acquistando forza e adesione degli strati medi della popolazione, dalle danzatrici dell’Opera agli avvocati. Il movimento si stava sviluppando in un senso imprevedibile e la ostinazione di Macron a non cedere e a reagire con la violenza poliziesca per cercare di intimidire la popolazione, avrebbe potuto portare al risultato di uno scontro violento tra la popolazione e il potere. Le cui implicazioni sarebbero potute andare possibilmente al di là della contestazione della riforma. Per il momento il Consiglio di Stato ha offerto a Macron un salvagente. Il corso dipenderà poi dalla forza delle onde.

25/01/20

Nicolai Caiazza

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