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(24 Novembre 2010) Enzo Apicella
Crisi irlandese. La finanza specula sul debito pubblico. La politica chiede sacrifici.

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(Flessibili, precari, esternalizzati)

ROMA MULTISERVIZI, VERSO UN PUNTO DI SVOLTA

(27 Gennaio 2020)

Presidio, sit-in e mobilitazione il 30 gennaio 2020 (dalle 16 alle 19 a via Capitan Bavastro 94)

lav multiservizi per l'internalizzazione

La vicenda della società Roma Multiservizi SpA, società partecipata di Roma Capitale di secondo livello (51% del pacchetto societario è attualmente di proprietà di AMA SpA, a totale capitale comunale e il rimanente 49% alla ex Manutencoop F.M., ora Rekeep per il 47% e in minima parte ad altri), ha tenuto banco negli ultimi anni.
Lotte di vario tipo: scioperi, presidi e occupazioni, anche della Sala Giulio Cesare, hanno visto coinvolti centinaia e centinaia di lavoratori; tanto da portare ad un impegno della Raggi e di De Vito (come 5 stelle) in campagna elettorale a promuovere l’internalizzazione del servizio svolto in nidi e scuole ed anche del personale in una house di primo livello.
Questo era previsto per l’appalto e la commessa pubblica di maggior rilievo quella del servizio in “global service” di servizi di pulizia, ausiliari, assistenza e vigilanza, trasporto scolastico per asili nido comunali, scuole comunali e statali (fino alle scuole medie inferiori, le scuole secondarie di primo grado), che impiega circa 2500 persone, in maggioranza lavoratrici, con una valutazione per la messa in gara che si aggira sui 550 milioni di euro. Ma ciò poi non è avvenuto per la scelta della dirigenza comunale di passare a gara, con procedure e scelte messe in campo dall’Amministrazione capitolina, alquanto discutibili, che su servizi strategici ed essenziali per utenti e cittadinanza, sta aprendo definitivamente la strada alle esternalizzazioni. Questo è avvenuto nonostante lo stesso ministro madia avesse spiegato la possibilità di messa in house del servizio, come è avvenuto in altre città vedi anche Napoli. Altri appalti on corso d’opera affidati a questa società, in lotti di pulizie del settore ferroviario, dell’Atac, di Ater, per alcuni servizi per conto di AMA, occupano almeno altri 700 operai e operaie e con importi economici inferiori, rispetto alla ricca torta dell’appalto in global service, che dal 1° gennaio 2020, ha visto per gli asili nido comunali, scorporate le attività legate alla ristorazione scolastica, oggetto di altro appalto di recente aggiudicazione a 15 società diverse, una per ogni Municipio e lotto, con una diminuzione di circa 160 cuoche passate dalla Roma Multiservizi e assorbire in qualche modo dalle società subentrate (altro appalto da circa 347 milioni di euro totali, nella sua versione originaria).
Le scelte discutibili di Roma Capitale, con la procedura di gara “a doppio oggetto”, che prevede la sostituzione dell’attuale forma societaria con una “nuova compagnia” da costituire, che deterrebbe un parte minoritaria del pacchetto societario e la messa sul mercato dei servizi e attività (che hanno come utenza i piccoli alunni e alunne di Roma Capitale), con uno scontro di interessi economici, finanziari e di controllo di queste attività come fette di “mercato” e quindi per ottenere utili, contrasta con la proposta, sostenuta anche da una petizione popolare promossa dall’Associazione di difesa utenti e consumatori USICONS, sottoscritta da oltre ventimila cittadine e cittadini, che invece propone la RI-PUBBLICIZZAZIONE di Roma Multiservizi, cioè l’acquisto delle quote da parte di Roma Capitale, con la sua contestuale trasformazione in società di primo livello e la possibilità di stipulare i “contratti di servizio”, al posto di gare di appalto e di messa sul mercato, con un sostanziale miglioramento anche delle condizioni di lavoro delle persone che sono utilizzate in questo appalto. Scelta che aveva visto in una prima fase d’accordo sia l’assessore al Bilancio Minenna che l’assessora Muraro, che forse anche per queste scelte hanno pagato, con la loro rimozione.
In questo modo infatti si sarebbe evitato un lucroso affare e una speculazione, sulla pelle di chi lavora e della cittadinanza, a partire dai piccoli utenti e dalle loro famiglie, con un aumento del controllo e di vigilanza della Pubblica Amministrazione e anche, se gestita in modo trasparente, corretto, efficace, efficiente, una riduzione di costi, che è invece la caratteristica tipica degli appalti e contratti su servizi esternalizzati.
La Petizione popolare (sulla ri-pubblicizzazione dei servizi e la trasformazione della società Roma Multiservizi in società di primo livello) sulla c.d. “internalizzazione”, giace ancora nei cassetti della Presidenza dell’Assemblea Capitolina, che come in altri recenti casi, ha snobbato uno degli istituti di partecipazione popolare alle scelte di indirizzo dell’Ente Locale e di democrazia diretta, preferendo invece legittimare e avallare, operazioni di speculazione economica, finanziaria e di ennesima svendita sul mercato di servizi pubblici e di rilevanza fondamentale. In mezzo, la vicenda attuale delle condizioni di lavoro, di vita, di salute, delle circa 2500 persone che ci lavorano tutti i giorni, moltissime a part time, con diritti negati, salari bassi, condizioni di organizzazione del lavoro che ricordano gli antichi sistemi feudali, non certo una gestione ottimale e di garanzia, nel rispetto delle leggi sul lavoro, dei principi costituzionali, dello stesso CCNL di settore (imprese di pulizie-servizi integrati-multiservizi). Tutte cose che noi abbiamo segnalato e documentato all’Osservatorio comunale sul lavoro e al Dipartimento che è la stazione appaltante, per l’ennesima volta a dicembre 2019. Il Dipartimento e i suoi dirigenti e funzionari, stanno pure loro omettendo di intervenire e di fare i controlli straordinari previsti dalle Delibere 135 2000 e 259 2005, non prendendosi le loro responsabilità né facendo una parte delle attività di vigilanza sugli appalti e con soldi pubblici.
L’Amministrazione di Roma Capitale e la stessa Giunta Capitolina, nonostante fosse possibile annullare la gara “in autotutela”, come richiesto da molti, per avviare un processo virtuoso, attende la sentenza del Consiglio di Stato, a febbraio prossimo, per un ricorso sulla fattibilità o meno dell’esclusione della Roma Multiservizi dalla gara, che l’aveva vista come unico partecipante e per questo esclusa dai dirigenti apicali di Roma Capitale, che non hanno brillato di efficienza e di tutela degli interessi pubblici. Sottintendendo con le loro mascherate “scelte tecniche”, di preferire la prosecuzione di operazioni di reale spartizione di questi servizi pubblici e strategici a cooperative e società, non dando seguito nemmeno all’orientamento di una maggioranza capitolina (mozione di maggio 2019) sempre più in crisi, sulla tempistica di queste operazioni di messa a gara e di prosecuzione della gestione esternalizzata, che per l’appalto in global service è proroga fino a luglio 2020.
Operai e operaie, almeno la sua componente combattiva e non sottomessa al sistema feudale di gestione societaria e dei rapporti di lavoro, che ha tenuto botta negli ultimi 5 anni, non resterà passiva ad attendere gli eventi sulla loro pelle, consapevole che non sarà la giustizia amministrativa o cavilli tecnici, che potranno cambiare la situazione, che è ad un punto di svolta, civiltà o barbarie.
Come Usi continuiamo a chiedere la genuina internalizzazione dei servizi e della forza lavoro in house, cioè in una società di primo livello a totale controllo pubblico, la RI-PUBBLICIZZAZIONE DEI SERVIZI.
Una gara “a doppio oggetto”, voluta ricordiamo da interessi speculativi, rappresentati a Roma Capitale da personaggi come Lanzalone, consulente senza incarico della Raggi (oggi in processo con DE VITO per gli atti irregolari sullo Stadio della ROMA) e dall’attuale direttore generale Giampaoletti, che l’hanno di fatto imposta nei vari incontri e tavoli tecnici, che avevano visto una iniziale unità di intenti, tra la posizione di Usi e quella dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, alla ricerca di soluzione dignitosa e chiara.
Gara e procedura, oggi sponsorizzata dall’Assessore Lemmetti, sotto inchiesta per i bilanci Ama (un tempo commercialista delle discoteche della Versilia, come si racconta nelle leggende metropolitane…)
Il prossimo 30 gennaio 2020, nel pomeriggio dalle 16, faremo un presidio al Dipartimento Politiche Educative e Scolastiche di Roma Capitale, per proseguire la mobilitazione e chiedere il conto delle omissioni, dei ritardi e di scelte poco efficaci ed economicamente onerose, su quanto sta avvenendo sulla pelle di lavoratori e lavoratrici, della stessa cittadinanza fruitrice dei servizi pubblici ancora esternalizzati, con un mancato controllo sulla ROMA MULTISERVIZI da parte del DIPARTIMENTO, che ha prorogato l’affidamento e porta avanti la gara a doppio oggetto e con gli effetti negativi che ne sono la logica conseguenza, contraria ad interessi pubblici reali e concreti.
La sentenza del Consiglio di Stato, propone due scenari: o vince il Roma Capitale, con il rigetto dei motivi di ricorso o la Roma Multiservizi per il suo accoglimento. Nessuna delle due situazioni, potrà effettivamente avvantaggiare i lavoratori e le lavoratrici, che solo con la prosecuzione della lotta e sulla loro piattaforma, potranno ottenere condizioni positive di lavoro e garanzie efficaci.
Ma di quello che succederà dopo, ne parleremo presto in una grande assemblea pubblica, a sentenza pubblicata, ora va proseguita la pressione e la mobilitazione aut organizzata e indipendente.

Per le scelte complessive, non ci fidiamo più di quei sindacati concertativi, che hanno lottato con noi fino ad un certo punto, all’apparenza facendo proprie le nostre rivendicazioni. Poi, richiamati come nel caso della ristorazione collettiva e dalla spartizione in 15 lotti di quell’appalto, da altri “interessi di bottega” che non coincidono con quelli di chi lavora e di chi fruisce del servizio, sono tornati sulla strada di sterili e inutili tavoli di confronto e di tavoli “tecnici” per trattare da soli, non si sa che cosa...
Per questo ci rivolgiamo di nuovo e direttamente a tutti i lavoratori e le lavoratrici, per mobilitarci insieme e dare un segnale di riscatto e dignità, di tutela in prima persona dei propri diritti e interessi, distanti da logiche di speculazione, di spartizione al limite del “malaffare”, proseguendo in modo indipendente e aut organizzato, la pratica da sempre seguita da Usi e dai sindacati conflittuali e non omologati, per dare una spallata a queste situazioni e conquistarci la genuina via verso internalizzazione, unica vera soluzione. Potrebbe essere anche UN SEGNALE DI LOTTA E DI RIPRESA DELLE MOBILITAZIONI, anche per altri settori, dagli Oepa Aec, alle stesse operaie della ristorazione collettiva, fino ai servizi educativi e scolastici, a gestione diretta comunale in via di “privatizzazione” e a quelli esternalizzati, in convenzione e in concessione. UN PERCORSO EDUCATIVO…DA PROSEGUIRE.

Segreteria intercategoriale Usi e operai in lotta di Roma Multiservizi

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