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REGIONALI: CENTRODESTRA O CENTROSINISTRA VINCONO COMUNQUE I PADRONI

(28 Gennaio 2020)

nicola zingaretti

“Torna il bipolarismo”, dopo aver lucrato elettoralmente sull’antifascismo in Emilia Romagna, Zingaretti è soddisfatto. Torna quella comoda condizione per cui i partiti, oggi presenti nelle istituzioni, possono vivere di rendita. Perché con leggi elettorali di natura maggioritaria che non consentono la libera rappresentanza del voto, gli elettori, semplicemente, non vanno a votare.
In Calabria l’affluenza al voto si ferma al 44,3%, perché andare a votare se in anticipo si stabilisce che i tuoi rappresentanti non ce la faranno?
In Emilia Romagna invece i votanti sono il 67,6% e il dato sembrerebbe confutare il ragionamento fatto sino ad ora, che invece viene confermato, nelle sue linee essenziali, dalla natura della campagna elettorale che lì si è svolta, considerando i dati alla luce dalla polarizzazione tra democrazia e fascismo che vi è stata introdotta. Da una parte la destra Leghista e neofascista che, cavalcando il malessere sociale e guidando la guerra dei cittadini in difficoltà contro gli ultimi della società, annunciava la spallata, non ad un partito, ma ad un’idea di società, purtroppo più enunciata che reale. Dall’altra il PD che ha fatto appello alla difesa della democrazia contro la barbarie fascioleghista, spingendo all’attivazione un popolo della sinistra sempre disponibile a sostenere il meno peggio pur di impedire al fascismo di governare. Tuttavia, dopo aver impedito “l’avvento del fascismo”, Bonaccini governerà l’Emilia Romagna continuando a praticare quelle politiche non dissimili da quelle della Lega. Non bisogna dimenticare che l’autonomia differenziata, cioè la secessione delle regioni ricche, è stata chiesta oltre che dalla regioni guidate Lega di Salvini anche dallo stesso Bonaccini, il quale in tema di tutela del territorio invece di risanare la regione ha varato la peggiore delle leggi urbanistiche regionali, attenta alla proprietà fondiaria e favorevole alla speculazione sulle aree agricole.
Ha ragione Zingaretti, con le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, torna il bipolarismo. Cioè per i padroni è indifferente chi vince, centrodestra o centrosinistra, perché tanto, come dimostrano le ultime elezioni vincono sempre loro. Pazienza se ciò comporta una democrazia limitata in cui la maggioranza dei cittadini non vota più.
La generosità dei lavoratori dell’Emilia Romagna per fermare il fascismo ha quindi avuto come esito il ritorno del bipolarismo, cioè proprio la condizione politica-elettorale che ha prodotto, nutrito, cresciuto e che alimenta la forza delle proposte neofasciste della Lega e di Fratelli d’Italia.
Il governo della Lega ha prodotto le leggi “sulla sicurezza” che prevedevano multe ai lavoratori che protestano. Il governo del PD non ha abrogato quelle leggi e recentemente alcuni lavoratori, che hanno preso parte ad una protesta sindacale per la difesa dei propri diritti, hanno ricevuto multe da 4.000 euro, “… è il bipolarismo bellezza”.
Tocca ai lavoratori rompere le barriere ideologiche, del ”non c’è alternativa”, costruite dalla grande stampa e televisione attraverso l’oscuramento delle proposte autonome e alternative dei lavoratori e la denigrazione dei piccoli partiti. Tocca ai lavoratori rompere le barriere alla rappresentanza che le leggi maggioritarie impongono. Tocca ai lavoratori riorganizzarsi in partito politico, che influisca sulle politiche del Paese, ricostruendo una loro forza politica autonoma e alternativa alle diverse declinazioni del neoliberismo rappresentate dal PD, M5S, FI, Lega e Fratelli d’Italia.
Fino a quando i lavoratori non si riorganizzano si permarrà nel bipolarismo che assicura la permanente vittoria elettorale dei padroni, come centrodestra o come centrosinistra.
Le conseguenze del bipolarismo ormai i lavoratori le conoscono sulla propria pelle: legge Fornero, Jobs Act, leggi “sicurezza,” e trasferimento di reddito dai lavoratori ai padroni. Non è un caso quindi che il 20% più ricco degli italiani detenga il 72% della ricchezza nazionale. Ma solo l’esito di un conflitto di classe che i padroni hanno vinto imbrigliando, e imbrogliando, la democrazia Italiana con il concetto di governabilità e le conseguenti leggi elettorali di natura maggioritaria

Marco Bizzoni

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