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Sicilia nostra

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(30 Ottobre 2012) Enzo Apicella
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PER UNA RETE DELL'ANTIMAFIA SOCIALE, RIPRENDIAMO LA PAROLA E PASSIAMO AI FATTI

(10 Febbraio 2020)

Assemblea pubblica il 15 febbraio 2020, ore 16, presso l’Istituto Comprensivo di via dei Sesami 20, Roma

pecora elettrica bruciata

Novembre 2019: il quartiere di Centocelle è balzato suo malgrado agli onori delle cronache in seguito agli attentati e alle bombe contro la libreria Pecora Elettrica, la pinseria Cento55 e il Baraka bistrot. La risposta della cittadinanza, delle reti sociali ha portato in piazza migliaia di persone per rispondere al clima di paura e intimidazione prodotto dalle organizzazioni criminali. Le condizioni che hanno determinato quel contesto non sono cambiate, nonostante non vi sia più l’attenzione dei media. Il nostro quartiere, così come il resto della città, è da molto tempo vittima di attività e iniziative criminali. La penetrazione mafiosa, il numero dei clan, le piazze dello spaccio, sono in costante aumento nella Capitale, secondo i dati della Direzione Distrettuale Antimafia.

Non può definirsi libera una città in cui intere parti di territorio, settori dell’economia e relazioni sociali sono in mano alle organizzazioni criminali; in cui una persona su tre è a rischio di esclusione sociale, 135 mila giovani non lavorano; 550 mila anziani vivono con meno di 11 mila euro all’anno e non possono affrontare una spesa imprevista; 40 mila sono le persone senza dimora e 20 mila le famiglie che aspettano casa popolare da vent’anni.

C’è un potere criminale, ma c’è anche e soprattutto una criminalità del potere ancora più grande nella nostra città. Le mafie oggi sono più forti e sono favorite dalla loro capacità di adattamento ai nuovi contesti sociali e politici. La forza delle mafie oggi, sta fuori dalle mafie: nella zona grigia, nella convergenza degli interessi economici, nella povertà culturale e relazionale, nelle alleanze di potere, nel patriarcato e nella sottomissione, che legittimano la cultura mafiosa, nell’insofferenza per la democrazia, nella cultura della scorciatoia, nella deresponsabilizzazione individuale che sposa l’idea dell’uomo forte al comando, nella negazione del diritto. Parliamo di culture, comportamenti e obiettivi complici o funzionali a quelli mafiosi.

Oggi nessuno ce la fa da solo a combattere le mafie. È cambiato il contesto, l’aumento senza precedenti delle disuguaglianze favorisce le mafie e consente loro di esercitare un ricatto maggiore sui nostri giovani, sui nostri settori produttivi e sociali. Quando il lavoro non si trova, i servizi vengono tagliati e i diritti sociali non valgono più, sono le organizzazioni criminali e mafiose che si sostituiscono alle istituzioni, dando un’immagine falsata di poter garantire sicurezza e questi anni è stata assente. Per noi cittadini-e, associazioni, reti sociali, parrocchie, lavoratori e lavoratrici, operatori nel sociale, insegnanti, studenti e studentesse, famiglie, commercianti, imprenditori, migranti, contrastare le mafie diventa un esercizio di cittadinanza e oggi siamo tutti e tutte chiamati a unire il nostro impegno per far crescere la consapevolezza e la partecipazione. Sono questi i veri anticorpi di contrasto alle mafie. Di questo le mafie hanno paura. Per questo abbiamo deciso di convocare un’assemblea pubblica presso L’Istituto Comprensivo di Via dei Sesami 20, per affrontare insieme questi temi, discuterne insieme, per individuare risposte concrete, per acquisire maggiore consapevolezza, per costruire dal basso un impegno, di fare qualcosa tutti e tutte insieme per il quartiere, per la nostra comunità, per la nostra città .

Rivolgiamo l’invito a partecipare, una chiamata alla lotta, a cittadini-e, alle realtà che condividono questo percorso, questi obiettivi e queste modalità di decisione, per dare il loro attivo contributo.

Primi promotori del percorso: Associazione Libera- Rete Numeri Pari; Casa del Popolo Centocelle; Nonna Roma; Cgil e Fiom; società cooperativa ISKRA; Associazione USICONS; I.C. Via dei Sesami; Comitato del Parco; Rete Numeri Pari Municipio V.

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