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ANALISI, VALUTAZIONE E PRATICA DI UN'ESPERIENZA DI AUTORGANIZZAZIONE NEL MONDO DEL LAVORO

DALL'UNIONE SINDACALE ITALIANA DI ROMA

(11 Febbraio 2020)

comunicatousi

Si produce questo documento come analisi, valutazione alla luce di esperienze concrete e come pratica di autorganizzazione sindacale e sociale, con riferimento all’esperienza in via di definitivo consolidamento a Roma, dell’intervento dei punti infolavoro e delle camere del lavoro, con lo sviluppo e la costruzione di strutture sindacali autorganizzate sui posti di lavoro, a partire dalla spinta propulsiva dei territori. I posti di lavoro vanno considerati non come situazioni svincolate, ma come parte dei territori nei quali sono articolate, specie nei servizi pubblici e all’utenza, dove la sintonia tra chi lavora e chi beneficia dei servizi, in particolari momenti di lotta, può essere uno strumento efficace per contrastare attacchi ai diritti e difesa collettiva dei servizi al pubblico.
Va chiarito da subito, che NON ESISTONO LAVORATRICI E LAVORATORI NON ORGANIZZABILI SINDACALMENTE, come qualcuno ha sostenuto in passato, per legittimare la propria presenza sulle questioni relative a chi lavora.
Le forme dell’autorganizzazione, come processo diretto di autodifesa collettiva, possono essere differenti a seconda dei contesti, delle condizioni ambientali e del regime contrattuale di chi lavora, anche di quelli atipici e anomali dello smembramento e parcellizzazione del rapporto di lavoro subordinato, come è stato definito in senso classico. Le esperienze di chi lavorava a partita Iva ma che nascondeva lavoro dipendente camuffato da “libero professionista” in un dato territorio cittadino, o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in appalto e somministrazione di prestazione lavorativa (interinali o in affitto), come nei call centers, tra i riders, tra le figure del terzo settore e dei servizi di assistenza non solo operatori sociali ma anche badanti e collaboratrici familiari, dimostrano che forme di autorganizzazione e di tutela sindacale sono possibili e praticabili. Sempre che si utilizzino strumenti corretti di collegamento, di informazione e di autodifesa, nonché l’esperienza secolare delle camere del lavoro di tendenza “sindacalista rivoluzionaria”, che sfociarono nel processo fondativo nel 1912 dell’Unione Sindacale Italiana.
Ancora oggi, tale percorso e processo ha la sua validità ed effettività, come dimostra la valutazione dell’intervento territoriale dei punti infolavoro autorganizzati e l’esperienza pratica nella città di Roma, dove gli spazi nei quartieri popolari di Piazza Gaetano Mosca 50 (giovedì ore 18.30 20), di Largo Giuseppe Veratti 25 (lunedì e martedì dalle 18 alle 20) e anche quello denominato R.E.D.S. (Reddito E Diritti Sociali, il mercoledì dalle 18 alle 20 a via delle Acacie 88) a Centocelle, proseguono tale antica esperienza, attraverso la funzione di informazione, diffusione di notizie e con indicazioni operative, che producono poi su iniziativa di lavoratori e lavoratrici e su spinta propulsiva del sindacato autorganizzato e indipendente, la costruzione di strutture sindacali che sono la continuazione di tale intervento territoriale, unendo la tutela e autodifesa collettiva sui posti di lavoro con le attività di tutela anche in casi singoli. E’ OVVIO CHE SOLO I RAPPORTI DI FORZA, GARANTISCONO MIGLIORAMENTI EFFICACI.
LE ULTIME ESPERIENZE PRATICHE NEL TERZO SETTORE E NELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA SCOLASTICA: dopo aver fatto pratica nelle cooperative sociali e nelle aziende ex municipalizzate, dopo la fase informativa e di divulgazione si è costruita una sezione sindacale alla FONDAZIONE ROMA, che si occupa di assistenza e intervento nell’area anziani affetti da patologie di demenza senile e di Alzheimer, nella struttura del Villaggio Emanuele. Le difficoltà legate al tipo di lavoro e alla forma organizzativa datoriale, una Fondazione, di tipo esclusivamente privatistico e assistenziale, con regole e codici di condotta particolari e rigorosi, non ha impedito che un primo gruppo di operatrici e operatori sociali si autorganizzasse e iniziasse un intervento di tutela delle condizioni di lavoro, nei diritti e nelle forme di controllo su salute e sicurezza. Altra esperienza NELLA RISTORAZIONE COLLETTIVA SCOLASTICA, dove i punti infolavoro di Piazza Mosca nel Municipio XI e di Largo Veratti, principalmente per questa situazione per i Municipi VIII e IX di Roma Capitale, sono stati fondamentali come punto di riferimento per lavoratrici, cuoche di asili nido e di addette alla ristorazione, sia nella fase di cambio di appalto piuttosto concitata che nel processo di assorbimento e contrattualizzazione, ottenendo anche condizioni migliorative come nel Municipio XI, rispetto a quanto sottoscritto da accordi delle società aggiudicatarie con cgil cisl uil. Tale attività di intervento, informativa e di divulgazione delle notizie, che di solito sono patrimonio quasi esclusivo degli “addetti ai lavori”, hanno prodotto la formazione di sezioni sindacali alla GSI (Gestione Servizi Integrati) tra le cuoche nel Municipio Roma XI e anche alla Serenissima Ristorazione, nell’appalto e lotto del Municipio Roma IX, dove il primo scoglio fu l’assorbimento e la contrattualizzazione, prima negata e poi fatta con sotto inquadramento del personale, di lavoratrici già provenienti dalla Roma Multiservizi, poi risolto positivamente nei giorni scorsi anche con intervento presso l’Osservatorio comunale sul lavoro.
Una presenza sul territorio dell’autorganizzazione sindacale e sociale, che ha consentito anche la tutela individuale, a condizione che le lavoratrici non si facciano intimorire e ricattare da capetti aziendali o dai datori di lavoro, come gli annullamenti e le archiviazioni di contestazioni disciplinari con motivazioni pretestuose, a operaia della Roma Multiservizi nel Municipio IX, a Oepa Aec in scuola del Municipio Roma XI della cooperativa sociale Obiettivo Uomo, nonché al riconoscimento di condizioni orarie e di lavoro a dipendente farmacista di Farmacap nel Municipio III, in condizioni di disagio familiare grave, a due operatrici di una casa famiglia sempre nel Municipio IX e della cooperativa sociale Obiettivo Uomo, le cui istanze erano state verbalmente respinte e poi accolte dalla cooperativa, dopo aver seguito informazioni, consulenze (gratuite) e modalità di intervento, apprese negli spazi dei punti infolavoro.
A questo si aggiunge l’attività divulgativa su aspetti e procedure nei cambi di appalto e gestione nelle cooperative sociali, come si sta seguendo nel servizio al Municipio X, del personale di un centro diurno per pazienti con Alzheimer e demenza senile, su appalto dipartimentale e gestito da enti e cooperative.
Interventi che sono la prova concreta, tangibile e materiale, che tra la teoria e l’analisi, pure rigorosa e attenta, ci sta sempre la controprova che scaturisce dalla verifica pratica e dall’intervento concreto, di diffusione del “sapere operaio”, del lungo processo di costruzione di percorsi da consolidare sui posti di lavoro, di una formazione da ravvivare continuamente, nel rapporto tra territori e luoghi di lavoro.

L’AUTORGANIZZAZIONE SINDACALE E SOCIALE E’ UNA PRATICA, SERIA E CONCRETA, ATTUABILE E VALIDA, DA PRATICARE IN MASSA, su basi genuine e non soggette alle pratiche commerciali e da mercato, che purtroppo stanno diventando una modalità insana nei sindacati, concertativi e anche con infiltrazioni moleste in sindacati “di base”.

A cura dell’Unione Sindacale Italiana – federazione intercategoriale di Roma

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