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Sull'iniziativa "Se le nostre vite non valgono noi ci fermiamo"

(22 Febbraio 2020)

Il 18 febbraio scorso, a Fabriano (AN), si è svolto l'incontro "Se le nostre vite non valgono noi ci fermiamo": incentrato sulla "condizione lavorativa delle donne", a partire dal "doppio carico dentro e fuori i luoghi di lavoro", è stato organizzato da Non Una di Meno Transterritoriale Marche. Ne proponiamo qui il resoconto.

se le nostre vite non valgono noi ci fermiamo

Martedì 18 febbraio con Eliana Como sindacalista abbiamo costruito un iniziativa pensata e fatta per le lavoratrici.
La scelta su Fabriano è il luogo simbolico dove il tessuto industriale ha raggiunto il massimo dello sfruttamento e dimostrato la facciata del capitalismo e dominio padronale, una volta depredato il territorio tutto si è polverizzato in una decina di anni, bruciati centinaia di posti di lavoro lasciando un picco di disoccupazione e macerie.
Questo evento era una rimessa a fuoco di ciò che rimane dove per decenni tutto girava intorno al tessuto industriale e da qui riprendere i fili guardando oltre effimere riprese che non si verificheranno se non cominciamo a vedere tutta una serie di assi di oppressioni che ci inchiodano ad una realtà che spesso viene spostata come mera questione di genere da trattare in un secondo momento invece di fare un analisi fino in fondo di come la classe lavoratrice è composta e come si è trasformata combattere contro la violenza, le discriminazioni, il gap salariale diventa una battaglia a metà.
Lavoro e lotta abbiamo sviscerato punto per punto ogni settore.

Con Eliana Como abbiamo spaziato a 360 gradi perché è fondamentale riprendere e ripensare la lotta di classe partendo dal femminismo e intrecciarle suoi luoghi di lavoro, la violenza di genere, le discriminazioni, sessismo, molestie sessuali, le identità di genere, le soggettività Lgbtqia+, le/ i migranti sono strettamente connesse se vogliamo avere gli stessi diritti se vogliamo parlare di giustizia sociale dobbiamo partire da chi non usufruisce dei privilegi lì si gioca tutta la partita padronale e ricattatoria per annullare i conflitti da una parte ed ottenere il massimo profitto dall'altra in questa partita chi trarrà il massimo vantaggio sarà chi detiene il dominio e potere nessun* può ritenersi esonerat* dallo sfruttamento a diversi livelli.
In tutto questo le donne continua la Como sono il fulcro perché su di loro sia che siano a regime produttivo o ne siano fuori riproducono una funzione vitale ossia il welfare familiare che sopperisce al vuoto dei servizi sociali abbiamo parlato dei part time involontari che altro non sono un ulteriore passo per occuparsi della famiglia, lo stesso accade una volta finito il percorso lavorativo, la pensione tanto agognata, un periodo in cui dovrebbero riposarsi spesso ammortizzano il carico familiare dei figli occupandosi dei nipoti, la vita di una donna ricopre sia prima, durante e dopo il lavoro quello riproduttivo senza mai staccarsi da quel ruolo.
Pensioni che penalizzano ulteriormente le donne, redditi bassi e l'età pensionabile allungate con la nuova riforma, bassa qualità della vita.

La contrattazione collettiva salariale ferma ormai da anni se non con poche decine di euro di aumento solo per alcune categorie lasciando tutte le altre tipologie atipiche al palo, così abbiamo una frammentazione ulteriore all'interno della classe lavoratrice dove spesso troviamo nelle aziende diverse forme lavorative, se non rivendichiamo un salario uguale per tutt* ci sarà un ulteriore ribasso di diritti e redditi ciò che già è in atto parliamo di appalti, sub appalti ed altre forme atipiche che sono parte della stessa azienda ma rivestiranno mansioni altamente produttive e usuranti .

Sicurezza e salute dispositivi in dotazione ad esempio fabbriche: guanti e scarpe antinfortunistica rivolti per entrambi definiti in maniera neutra, quali le tute da lavoro ma progettate e pensate ad un riferimento maschile , vedi FIAT.
La riflessione che Eliana ha riportato anche sul percorso in itinere dal lavoro a casa e viceversa donne che devono fare i conti con i tempi divise fra famiglia e lavoro, un punto interessante che ha riportato gli incidenti negli spostamenti riguardano le donne.

La situazione nella grande distribuzione non va meglio, scaffaliste, cassiere con turnazioni frammentate ritmi sostenuti,sabato e domeniche incluse, stress psico fisico.

Settore pulizie gestito dalle multiservizi completamente svuotato di diritti quasi prevalentemente con manodopera femminile con una paga oraria di 5/6 € turnazioni in pacchetti ore settimanali di 15/ 18 ore semi part/time che richiedono una costante reperibilità e spostamenti da un cantiere all'altro, il target sono donne che provengono da altri paesi questo permette la ricattabilità costante senza aumenti e scatti dovuti a continui cambi di appalti parliamo di centri commerciali, pulizie industriali, uffici pubblici e privati esposte a molestie e sfruttamento un vero far West dove esporsi significa perdere il posto di lavoro seppur precario.

Welfare aziendale privato e premi di produzione in voucher ossia come da lavoratore ti fornisco e indirizzo i consumi sulla grande catena di distribuzione senza darti i soldi e già qui ne avevo parlato sulla mia perplessità in merito, entrambe siamo convenute che
1 parliamo di grandi aziende che privatizzano i servizi pubblici con i tagli al welfare
2 non è accessibile a tutt* solo chi ha un contratto interno all'azienda, gli esternalizzati ossia quell* che pur lavorando nella stessa azienda ma con contratti in appalti, intermittenti o atipici non avranno accesso. Un ulteriore suddivisione di classi fra garantiti e non ma entrambi non avranno nessun beneficio perché se i primi garantiranno la sussistenza del privato e il continuo depauperamento del pubblico i secondi subiranno gli effetti della totale assenza di servizi.
Chi usufruirà dei benefici è l'azienda che ha una detassazione pagata dai contribuenti facile profitto ammortizzato da tutti.
E le donne in questo ammortizzano il welfare sociale sacrificando tempo e lavoro e diventeranno le povere quando andranno in pensione, come ti riporto tutto al luogo a cui sei stata votata dal patriarcato.

In chiusura ma non per questo meno importante i luoghi femministi sotto attacco Lucha y Siesta e La casa internazionale delle donne , i consultori svuotati dai servizi o chiusi, centri antiviolenza in affanno, luoghi fondamentali da difendere se mettiamo al centro autonomia e sostegno.

Aborto il 19F è partita la campagna per l'aborto legale in Argentina ed anche qui dopo le uscite di Salvini diventa dirimente prendere parola sui nostri corpi ormai diventati un campo di conquista spetta a noi riprenderci la parola pubblica dentro e fuori le mura domestiche, le strade, i luoghi di lavoro.

Queste sono alcune tematiche prese stasera. Abbiamo lanciato le due giornate chiamate da Nudm per 8, 9 Marzo e presentato come @Non Una di Meno Transterritoriale Marche le due giornate che si articoleranno ad Ancona con il corteo alle 16:30 ed il 9 a piazza Roma lo sciopero, per passare alle Università e per le vie della città lanceremo le nostre rivendicazioni.
Nonostante ci siamo ritrovate con l'indizione dello sciopero della scuola il 6 Marzo ed ancora una volta un nulla di fatto dalla CGIL che ignora per la 4 volta lo sciopero globale femminista con o senza di loro lo faremo e lo continueremo a costruire nei nostri territori piccoli e grandi che siano partecipati o meno sappiamo che la strada è lunga ma non siamo sole.
Per noi essere dentro la lotta di classe significa scardinare il machismo non in quanto donne ma in un femminile plurale che riguardi chiunque si riconosca in tutte le declinazioni e identità di genere perché se da sempre essere classe operaia è stata posta con una visione muscolare maschile ora è il tempo di mandare in soffitta questo immaginario collettivo ormai anacronistico.
Riprendere la parola sulla questione di classe è fondamentale partendo dai luoghi di lavoro, le complessità che ha visto negli ultimi 20 anni la trasformazione della classe lavoratrice ci permette di capire le sfide che abbiamo lo sciopero include tutto questo e le mette insieme dalla cassiera alla scuola dobbiamo continuare a interloquire con le lavoratrici oltre le date dell'8 e 9 Marzo perché sono il tessuto sociale che sorregge un sistema patriarcale parassitario da cui estrae lavoro gratuito per questo siete in debito con noi e ora vi chiediamo il conto per tutto quello che stiamo facendo da millenni gratuitamente senza il nostro consenso.
Burn patriarchy

Non Una di Meno transterritoriale Marche

Fonte

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