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Roma/Lazio. Della Posta, segretario regionale PCI: invito a leggere e sostenere la nuova rivista REC

Una nuova rivista comunista proposta come luogo di confronto del PCI ma non solo del partito, bensì dell'area larga dei comunisti e della sinistra di classe

(2 Aprile 2020)

Su iniziativa del centro del partito, dopo una attenta e approfondita analisi, è stata proposta, chiedendo a Bruno Steri di dirigerla, di dare vita ad una nuova esperienza editoriale per il confronto delle idee e delle politiche.

Da oggi, è in diffusione, per via telematica, la Rivista del PCI “Ragioni e Conflitti”. A chi ha riferimenti di stagioni trascorse pensa subito al ruolo che ebbe Rinascita o Il Contemporaneo. Per non dire di quelle tutt’ora, più marcatamente specifiche, in vita. Ma non è questo il dato che vuole essere sollecitato. No, nessun copia-incolla 2.0. Quello che il Partito Comunista Italiano ha inteso proporre, auspicando in tal modo di rendere ancora più fruttuoso il confronto ideale, ideologico, filosofico, culturale e politico nel partito e nell’area comunista e di sinistra, è proprio un luogo del confronto. Approfondito. Concreto. Non con l’occhio rivolto alla attualità del momento, ma all’approfondimento della fase. Non al vezzo della partecipazione ai teatrini, ma entrando nel fango e nel sangue delle persone che soffrono, lavorano o non lavorano, confidano nel futuro o rischiano la deriva della disperazione. E’ proprio lo strumento, vuole essere lo strumento, dell’intellettuale collettivo: dove ognuno partecipa a mettere il pezzo di mattone dell’idea, che si compone della coerenza e della scelta di classe. Questo sta proponendo REC, Ragioni e Conflitti. “Questo – indica in un suo invito/appello Oreste della Posta, segretario del PCI Lazio – è quello che desideriamo gli iscritti, i sostenitori, gli elettori possano contribuire a costruire come confronto permanente. Questo, con l’accezione che abbiamo dato, come si vede dalla nostra tessera di quest’anno Cantiere Aperto, come percorso di confronto permanente con l’area ampia dei comunisti e della sinistra di classe, è quanto vorremmo praticare sulla generale strategia politica e culturale. Nei conflitti sociali aperti, nelle questioni internazionali, nelle scelte politiche per il Paese. A cominciare dall’emergenza sanitaria. Chiediamo a tutti i comunisti, alla sinistra, alle persone che hanno capacità critica autonoma di aiutarci a mettere un ulteriore tassello positivo che ci allontani dai giorni bui trascorsi e che ancora viviamo e si prospettano. Insieme possiamo rivoltare questa società, a partire, appunto dalle idee che sostengano tale possibilità. Leggere e sostenere questa rivista, oggi presente solo online e totalmente gratuita è un buona opportunità”. Di seguito, più esaustivamente, ecco come Bruno Steri, direttore della Rivista, della segreteria nazionale del PCI, ha presentato lo stesso prodotto editoriale (qui in brevi stralci): Con i contributi introdotti dal presente editoriale nasce il primo numero di ‘Ragioni e conflitti’, periodico on line che viene ad affiancare il sito del PCI: si tratta di un luogo aperto alla discussione e alla riflessione critica, con cui il partito intende approfondire le tematiche che eminentemente caratterizzano la sua linea politica e che, più in generale, rappresentano momenti essenziali nella definizione del proprio orizzonte strategico. Con ciò ci rivolgiamo certamente agli iscritti; ma anche intendiamo coinvolgere compagni di strada più o meno vicini, così da poter offrire un giusto contraddittorio sulle questioni che si annunciano più controverse. … Giustamente, il segretario del Pci Mauro Alboresi ha titolato il suo comunicato sull’emergenza coronavirus (comunicato che riproduciamo qui di seguito) “La centralità del servizio pubblico si vede nel momento del bisogno”. Non potevamo mancare di evidenziare la progressiva eclissi di una tale centralità, sciaguratamente programmata dai governi di centro-destra e centro-sinistra, tornando in questo primo numero di ‘Ragioni e Conflitti’ sui dati del suddetto colpevole disastro. Al ridimensionamento delle risorse destinate alla sanità pubblica a tutto vantaggio di quella privata si è aggiunta un’altra contigua iattura, anch’essa propiziata dagli imperanti orientamenti neoliberisti e “antistatalisti”: l’approfondirsi dei divari regionali. Sulla spinta di quella che a giusto titolo è stata definita la “secessione dei ricchi”, la proposta di un’ ‘autonomia regionale differenziata’ è venuta a concretizzare – come si precisa in uno degli articoli seguenti (cfr. il contributo di Walter Tucci) – “il tentativo di sottrarre alla funzione regolatrice dello Stato decine di materie fondamentali per l’uguaglianza dei diritti e la coesione del Paese, discriminando tra cittadini a seconda di dove risiedono”. … Oggi si profila una sospensione del Patto di stabilità per andare incontro all’emergenza sanitaria. E’ senz’altro una buona notizia. Non pensiamo però che ciò configuri una svolta netta che metta radicalmente e definitivamente in questione gli orientamenti di fondo di Bruxelles: si tratterà anche di vedere quali costi o “condizionalità” saranno richieste per un’esaustiva copertura delle falle aperte, in particolare nel bilancio italiano, dall’emergenza sanitaria. Tra l’altro, i costi economici di quest’ultima vanno a incidere su una situazione già tutt’altro che rosea. Il rallentamento della stessa macchina produttiva tedesca ha annunciato il rafforzarsi dei venti di destra e ciò non potrà non avere ricadute sull’intera Ue: per rispondere all’attuale drammatica congiuntura e superare gli squilibri interni alla cosiddetta Unione occorrerebbero trasferimenti netti di risorse dai Paesi più ricchi a quelli meno solidi, un’eventualità che la Germania – e segnatamente l’elettore tedesco – si è mostrato ben lungi dall’accettare. … Ebbene, essere davvero solidali con l’infermiera ritratta nella foto che abbiamo voluto anteporre a questo editoriale - una donna ripiegata su se stessa, prostrata da pesanti e interminabili ore di lavoro - significa voltare risolutamente pagina, facendo i conti col mercato capitalistico e con le sue pulsioni belliche, con le spinte secessioniste e autonomiste da esso sollecitate, con l’ispirazione mercantilista e antipopolare che ha prevalso a Bruxelles e che è stata supinamente accettata da Roma.

Per chi voglia scaricare la rivista: https://www.ilpartitocomunistaitaliano.it/2020/03/31/ragioni-e-conflitti-numero-zero/

maurizio aversa

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