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(17 Febbraio 2011) Enzo Apicella

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(Stato e istituzioni)

John Pearson, Professione criminale, La Londra dei gemelli Kray

Milano, Milieu, 2020, pp. 308, € 17.90.

(4 Aprile 2020)

Professione criminale

Un bel mattoncino alla vista, una leggerissima pietra pomice alla lettura, come s’intuisce già dalla copertina, con due eleganti gentlemen, uno in giacca e cravatta, l’altro sbottonato e in bretelle, nell’atto di prendere il tè, presumibilmente, delle cinque. La Milieu esce nuovamente dal perimetro milanese e lombardo, tornando sui territori angloirlandesi, dove già ha avuto modo di brillare con diverse uscite. L’autore è qui John Pearson, quotato cronista ed autore inglese, specializzato in biografie. A curare la prefazione per quest’edizione italiana è, invece, lo scrittore e studioso Mario Maffi.
Siamo nell’East End, la zona cosiddetta cockney, aggettivazione in cui rientrano i variopinti e compositi quartieri proletari e sottoproletari della parte orientale di Londra. Quartieri che sono stati un po’ tutto ed il contrario di tutto, che hanno visto il susseguirsi delle diverse ondate migratorie dalle colonie dell’Impero Britannico. Qui, tra miseria e degrado, ha dilagato la criminalità ma, nel contempo, si sono affinate solidarietà sociale, umana e coscienza di classe. Ad un razzismo che ha riguardato massicciamente i bianchi della working class, si è sempre contrapposta una mobilitazione antirazzista, multietnica, capace di reggerne l’urto. L’esempio storico è la Battaglia di Cable street, proprio nel cuore dell’East End, in cui, il 4 ottobre 1936, la sollevazione popolare impedì la marcia della British union of fascists di Oswald Mosley. La battaglia vittoriosa non aveva, tuttavia, cancellato dagli orizzonti delle popolazioni cockney un fascismo che conserverà nei decenni a venire delle roccaforti elettorali e di consenso, particolarmente in alcuni quartieri come Bethnal Green, soprannominato proprio “la padronale fascista”.
In questo quartiere, tra le macerie dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, si fanno largo due ragazzini, due gemelli di origine rom: Reginald, Reggie, e Ronald, Ronnie, Kray.
I due iniziano il cursus honorum caratteristico della vita irregolare di quartiere: tirano di boxe anche con certo profitto ma ben presto vengono attratti dai profumi della malavita. Su di loro hanno influenza non trascurabile le letture e le visioni della criminalità d’Oltreoceano, in particolare Al Capone, considerando che nella cultura britannica, soprattutto all’epoca, la letteratura popolare era assai più diffusa e consumata che da noi.
Si parte con i furtarelli e le truffe da turlupinatori di strada. Tra risse da pub e spavalderie, i Kray si fanno largo; riescono spesso a farla franca con la legge grazie al gioco dei simillimi, una somiglianza che col tempo svanisce a rappresentare anche una diversità di caratteri tra i due. Mentre Reggie sembra avere, almeno a tratti, più la testa sulle spalle, con il desiderio, talvolta, di abbracciare la normalità, Ronnie, orgogliosamente omosessuale, presenta un teatrino mentale ben complesso, tendente all’esaltazione e alla paranoia. Non sempre la soluzione era nei discorsi di Churchill, che soleva ascoltare nei momenti di tensione; l’assunzione di psicofarmaci lo porterà a prendere peso, differenziandolo quindi dal gemello.
La scalata, ciononostante, proseguiva: la Ditta, come si chiamava la gang dei Kray, negli anni del Boom economico conquistava l’East End, soprattutto con il racket, mentre pub e bische fungevano da luci della ribalta. I gemelli mettevano le mani sul West ed il cerchio londinese si chiudeva. In questo momento avviene una sorta di passaggio delle consegne. Jack Spot Comer, il boss della temuta gang ebraica degli Yiddishers, che nella Battaglia di Cable street si era adoperata attraverso le proprie bische per requisire le stecche da biliardo e le gambe dei tavoli da dare in testa ai fascisti, si fa da parte. Il campo sembra libero, l’attività criminale si estende, prende contatti all’estero, si affina, con alquanto sofisticate frodi finanziare ma, inevitabilmente, si brutalizza oltremodo. I Kray hanno ormai fama di imbattibili quando, sul finire degli anni Sessanta, un risoluto detective di Scotland Yard si mette sulle loro tracce e non ha per niente l’aria di voler scherzare.

Silvio Antonini.

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