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Crisi sanitaria ed economica: dalla CUB materiali preziosi per costruire il conflitto

(21 Aprile 2020)

cubasani

La situazione in corso, nel drammatico assommarsi d'una emergenza sanitaria e d'una crisi economica, richiede un serio ripensamento dell'azione politica. Soprattutto da parte di chi, nei fatti estremi di questi giorni, vede anche una conseguenza d'un preciso modello di sviluppo e delle politiche economico-sociali ad esso connesse. Non sempre, però, i diversi settori della sinistra di classe e/o antagonista riescono a sviluppare una riflessione adeguata. In parte, ciò si spiega con la pressione degli eventi: sono proprio queste realtà a doversi far carico, da sole, della battaglia per tutelare la salute di lavoratrici e lavoratori. Spesso, il solo ottenimento dei Dispotivi di Protezione Individuale,il minimo indispensabile in tempi di pandemia, richiede impegnativi momenti di lotta ed una serrata attività di denuncia. A questo sovraimpegno sul piano della protezione di chi lavora, si aggiungono talvolta retaggi ideologici del recente passato. C'è, insomma, chi riconduce a vecchi schemi quanto si sta delineando su scala globale. E che ora si riduce ad esaltare modelli assai opinabili, come quello cinese. Partendo dal suo modo di affrontare la pandemia, c'è chi fa del colosso asiatico un punto di riferimento. Ora, a parte che sulla stessa gestione, da parte di Pechino, dell'emergenza sanitaria si potrebbero fare obiezioni, soprattutto in relazione alla fase iniziale, vi è un problema a monte. Quel che conta di più, quando si parla di salute collettiva, è la prevenzione delle emergenze. E la Cina, con il suo alto livello di inquinamento atmosferico e con quella continua devastazione degli ecosistemi che favorisce il propagarsi di virus di ogni tipo, non ci sembra indicare una via da seguire. Poi, certo, c'è chi l'attacca per deviare l'attenzione del mondo dai propri gravi problemi: come quel Trump che meglio farebbe a occuparsi della strage in corso nel suo paese e largamente dovuta alla negazione, per i più poveri, della possibilità di curarsi. Ma respingere la propaganda statunitense non dovrebbe portare con sé l'adozione di un'altra propaganda, opposta e speculare. Per fortuna non manca chi, pur oberato da mille oneri politico-sindacali, anche perché attivo nelle zone pià funestate dalla pandemia, riesce a fornire basi, oggi, all'attività trasformatrice di domani, nel rifiuto di qualsiasi ideologismo. E' il caso della Segreteria Nazionale della Cub che, "in collaborazione con il Centro Studi", tra la fine di marzo e il principio di aprile, si è impegnata "in una serie di incontri per approfondire alcune questioni essenziali" poste dalla "fase di recessione economica globale causata principalmente dagli effetti della pandemia da Coronavirus". I seminari, realizzati via skype, sono stati quattro ed hanno coinvolto cinque relatori dal notevole profilo scientifico, tra i più capaci di sottoporre a una sferzante critica i dogmi ancora vergognosamente dominanti sui nostri organi di stampa: Guglielmo Forges Davanzati, Maurizio Donato, Giovanna Vertova, Michele Cangiani e Riccardo Bellofiore. A Forges Davanzati è stato chiesto di confrontarsi con la tematica fiscale, evidenziando "come sia possibile recuperare risorse aggiuntive per finanziare un intervento pubblico straordinario in economia" (tre gli strumenti individuati, in tal senso, dallo studioso: la "maggiore progressività delle aliquote fiscali, una patrimoniale sulle grandi ricchezze ed una vera lotta all'evasione fiscale"). Donato, muovendosi su un terreno squisitamente analitico, ha "specificato come l’impatto della crisi sanitaria-economica non abbia rotto le catene globali del valore, ma, tutt’al più, abbia temporaneamente interrotto gli approvvigionamenti di materie prime e di prodotti intermedi". Dunque non si torna indietro rispetto all'assetto mondializzato dell'economia e quindi alla necessità dello "sviluppo di un sindacalismo di lotta che sappia muoversi al di sopra delle frontiere nazionali". Vertova "è intervenuta illustrando le poche esperienze concrete di utilizzo del Basic Income", nonché criticando la "teoria del reddito di base incondizionato" e specificando che le pur necessarie integrazioni al reddito non sono risolutive e "dovrebbero accompagnarsi a riforme del mercato del lavoro e del welfare". Cangiani e Bellofiore "hanno discusso, da prospettive diverse ma complementari, della crisi sanitaria, che presto assumerà una dimensione maggiormente economica, del significato dei programmi politici neo-liberali e delle diverse proposte in campo oggi per rispondere alla prossima fase di recessione economica".

Da tutti gli incontri è emersa "la necessità di imporre un forte intervento pubblico in economia, in grado di assumere una dimensione strutturale e non meramente redistributiva". Ciò, in ragione di una precisa lettura della crisi che stiamo vivendo, che "non è una semplice crisi da insufficienza di domanda, ma pone in questione la logica del sistema sociale nel suo complesso". Inoltre, i relatori hanno messo anche in luce quanto sia improduttiva una certa propaganda, che oggi viene posta sotto l'etichetta del "sovranismo di sinistra": più che perder tempo a coltivare illusioni circa l'abbandono della moneta unica europea, il movimento operaio, su scala italiana ma anche continentale, dovrebbe pensare al "rilancio di una piattaforma autonoma e di classe in grado di produrre una ricomposizione di tutto il mondo del lavoro". Come giustamente sottolineano alla Cub, questo rifiuto di porsi sul terreno di una nuova forma di nazionalismo, risulta ancor più convincente per il fatto di poggiare su un'analisi puntuale della natura dell'Unione Europea, che certo non viene associata a quella immagine di luogo della solidarietà tra i popoli che tanto cara risulta ai quotidiani di casa nostra.

Dunque, stiamo parlando di una iniziativa seminariale non solo di alto livello, ma anche sganciata dalle elucubrazioni astratte e volta a favorire l'individuazione delle linee di fondo da seguire nelle lotte dei prossimi anni. Pertanto, al riguardo la CUB ha messo a disposizione al pubblico sia un opuscolo disponibile in pdf (con una trascrizione il più possibile fedele delle relazioni) sia gli incontri stessi svoltisi via skype, che si possono visionare qui. Non possiamo che invitare lettrici e lettori a confrontarsi con questi preziosi materiali.

Il Pane e le rose - Collettivo redazionale di Roma

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