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ZETEMA, ANDIAMO AVANTI! L’USI NON SMETTE DI LOTTARE… ANCHE CON LA MASCHERINA!

(21 Aprile 2020)

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Care/i colleghe/i , il 17/4 si è tenuto un tavolo RSU “da remoto” che non ha consentito la partecipazione di tutti gli RSU. Forse non tutti sanno che le “trattative” si devono svolgere alla presenza delle Organizzazioni Sindacali e delle RSU regolarmente elette. Per quanto periodo emergenziale, personalmente ritengo fondamentale ripristinare l’intero tavolo e l’ho fatto presente anche nel corso della riunione del 17/4.

In questo momento “critico”, infatti, la motivazione collegata al “COVID 19” rischia di far dimenticare alcuni principi basilari. Le nostre paure non possono giustificare l’abbassamento della guardia di fronte a situazioni a rischio per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, o, come emerso nel tavolo scorso, attacchi al salario di chi, nonostante tutto, ha anche messo a disposizione i propri mezzi per lavorare e supportare l’Azienda. E’ vero, possiamo anche sacrificarci, per “aiutare l’Azienda”...ma deve essere data ad ognuno la possibilità di farlo secondo le proprie di possibilità...non solo a quadri e dirigenti.

Condivido con voi tutti ciò che ho risposto al resoconto che l’Azienda ci ha fatto pervenire dopo l’incontro. Attendiamo, insieme, la prossima convocazione. Serenetta Monti (RSU/USI Zètema e dirigente sindacale ...in trincea)


Mail inviata il 20/4:ai responsabili aziendali di Zètema alle Rsu e alle altre OO.SS.

“Gentile dr.ssa Di Cicco, gentili tutti, la mia risposta la metto in lettura a tutti perché altro non è che la rappresentazione che ritengo utile condividere, per opportuna conoscenza, con tutte le altre RSU che non hanno potuto partecipare in videoconferenza vista la delegazione ristretta, delle considerazioni che ho fatto in qualità di RSU USI durante la riunione medesima.

Vorrei premettere che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria (fatto salvo il tavolo – sempre in modalità ristretta- tenutosi il 9/3 u.s.) la sessione da remoto tenutasi il 17 aprile è stata la prima occasione in cui l’Azienda ha “condiviso” con le OO.SS. e le due RSU presenti, la fotografia attuale.

Mi riferisco, per esempio, alle modalità di lavoro agile per alcuni settori già attivi in tal senso e le modalità per i settori in fase di avvio. Modalità che non sono state condivise in fase propedeutica e funzionale ad un’adeguata organizzazione delle turnazioni che avrebbe potuto evitare decurtazioni sulle voci di salario accessorio tra i settori coinvolti.

Vorrei, infatti, iniziare dal tema dello smart working per chi sta in biglietteria. E’ emerso, durante la discussione, che i lavoratori avrebbero chiesto di non lavorare la domenica. Puntualizzazione che ha voluto fare la dr.ssa Rubino, quando si è sollevato il tema delle indennità dovute o no.

A meno che non ci si riferisca alle richieste promosse dai lavoratori durante le aperture “normali”, però, a me non risulta che in fase di avvio dello smart working, gli stessi, abbiano chiesto, collettivamente, all’Azienda di non svolgere la turnazione anche di domenica. Mi risulta, viceversa, che, il 5/4 u.s., la loro referente (Laura Silvestro) abbia inviato una mail con le prime istruzioni che recitavano quanto segue:”Come già detto il lavoro mantiene invariate le stesse turnazioni, continuiamo ad erogare il servizio nei giorni e negli orari previsti da contratto anche se in modalità differente” .

Ritengo, quindi, necessario un chiarimento da parte dell’azienda in merito l’organizzazione dei turni dei lavoratori di biglietteria e quadro complessivo di ciò che intende erogare per la prestazione svolta. A tal riguardo, credo sia necessario, inoltre, ricevere il dettaglio di tutti i settori coinvolti (ormai la quasi totalità) per verificare le indennità di cui lavoratori e lavoratrici continuano a mantenere il diritto. Durante la discussione del 17/4, infatti, si è parlato di “richieste della committenza” che l’Azienda non ha ancora condiviso con il Tavolo RSU (TUTTO), nonostante io stessa abbia promosso ufficialmente tale richiesta. Ci si trova, quindi, oggi, a dover ragionare su eventuali decurtazioni senza neanche sapere le richieste effettive dell’Amministrazione Capitolina.

In merito i buoni pasto, invece, per i quali il dr. Taglizcozzo, inizialmente aveva parlato di un allineamento con quanto fatto dall’Amministrazione Capitolina, ribadisco la necessità di rispettare il dettato del D.L. 18 del 17/3/2020 e la successiva circolare 2/2020 della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ministro della P.A.) in merito il “confronto con le Organizzazioni Sindacali”. Non ci è stato comunicato che tipo di destinazione avrebbero i “risparmi” derivanti da un'eventuale non corresponsione. Come RSU/USI avevo proposto anche un’alternativa: quella di chiedere l’adesione volontaria di TUTTI i lavoratori come accade, in occasioni più spiacevoli, con “donazioni” di ore o giornate di lavoro. A maggior ragione, quando è emerso che l’eventuale non corresponsione del buono pasto, non sarebbe andata in beneficenza, ma sarebbe finita accantonata per eventuali esigenze aziendali, onde evitare il ricorso ad ammortizzatori sociali.

Vorrei sottolineare che i lavoratori non hanno potuto scegliere e hanno aderito al lavoro agile, mettendo a disposizione i propri strumenti e connessioni. Il che ha anche rappresentato un risparmio per l’Azienda. Nella maggior parte dei casi si sono anche mantenuti gli orari giornalieri svolti comunemente, quindi, il minimo sarebbe stato dare indicazioni certe sulle eventuali variazioni salariali che si sarebbero subite.

Attendo, inoltre, che l’Azienda comunichi la destinazione delle somme accantonate mediante la donazione volontaria di una percentuale variabile delle retribuzioni di dirigenti e quadri. Credo, infatti, che si dovrà capire se, in rapporto alla consistenza delle retribuzioni di un comune impiegato (decurtate per decisione aziendale e non su offerta volontaria dello stesso di un sostegno all’Azienda per cui lavora) rispetto alle donazioni volontarie di quadri e dirigenti, l’Azienda avrà realmente tutelato gli anelli più deboli della catena.

Sono sicura che le azioni ad oggi intraprese di implementazione tecnologica da parte dell’Azienda per mettere in condizione di lavorare in sicurezza anche i lavoratori del Call Center siano le basi per un impegno da mantenere anche in futuro anche quando si attuerà una riapertura parziale o complessiva. E tale visione a lunga scadenza deve accompagnare tutti i settori oggi coinvolti nello Smart Working. Occorrerà in tal senso un confronto periodico e puntuale del Tavolo RSU per affrontare insieme una corretta gestione e pianificazione.

E’ per questo che ribadisco quanto chiesto durante la riunione del 17/4 di ripristinare il Tavolo RSU al completo, anche nelle riunioni da remoto: la piattaforma è in grado di reggere tutti i partecipanti e le decisioni da prendere sarebbero legittimate dalla presenza degli RSU, eletti dai lavoratori. Faccio notare che nel tavolo del 17/4 le uniche RSU presenti erano la sottoscritta per l’USI ed Enrico Vizzaccaro per la CISL. Le altre segreterie hanno inviato i loro delegati: per UGL Amedeo Gismondi, Per Uil Stefano Rufo e per la CGIL Valeria Giunta che devo ringraziare per avere rilanciato quanto avevo proposto all’Azienda ed alla RSU tutta il 23/3 u.s. per consentire l’avvio dello smart working del settore di Assistenza di sala, coordinamento etc.:” Per il settore museale, sarebbe bastato predisporre delle dispense formative con eventuali test.”. Ogni azione utile a consentire in questa fase a mettere in sicurezza i lavoratori è fondamentale. Ed è una battaglia in cui, da sempre, l’USI è in prima linea.

A riguardo vorrei capire se ci siano stati nuovi investimenti o si stia mettendo a frutto ciò che l’Azienda aveva concordato per ottenere le risorse mediante il fondo FORTE. Chiedo, inoltre, di conoscere quanto sia venuto a costare l’acquisto di mascherine ad oggi e come intenda regolarsi per le future forniture l’Azienda, visto che, seppur lavabili, quelle consegnate, avranno comunque una soglia di deterioramento ancora non comunicata.

Certa comprenderà la necessità, ora più che mai, di interlocuzioni chiare e trasparenti, porgo cordiali saluti. Serenetta Monti (RSU/USI Zètema).

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