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QUALE FASE 2 PER FARMACAP?

(1 Maggio 2020)

farmacap

Con il DPCM del 26 aprile, si da avvio alla cosiddetta "fase 2", a decorrere dal prossimo 4 maggio. Una seconda fase che si avvia più per necessità produttive, che altro, considerando che l'emergenza da COVID-19 è tutt' altro che superata e il conteggio dei morti, purtroppo, continua a salire.
La fase 2 porterà in ogni caso "a maggiori aperture", ma come si traduce tutto questo per Farmacap?
E soprattutto, Farmacap in quale fase sta?
Nonostante come RSA, avessimo inoltrato richieste di confronto per la gestione dell'emergenza fin dall'inizio (il 10 marzo la prima richiesta e l’ultima di 2 giorni fa), nonostante la legge abbia previsto l'attivazione di un apposito comitato tra sindacati e azienda, anche alla luce dell' ultimissimo DPCM, che aggiorna le disposizioni relative alla sicurezza nei posti di lavoro, veniamo a conoscenza solo oggi, a 2 mesi dall’inizio dell’epidemia, di una disponibilità al confronto da parte del DG. Una disponibilità che rimane parziale, visto il rifiuto della consultazione con gli RLS (espressamente richiesta dagli stessi), con la motivazione di un mancato “riconoscimento” aziendale, che semplicemente non sussiste ed è da considerarsi solo inadempienza datoriale, a dare corso a precisi obblighi di legge.
Alla luce di tutto questo, dopo un mese e mezzo di piena emergenza, dove sono le mascherine per le lavoratrici e i lavoratori, farmacisti in primis?
È necessario precisare che le mascherine chirurgiche servono a proteggere gli altri ma non se stessi. Ha quindi senso usarle solo se in farmacia tutti gli addetti e l’utenza che vi accede le indossano. Viceversa, al fine di prevenire quanto più possibile il contagio, dovrebbero essere fornite a chi lavora direttamente a contatto col pubblico, mascherine protettive "per se stessi" sicuramente, oltre che per gli altri, quindi mascherine FFP3 o almeno, FFP2, (con tutte le certificazioni), fornite in quantità tali da avere almeno 1 mascherina pro-capite, disponibile per ogni turno di lavoro.
Ad oggi questa tipologia di mascherine è stata fornita in quantità irrisorie (5 mascherine totali dall'inizio dell'emergenza per ciascun/a farmacista).
L'Azienda pensa di "tamponare" con semplici mascherine "chirurgiche" o peggio ancora, con le mascherine in tessuto fornite gratuitamente dalla protezione civile (quelle che bisognava meritarsi)?
E le pulizie? Vengono effettuate "tutti" i giorni e per 2 volte al giorno (come già indicato dal DPCM del 14 aprile)?
E le sanificazioni? Ne è bastata una per sempre, o andrebbero effettuate, se non giornalmente almeno a cadenza ravvicinata, per ogni singola sede?
Mancano inoltre le mascherine da distribuire all'utenza. Continuiamo a rincorrere i grossisti, tutti i giorni e con scarsi risultati. Tutto a discapito della cittadinanza e del buon nome dell'Azienda pubblica, con rischi anche per il personale farmacista, che rischia di essere aggredito proprio a causa di tali carenze (purtroppo è già accaduto).
L’inadempienza a 360° dell’Azienda è stata coperta ad oggi dalla buona volontà del personale, che sempre con grande dedizione e professionalità, si è adoperato affinché tutte le carenze aziendali, ben oltre quelle elencate, non venissero percepite dall'utenza. Ciononostante alla richiesta di una pianificazione temporale per l’erogazione di un premio alle/i farmaciste/i che sono rimaste/i “in prima linea”, non c’è stata nessuna risposta, col paradosso di posticipare l’erogazione del bonus di 100 euro previsti dal Governo a dicembre, limite ultimo per l'erogazione.
Infine oggi è arrivata una richiesta alle/i dipendenti di formulare una pianificazione delle ferie estive, già entro il 18 maggio, senza che sia stato fornito preliminarmente il calendario estivo di chiusura (o di apertura) delle farmacie. Inoltre è evidente che con l’epidemia in corso, senza ulteriori precisazioni rispetto alle scelte governative future, il termine del 18 maggio sia privo di senso.
In conclusione: le risposte mancano, la sicurezza pure e i problemi rimangono tutti. Per questo invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori, a segnalare le situazioni di pericolo e le carenze relative alle misure di prevenzione, all’apposito indirizzo email indicato dalle RLS in una precedente comunicazione.

RICHIEDIAMO, ANCORA UNA VOLTA, UN ATTO DI RESPONSABILTA’ ALLA DIRIGENZA AZIENDALE, PER UNA CONCRETA GESTIONE CONDIVISA DELL’EMERGENZA.
RICHIESTA CHE ESTENDIAMO ALLE ISTITUZIONI DI ROMA CAPITALE, ALLA SINDACA RAGGI, ALL’ASSEMBLEA CAPITOLINA, ALLA GIUNTA, CHE, IN QUANTO ESPRESSIONE DELLA PROPRIETÀ PUBBLICA DI FARMACAP, HANNO IL DOVERE DI VIGILARE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DI LAVORATRICI/ORI E DELLA CITTADINANZA, COME DEL BUON ANDAMENTO DEI SERVIZI.

BUON 1° MAGGIO!

RSA FILCAMS-CGIL, FISCASCAT-CISL, UILTuCS-UIL, USI

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