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(2 Maggio 2012) Enzo Apicella
A Torino contestato Piero Fassino al corteo del primo maggio. La polizia interviene con una carica pesante e immotivata.

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MOBILITAZIONE PERMANENTE CONTRO LA MACCHINA DI CONTROLLO DEL VICINATO, LA RETE DI SPIONI DI QUARTIERE VOLUTA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

(22 Maggio 2020)

casa rossa

Una rete di spie organizzate con tanto di coordinatori, quartiere per quartiere, che terranno rapporti con le Forze dell’Ordine e l’amministrazione cittadina, inizierà la sua attività a fine giugno in alcune zone popolari della nostra città, da San Martino a San Giacomo, dalla zona Peep a Pontebari. “Zona di controllo del vicinato” il nome della milizia volontaria per la sicurezza spoletina del XXI secolo; un titolo che è tutto un programma, simboleggiato da un uomo in divisa che signoreggia al centro di una famiglia.

Questo è quanto ci rivela un giovanotto di Forza Italia, consigliere comunale, che sta lavorando all’operazione.

Inquietante è dir poco. Si tratta di una manifestazione di quello Stato di Polizia, non semplice da far nascere per la naturale opposizione popolare, i cui sostenitori cercano di sfruttare le paure derivate dalla pandemia per far passare un sistema di limitazione delle libertà individuali, da tempo obiettivo e desiderio di tutte le destre italiane che mirano a una svolta autoritaria.

Potremmo porre il problema della legittimità di tutto questo ma non ci basta e non ci serve, perché la vera questione è a quale società allude un apparato di spioni di quartiere confidenti delle forze di polizia.

Quasi cento anni fa nel triste ventennio fascista si iniziò con la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, per poi passare all’OVRA (Opera Vigilanza Repressione Antifascismo) e finire col vendere ebrei e oppositori politici destinati ai campi di sterminio per 1500 lire a soffiata.

Questa macchina di “controllo del vicinato”, ci informa il giovanotto del partito del pluricondannato Berlusconi, è in gestazione dal 2018, proposta dagli stessi soggetti politici che nelle sceneggiate televisive nazionali gridano contro il giustizialismo del governo solo per falsa propaganda di parte.

Si tratta di un meccanismo di criminalizzazione sociale e politica.

Ci opporremo fin da subito, in modo sistematico e continuato a questa macchina del sospetto e della vendetta messa in piedi dal potere politico locale. Fin da adesso chiediamo con forza di conoscere i nomi dei coordinatori e degli appartenenti ai gruppi di controllo del vicinato: controllare i controllori è la prima misura per impedire di finire tra le maglie di delatori e confidenti. Diamo poi appuntamento in piazza ai tanti che non ci stanno a essere controllati da altri cittadini organizzati dal potere politico, tra pochi giorni, appena si sarà deciso tutti insieme come rispondere a questa gravissima provocazione politica.

Associazione culturale Casa Rossa Spoleto

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