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BREVE RESOCONTO DELL'ASSEMBLEA DEL CLA DI DOMENICA 31 MAGGIO 2020

(8 Giugno 2020)

fronte unico bla bla bla n. 3

L'assemblea ha visto la presenza di circa 60 compagni e compagne.

L'intervento introduttivo è stato seguito da 16 interventi. Ha ripercorso le ragioni per cui è nato il Coordinamento: l' ”emergenza sindacale”, per porre rimedio alla frantumazione, alle azioni separate e in concorrenza, per l'unità d'azione al di sopra delle sigle e contro le divisioni; ha ripercorso cosa ha caratterizzato l'attività del Coordinamento: il sostegno concreto alle lotte, l'attività contro la repressione e soprattutto il campo della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio e di come l'emergenza da pandemia, con la sua portata di devastazione e di morti fra la popolazione e fra i lavoratori della sanità, ne abbia confermato la giustezza e la necessità.

Daniela, dell'Associazione dei familiari della strage di Viareggio del 29 giugno 2009, ha contribuito, con il suo intervento, riportando la battaglia per la la sicurezza e la verità, che dura da quasi 11 anni e facendo l'appello all'unità necessaria tra familiari e lavoratori.

È stato sottolineato, insieme ai sanitari morti sul lavoro (210 in circa 3 mesi), il continuo stillicidio dei morti sul lavoro che hanno ripreso a succedersi al ritmo di 3-4 al giorno, come i morti da amianto (6.000 all'anno) o da inquinamento che sono la cifra richiesta dal capitale per l'accumulo del profitto.

Gli interventi che si sono succeduti hanno messo in luce le difficoltà che devono affrontare i delegati e gli attivisti nei posti di lavoro, sia prima che, ancora di più, durante la pandemia, come la repressione aziendale, fino al licenziamento, verso coloro che chiedono le misure di sicurezza per i lavoratori, o reclamano i diritti.

Altri le difficoltà che hanno a coinvolgere i lavoratori, a far loro capire che le misure padronali e governative, con l'avvallo dei sindacati di regime, anche quando paiono portare loro qualche vantaggio, sono dirette, nel medio e lungo periodo, a stravolgere la loro vita, ad aumentare lo sfruttamento e le divisioni fra i lavoratori per togliere ostacoli agli obiettivi della classe dominante: a questo proposito più di un intervento ha denunciato l'uso massiccio del lavoro agile, o smart working, come della “didattica a distanza”, come mezzo da utilizzare anche nel prosieguo per abbattere i costi, dilatare l'orario di lavoro e diminuire il salario, fino ad estendere il lavoro a cottimo, smembrando la socialità fra lavoratori (come quella fra insegnanti e alunni e anche sanitari e pazienti), base per l'organizzazione della classe.

Tutti gli interventi hanno denunciato le divisioni esistenti all'interno del sindacalismo di base, la necessità di superare questa separazione, per poter acquistare più forza sia nel proprio specifico (posto di lavoro o territorio) e superare l'isolamento, sia a livello generale, come classe lavoratrice.
Molte realtà si stanno organizzando in questo periodo, e questo è un fatto positivo. Come Coordinamento così siamo nati, cercando la massima unità con altre realtà che si muovono sul terreno sindacale, siamo per il confronto, la partecipazione, per costruire l'unità, che fa la forza. Se vogliamo strappare risultati dobbiamo puntare all'unità, solidarietà, organizzazione e mobilitazione, altrimenti le nostre parole rimangono buoni propositi.

Come Coordinamento abbiamo avanzato queste proposte:

- costituire un gruppo di lavoro sulla sanità (le condizioni dei lavoratori, la devastazione della sanità, le conseguenze nella pandemia, i morti fra lavoratori e nella popolazione, la situazione attuale e futura che dobbiamo contrastare con la lotta e lo studio, sia nelle varie realtà, sia a livello nazionale);

- costituire un gruppo di lavoro su sicurezza/salute e repressione/solidarietà: questo campo è fondamentale, da una parte le morti e gli infortuni quotidiani nei luoghi di lavoro, i morti da lavoro (da amianto, da altre nocività e malattie professionali), le stragi come quella di Viareggio, della Thyssen o del Ponte Morandi (e le altre innumerevoli stragi italiane), la devastazione ambientale; dall'altra la ferocia padronale e di stato contro coloro che si organizzano e mobilitano per la difesa della vita e i diritti di tutti/e.

Crediamo di dover rafforzarci su questi contenuti, che costituiscono l'anello debole della classe dominante, dal momento che è costretta a chiedere la vita dei lavoratori, di settori popolari per mantenere il proprio sistema, la loro ferita aperta che fanno di tutto per nascondere: questo acquistare forza ci permetterà, condividendo esperienze e competenze, di riguadagnare quella credibilità nella classe che la frantumazione ha tolto a tutti;
- continuare sempre più e sempre meglio, nel sostegno concreto, ricercando l'unità con quanti sono disponibili, alle lotte che si esprimono sul territorio;
- un'assemblea “dal vivo” il 27 giugno a Firenze.

Domenica 7 giugno 2020

Coordinamento Lavoratori/Lavoratrici Autoconvocati per l’Unità della Classe

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