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Prima le donne e i bambini

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(22 Febbraio 2009) Enzo Apicella

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(Lotte operaie nella crisi)

La classe dei capitalisti prepara l’offensiva finale ai diritti dei lavoratori

(18 Giugno 2020)

sede confindustria 2

Roma, quartiere EUR: la sede nazionale della Confindustria

Nei piani dei padroni la stagione di crisi che si preannuncia dovrà essere il capolinea dove i lavoratori scenderanno dall’ormai malandato tram dei diritti che sono stati abbattuti uno dopo l’altro dai governi borghesi, sia di centrosinistra, sia di centrodestra, sia “tecnici”.

L’offensiva padronale, con la compiacenza dei capi dei sindacati di regime, mira a dare il colpo di grazia agli ultimi rimasti. Finita la cassa integrazione ci saranno licenziamenti a catena, come ha preannunciato Confindustria. Ma per chi rimane in produzione, in caso di ordini,si cancelleranno anche le ferie, mentre “lor signori” se la godono sugli yacht. Questo hanno dichiarato gli imprenditori lombardi e veneti,mentre Landini “non chiude la porta a questa proposta”.

Ci manca solo che si dica che i lavoratori sono la causa della pandemia e quindi devono espiare e siamo a posto.

Come se i due mesi di stop forzato fossero passati da lavoratori e lavoratrici comodamente seduti sulla sdraio in riva al mare, come se operai e operaie non avessero visto i salari falcidiati, che per alcune categorie sono già da fame e per le altre sono al limite della sopravvivenza, salari per di più decurtati dalla cassa integrazione.

E quei lavoratori e lavoratrici che invece hanno continuato a lavorare con gravi rischi durante la pandemia, forse anche loro dovranno espiare la colpa degli scarsi profitti dei padroni?

Il sogno padronale del lavoratore “usa e getta”, completamente asservito alle esigenze dei capitalisti è quasi compiuto….

Se non ci alzeremo in piedi, dovremo aspettarci il colpo finale ai nostri elementari diritti. I padroni vogliono renderci schiavi senza alcuna dignità, metterci in una gabbia nella quale o ti adatti a tutte le loro imposizioni, a condizioni di lavoro infernali, a orari senza limite, riduzioni salariali, flessibilità totale, mancanza di sicurezza, oppure vai a casa e crepi te e la tua famiglia.

Mentre centinaia di miliardi che arriveranno dallo Stato e dalla UE saranno preda delle grandi imprese, che già preparanola tavola imbandita per gli azionisti, per i proletari non ci saranno neanche più le briciole, ma solo altri sacrifici e manganellate.

Ecco come la classe proprietaria dei mezzi di produzione vuole uscire dalla crisi: scaricandola interamente sulle nostre spalle, aumentando lo sfruttamento, l’ingiustizia e l’oppressione sociale.

Diciamo basta al confinamento della lotta operaia, riprendiamo l’azione collettiva per rifiutarci di pagare la crisi, diamo una forma organizzata alla resistenza di classe, uniamo le forze nella prospettiva di una rottura rivoluzionaria con questo sistema di rapina, di arbitrio e di violenza esercitata su chi produce tutta la ricchezza della società!



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