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Negli ultimi 150 anni, il riscaldamento globale ha più che annullato 6.000 anni di raffreddamento globale

(2 Luglio 2020)

L'ultima volta che la temperatura globale è stata di 1° C al di sopra di quella del XIX secolo risale a 125.000 anni fa

northern arizona university

Secondo lo studio “Holocene global mean surface temperature, a multi-method reconstruction approach”, pubblicato su Scientific Data di Nature Research da un team di ricercatori statunitensi e svizzeri, «Negli ultimi 150 anni, il riscaldamento globale ha più che annullato il raffreddamento globale verificatosi negli ultimi sei millenni».

Alla School of Earth and Sustainability (SES) della Northern Arizona University che ha guidato lo studio dicono che «I risultati mostrano che il raffreddamento globale su scala millenaria è iniziato circa 6.500 anni fa, quando la temperatura globale media a lungo termine ha raggiunto un massimo di circa 0,7 gradi C rispetto alla metà del XIX secolo. Da allora, l’accelerazione delle emissioni di gas serra ha contribuito a temperature medie globali che ora superano di 1 grado centigrado quelle della metà del XIX secolo».

Per ricostruire la temperatura media globale durante l’Olocene, il periodo successivo all’era glaciale, a partire da circa 12.000 anni fa, Il team ha lavorato in collaborazione con scienziati di istituti di ricerca di tutto il mondo e il principale autore dello studio, Darrell Kaufman della SES, spiega che «Prima del riscaldamento globale, c’era il raffreddamento globale. lavori precedenti hanno dimostrato in modo convincente che il mondo si è raffreddato naturalmente e lentamente per almeno 1.000 anni prima della metà del XIX secolo, quando la temperatura media globale ha invertito il corso insieme all’accumulo di gas serra. Questo studio, basato su una nuova importante raccolta di dati paleoclimatici pubblicati precedentemente, insieme a nuove analisi statistiche, mostra con più sicurezza che mai che il raffreddamento globale su scala millenaria è iniziato circa 6.500 anni fa». ”

All’inizio di quest’anno, un gruppo internazionale di 93 scienziati paleoclimatici provenienti da 23 Paesi, guidati anche dalla della Northern Arizona University Kaufman, aveva pubblicato, sempre su Scientific Data, lo studio “A global database of Holocene paleotemperature records”, la serie più completa di dati paleoclimatici mai raccolti negli ultimi 12.000 anni, mettendo insieme 1.319 dataset basati su campioni prelevati da 679 siti in tutto il mondo. In ogni sito, i ricercatori hanno analizzato prove ecologiche, geochimiche e biofisiche provenienti sia da ambienti marini che terrestri, come depositi lacustri, sedimenti marini, torba e carote di ghiaccio dei ghiacciai, per trovare i cambiamenti di temperatura nel passatoi. Un lavoro al quale hanno partecipato per molti decenni moltissimi scienziati di tutto il che hanno condotto la ricerca di base che ha contribuito a questo database globale.

Un altro autore dello studio, Michael Erb dellsa SES, che ha analizzato le ricostruzioni della temperatura globale, evidenzia che «La velocità di raffreddamento che seguiva un picco del calore era lieve, solo di circa 0,1° C per 1.000 anni. Questo raffreddamento sembra essere guidato da cicli lenti nell’orbita terrestre, che hanno ridotto la quantità di luce solare estiva nell’emisfero settentrionale, culminando nella “Piccola era glaciale” degli ultimi secoli».

Ma alla metà del XIX secolo, il riscaldamento globale è salito a circa 1° C, suggerendo che la temperatura media globale dell’ultimo decennio (2010-2019) è stata più calda che mai durante l’attuale periodo post-glaciale.

Un altro ricercatore della SES che ha partecipato allo studio, Nicholas McKay, che ha sviluppato alcuni degli approcci statistici per la sintesi dei dati provenienti da tutto il mondo, osserva che «I singoli decenni non vengono risolti nella ricostruzione della temperatura lungo 12.000 anni, rendendo difficile il confronto con qualsiasi decennio recente. D’altra parte, l’ultimo decennio è stato probabilmente più freddo di quello che saranno le temperature medie per il resto di questo secolo e oltre, che molto probabilmente continueranno a superare gli 1° C al di sopra delle temperature preindustriali».

Per Kaufman, «E’ possibile che l’ultima volta che la temperatura globale media sia stata di 1° C aldi sopra di quella del XIX secolo lo sia stata precedentemente all’ultima era glaciale, all’incirca 125.000 anni fa quando il livello del mare era di circa 20 piedi più alto di oggi».

Cody Routson, l’altro autore dello studio del team SES, conclude: «Lo studio dei modelli delle variazioni naturali della temperatura nello spazio e nel tempo ci aiuta a comprendere e quantificare i processi che causano il cambiamento climatico, il che è importante mentre ci prepariamo per l’intera gamma di futuri cambiamenti climatici dovuti a cause sia umane che naturali. Il nostro clima futuro dipenderà in gran parte dall’influenza dei fattori umani, in particolare dall’accumulo di gas serra. Tuttavia, anche il clima futuro sarà influenzato da fattori naturali e sarà complicato dalla variabilità naturale all’interno del sistema climatico. Le future proiezioni dei cambiamenti climatici saranno migliorate attraverso una migliore contabilizzazione dei fattori sia antropogenici che naturali».

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