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Ventiquattro ore senza di noi

Ventiquattro ore senza di noi

(1 Marzo 2010) Enzo Apicella
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RSU USI Zètema: intervento e documento con osservazioni dopo incontro sindacale del 2 luglio 2020

(6 Luglio 2020)

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Care/i colleghe/i, di seguito ed in allegato documento che ho prodotto in azienda a seguito del Tavolo RSU tenutosi il 2/7 u.s. Non ho predisposto un comunicato sintetico, perché dopo un lungo periodo di tavoli sindacali a singhiozzo, in quest’ultimo si sono dovute affrontare molte tematiche rimaste in sospeso. Vi auguro una buona lettura e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Serenetta Monti (RSU/USI)

“Gentile dr. Tagliacozzo, poiché in sede di Tavolo RSU non ho ricevuto risposte alle diverse istanze evidenziate, ritengo opportuno rimettere in fila quanto da me segnalato, onde evitare di perdere informazioni.

- In merito al piano ferie, come ricorderà non l’ho sottoscritto neanche l’anno scorso. Non starò qui ad elencare le motivazioni dello scorso anno, ma ne aggiungo altre:a) il ritardo rispetto quanto dettato nel CCNL Federculture che prevede tale discussione entro il mese di aprile; b) il fatto che alcuni lavoratori abbiano già (giustamente) presentato il piano ferie ed ottenuto le autorizzazioni, tanto che alcuni sono già in ferie; c) il fatto che l’Azienda continui a volere applicare la chiusura aziendale, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria ed in netto contrasto con quanto dichiarato (durante la discussione al tavolo RSU) relativamente l’esigenza, aziendale, di avere i lavoratori “presenti nelle sedi” (tanto da avere rifiutato, salvo casi eccezionalissimi...a discrezione aziendale, le aspettative non retribuite, richieste da alcuni lavoratori e lavoratrici).

- Rispetto l’Area Turismo, ho fatto presente la difficoltà dei lavoratori dei TIP a dover adempiere alla richiesta aziendale di “straordinario obbligatorio”, quando, nel periodo estivo vengono prolungate di un’ora le aperture di alcuni siti. Evento che per ora è posticipato a causa delle ridotte affluenze turistiche ma che si riproporrà. Lo straordinario è uno strumento utile ad ambo le parti (lavoratore ed azienda) e come tale va concordato, non imposto. Laddove i lavoratori danno la disponibilità, ne beneficiano sia l’azienda che il lavoratore stesso, ma l’azienda non può imporre al lavoratore di rimanere un’ora in più senza il suo consenso. Spero che questo sia chiaro per il futuro, perché sono stata contattata da più colleghi su questo tema. Ho espresso anche la mia preoccupazione rispetto la prospettiva legata all’apertura del nuovo punto presso la stazione Termini, perché, mentre nel disciplinare “Turismo” relativo gli impegni collegati al nuovo Contratto di Servizio si parlava di “apertura” entro l’estate 2020, il dr. Capone si è lasciato scappare “entro la fine del 2020”, sicuramente non rispettabile. Resta quindi la nebulosità relativa una prospettiva realistica sull’apertura di questo punto per la quale chiedo notizie certe.

Per quanto riguarda, invece, la promiscuità con cui si è pensato di rendere in qualche modo “polivalenti” i lavoratori dell’area turismo, utilizzando i lavoratori dei TIP come utili sostituti dei lavoratori del call center, come rappresentanti dei lavoratori, siamo venuti a conoscenza di interlocuzioni avvenute tra l’Azienda ed il Dipartimento Turismo, solo durante il tavolo RSU del 2/7 u.s.. Interlocuzioni durante le quali l’Azienda si è impegnata con il Dipartimento senza ritenere opportuno condividere con le OO.SS. e la RSU tutta la possibilità di tali spostamenti.

Come ho avuto modo di esporLe al tavolo, come RSU USI, non sono propensa a vedere lavoratori utilizzati come “tuttofare”, neanche fossimo al “MC DONALD”, ma, con una corretta e trasparente comunicazione avremmo potuto dare, tutti, contributi utili al raggiungimento di una soluzione. Aggiungo, inoltre, che, gli spostamenti in oggetto, non sono stati neanche formalizzati con Ordini di Servizio (come accade troppo spesso in quest’area) ma solo mediante comunicazioni telefoniche o attraverso strumenti di messaggistica (con tutto quel che ne avrebbe potuto conseguire in termini di assicurazione INAIL) che non hanno alcun valore e che talvolta arrivano ai lavoratori o all’ultimo minuto o persino in giorni di riposo. Ricordo che a riguardo, essendo questa una pratica, oltre che irrispettosa delle vite private dei lavoratori, anche non consentita per legge, ho attivato le procedure della DCC 135/2000 e relativo regolamento attuativo (DCC 259/2005) presso l’Osservatorio Comunale sul Lavoro ed a seguito delle quali ancora sono in attesa delle risposte da parte aziendale di quanto denunciato.

Tra l’altro, come detto in sede di tavolo, il fatto che la formazione “on the job” sia stata fatta dai colleghi del call, anziché dai tre responsabili dell’area, ha sicuramente prodotto ore in meno al telefono per il collega che andava a formare, con tutto quel che ne è potuto conseguire rispetto i tempi di attesa dell’utenza. E proprio per i lavoratori del call center non c’è stata da parte dell’Azienda una risposta netta rispetto la richiesta di erogare un incentivo straordinario, legato al surplus lavorativo che hanno dovuto svolgere, prendendo le prenotazioni per tutto, indistintamente. Attendo, quindi, di sapere cosa ha prodotto la riflessione che ha voluto fare l’Azienda a riguardo.

- Per il reperimento delle sale regia, alla luce del fatto che è risultato evidente che, su circa 27 partecipanti, la quasi totalità appartenga all’area museale, urge capire la posizione di Roma Capitale in merito il Piano industriale depositato da Zètema in cui, stando a quanto comunicato da Lei al tavolo, dovrebbe essere contenuta l’opzione di accedere alle graduatorie concorsuali ad oggi vigenti.

- In merito DPI certificati (mascherine) da consegnare ai dipendenti, aspetto ancora la risposta FORMALE dell’Azienda visto che durante il Tavolo RSU Lei ha comunicato che quelle consegnate fino ad ora, sono in corso di certificazione, e che, nelle more della certificazione medesima verranno consegnate quelle donate dall’A.S. Roma già certificate.

- Rispetto le Biblioteche, sono stata costretta ad evidenziare il fatto che, quando è stata richiesta dalla sottoscritta e dalla RSU CISL Enrico Vizzaccaro, la possibilità di svolgere co-working, anche assieme allo smart working, l’Azienda non ha acconsentito. Quando, però, la richiesta di avere personale è stata mossa dall’Istituzione Biblioteche, allora è diventato possibile svolgere il co-working (scegliere una sede vicino la propria residenza/domicilio). Richiesta peraltro comprensibilissima ed in linea con il D.L. Rilancio che, tra le modalità utili, come misure anti- covid 19, evidenzia l’importanza degli spostamenti casa-lavoro, ribadendo l’obbligo per i mobility manager a redigere il piano di mobilità aziendale sostenibile entro il 31/12 di ogni anno. Come richiesto al Tavolo RSU, quindi, auspico che l’Azienda possa interloquire con l’Istituzione Biblioteche riguardo eventuali richieste che dovessero arrivare da lavoratori e lavoratrici in merito a degli avvicinamenti, perché questo sarebbe il momento opportuno. Ed in merito interlocuzioni con l’Istituzione Biblioteche, ribadisco la necessità di chiarire (laddove servisse ancora) che i lavoratori Zètema dipendono da responsabili Zètema ed a loro rispondono. Pertanto, situazioni ambigue che vedono lavoratori e lavoratrici che si sentono costretti a rispondere direttamente a responsabili dell’Istituzione, devono essere vigilate e chiarite, sempre!, onde evitare problemi e disagi ai lavoratori coinvolti.

- Buoni pasto decurtati periodo lockdown lavoratori in smart working. Ribadisco l’esigenza di allineare la strategia aziendale con quella di Roma Capitale che ha sottoscritto un accordo con le OO.SS. e le RSU per restituirli a partire dal Primo aprile scorso. Pur rendendomi conto che l’Azienda abbia già discusso un budget con Roma Capitale, ritengo necessario mettere in preventivo la restituzione dei buoni pasto, sottoscrivendo un accordo sindacale che si rifà alla procedura che Zètema ha utilizzato (e utilizza ad oggi) relativa la verifica della “presenza” mediante HR e reportistica quotidiana. Stante la rigidità aziendale, in qualche modo supportata dagli assessori competenti (Bergamo e Lemmetti che si permettono di lanciare “provocazioni” inerenti lo spettro di una cassa integrazione se variassero gli attuali assetti economici tesi “all’austerity”, per cui bisogna “tener fermi i conti”), Le comunico che attiverò gli organismi competenti, chiedendo chiarimenti anche sul fatto che per tenere fermi i conti si tolgano buoni pasto a lavoratori, mentre vengono attivate collaborazioni da decine di migliaia di euro l’anno, sicuramente necessarie, per carità!

- Aria condizionata in tutti i siti: a seguito della verifica effettuata sull’aggiornamento delle “Indicazioni ad interim ambienti indoor...” dell’ISS citata dal dr. Durante, che legge in cc, (del 25/5 u.s.), in merito al fatto che debbano essere sanificati gli impianti (tutti) ogni 4 settimane, ho appurato che tale modalità si applica su impianti che vengono lasciati SEMPRE accesi anche se con minor intensità nelle ore notturne, riporto il passaggio:”Negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione (Unità di Trattamento d’Aria-UTA, o Unità diVentilazione Meccanica Controllata-VMC), correttamente progettati, che movimentano aria esterna outdoor attraverso motori/ventilatori e la distribuiscono attraverso condotti e griglie/diffusori posizionati a soffitto, sulle pareti o a pavimento e consentono il ricambio dell’aria di un edificio con l’esterno, questi impianti laddove i carichi termici lo consentano, devono mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (possibilmente con un decremento dei tassi di ventilazione nelle ore notturne di non utilizzo dell’edifico o attraverso la rimodulazione degli orari di accensione/spegnimento, es. due ore prima dell’apertura o ingresso dei lavoratori e proseguire per altre due ore dopo la chiusura/non utilizzo dell’edificio). Il consiglio è di proseguire in questa fase, mantenendo lo stesso livello di protezione, eliminando, ove è possibile, la funzione di ricircolo dell’aria per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni nell’aria (batteri, virus, ecc.). In questa fase è più importante, cercare di garantire la riduzione della contaminazione dal virus SARS- CoV-2 e proteggere i lavoratori, i clienti, i visitatori e i fruitori, piuttosto che garantire il comfort termico. È ormai noto che moltissimi impianti sono stati progettati con il ricorso ad una quota di ricircolo dell’aria (misura esclusivamente legata alla riduzione dei consumi energetici dell’impianto); in tale contesto emergenziale è chiaramente necessario aumentare in modo controllato l’aria primaria in tutte le condizioni. Si consiglia, dove non è possibile disattivare tale quota di ricircolo a causa delle limitate specifiche di funzionamento legate alla progettazione, di far funzionare l’impianto adattando e rimodulando correttamente la quantità di aria primaria necessaria a tali scopi e riducendo la quota di aria di ricircolo. Se non causa problemi di sicurezza, è opportuno aprire nel corso della giornata lavorativa le finestre e i balconi per pochi minuti più volte a giorno per aumentare ulteriormente il livello di ricambio dell’aria. La decisione di operare in tal senso spetta generalmente al responsabile della struttura in accordo con il datore di lavoro.”.
Alla luce di queste indicazioni, ribadisco la necessità di verificare quali siano le iniziative relative la gestione degli impianti da parte di Roma Capitale, visto che mi risulta che gli impianti abbiano un orario di accensione e uno di spengimento, in virtù di una politica volta al risparmio energetico messa in campo, negli anni precedenti la pandemia, dalla sindaca. E’ evidente che in questo momento debbano essere seguite le linee guida dell’ISS, perché come specificato nella medesima nota “… nessun sistema di ventilazione può eliminare tutti i rischi, tuttavia, se correttamente progettato, coniugando sia i concetti di efficienza energetica sia i ricambi dell’aria, oltre ai principali riferimenti dell’OMS e quelli indicati dal GdS Inquinamento Indoor dell’ISS (troppo spesso dimenticati in fase di progettazione) e manutenuto in efficiente funzionamento, tali sistemi di ventilazione possono sicuramente essere d’aiuto per ridurre i rischi di esposizione e contaminazione dal virus.”.

- Calendarizzazione sanificazione periodica siti museali: ho chiesto di essere messa a conoscenza del calendario della sanificazione periodica in virtù del fatto che alcuni musei (per esempio i siti di Villa Torlonia, dove opero, ma non solo) siano stati ri aperti senza la medesima sanificazione effettuata presso i musei Capitolini, Ara Pacis e Palazzo Braschi, con il supporto e la collaborazione con la società LYSO FORM.

Mi rendo conto che, nel riepilogare il mio intervento al tavolo RSU si sia prodotto un lungo documento, ma ho ritenuto necessario farlo per potere ricevere le risposte relative ogni tema. Cordiali saluti".

Serenetta Monti (RSU/USI)

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