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Sei mesi di pandemia Covid-19:
che cosa è stata e che cosa prepara. In Italia e nel mondo

(8 Luglio 2020)

In allegato, l'opuscolo qui introdotto

La pandemia ha colpito un mondo che già non godeva di buona salute. O meglio, non godevano di buona salute le relazioni che dominavano il mondo. Relazioni capitaliste, fondate sulla merce, il profitto e lo sfruttamento. Condite con l’oppressione e la violenza. Sono queste relazioni la fonte del Covid-19: esse hanno rovinato l’ambiente, creando i focolai ideali per le pandemie, da Wuhan alla Padania, dove alle già precarie condizioni ambientali si sono sommate le più nocive attività industriali, un micidiale concentrato che ha generato mostri, come il disastro dell’Icmesa di Seveso (Milano), nel 1976. Un segnale allarmante, affrontato con leggi anche severe (Legge Merli, 10 maggio 1976, n. 319) ma che, via via, sono state sterilizzate dalla logica imperante di un neo-liberalismo bastardo: privatizzare i profitti e socializzare i costi, non solo le perdite... Con la scusa della «sussidiarietà» tra pubblico e privato, la spesa sanitaria andava sempre più tagliata. A favore dei privati. I nodi sono oggi arrivati al pettine.

Da qualche decennio, le relazioni economiche erano in affanno, con occasionali impennate, a solo vantaggio di minoranze sempre più ricche. Mentre le condizioni di vita e di lavoro andavano peggiorando, quasi ovunque. Di conseguenza, le relazioni sociali si facevano sempre più tese, passando attraverso diversi gradi di tensione, dagli scioperi alle manifestazioni di piazza, per finire in scontri militari che hanno alimentato, e alimentano, la dilagante guerra permanente, in cui si sono invischiati numerosi Paesi ricchi, Italia compresa.

Intanto, diventava tortuosa la gestione politica, sia nelle relazioni interne sia in quelle internazionali.

La quarantena imposta con la pandemia ha parzialmente soffocato le tensioni, soprattutto quelle sociali interne, in Europa, in America Latina e, molto parzialmente, in tutta l’area orientale, Cina compresa. Soffocato, ma non spento. Il fuoco cova sotto la cenere. Questo è lo scenario che oggi abbiamo di fronte. Più instabile di ieri. E più pericoloso. La calma apparente della quarantena imposta cela profonde fratture che minano le certezze o meglio le illusioni di ieri.

Prime a sgretolarsi sono le relazioni economiche ormai fondate sulla scommessa (la speculazione finanziaria) e sull’effimero: la moda, i beni immateriali (il cognitariato!), il turismo (solo lui vede sfumare 10miliardi, per ora)... per finire con lo spettacolo. E che ora crollano come un castello di sabbia, gettando nel marasma coloro che, fino a ieri, si erano riempiti le tasche con troppo facili guadagni.

Significativo del nuovo corso economico è il crollo del prezzo del petrolio, su cui tante sciocche leggende circolavano, fino a pochi mesi fa.

Fondata su questi fragili presupposti, si sgretola anche l’ideologia del progresso e della scienza che aveva santificato la marcia della società capitalistica. Nonostante guerre, stragi e disastri, essa era sopravvissuta grazie a qualche seducente miracolo economico che celava la realtà. E, soprattutto, celava il prezzo di sudore e sangue pagato da milioni di proletari.

Dino Erba

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