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COLOMBIA: IL GENOCIDIO POLITICO
COME STRUMENTO DI DOMINIO DI CLASSE

(26 Luglio 2020)

Dal n. 91 di "Alternativa di Classe"

Ivan duque

Ivan Duque

Dopo tre mesi di confino in tutto il territorio nazionale, gli eventi politici, sociali ed economici hanno rivelato alla gente gli interessi dell’èlite al potere in Colombia. Il popolo ha conosciuto il vero volto del regime borghese, la necropolitica. La necropolitica usa il potere economico e politico per stabilire chi vive o muore.
Nel mezzo della pandemia da Covid-19 si assiste alla pratica sinistra dell’economia della morte, tipica del sistema capitalistico, che mercifica l’essere umano, rendendolo un oggetto “usa e getta”. In Colombia sono attualmente circa 110mila i casi di contagio da covid-19 e 3800 sono i decessi. Medici e infermieri protestano duramente per la mancanza degli elementi di protezione personale negli ospedali e nelle case di cura.
Il potere politico, quello economico, quello imprenditoriale e quello criminale collaborano tra loro per massimizzare i profitti. I narcotrafficanti, legati a filo doppio con la politica borghese, sono riusciti a fare in modo che in Colombia il crimine sia accettato socialmente e culturalmente. Il saccheggio delle finanze pubbliche, l’evasione fiscale e l’omicidio dei leaders sociali sono ormai considerati una normalità. Il narcotraffico, l’estrazione mineraria illegale, il contrabbando di benzina, l’estorsione e la corruzione dell’Amministrazione pubblica impongono le loro regole in buona parte del territorio colombiano. Il lavoratore onesto è sottoposto a umiliazioni, isolamento e morte.
La società colombiana vive da più di cinquanta (50) anni in un clima di diffusione endemica della violenza. Essa si è estesa ai più diversi aspetti del vivere sociale, si manifesta in forme di delinquenza e attività illecite di ogni tipo, conseguenza di una crescente disperazione sociale, causata dalle politiche economiche borghesi, che hanno portato alla distruzione di ogni tipo di servizio pubblico ed al saccheggio delle risorse dello Stato.
La Colombia è il Paese con il record mondiale di omicidi. L'omicidio contro i leaders sindacali e sociali è la regola della lotta politica. Può capitare che vengano addirittura diffusi liberamente comunicati, in cui si offre una ricompensa a chi uccide un determinato “sovversivo”, e che gruppi armati, finanziati da industriali e commercianti, uccidano liberamente ”rifiuti sociali”. Nelle zone rurali gli “squadroni della morte” (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno VIII n. 87 a pag. 6), finanziati da industriali e agrari, ed addestrati dall'esercito, torturano ed eliminano anche semplici contadini.
Nei giorni scorsi ci sono stati diversi attacchi contro contadini e leaders sociali nei dipartimenti di Chocò, Norte de Santander, Cauca, Bolìvar e Meta. L'organizzazione nazionale indigena ONIC ha denunciato l'omicidio del leader indigeno di Agua Clara, dopo che era scomparso il 25 Giugno. Il giovane leader indigeno è stato trovato morto con chiari segni di tortura.
Nelle prime ore del mattino del 28 Giugno, a Sucre, è stato trovato morto anche Ovidio Baena, 68 anni, pensionato di Ecopetrol, leader dell'Unione Sindacale Obrera dell'industria petrolifera (USO). Secondo i suoi parenti, Baena fu attaccato da uomini sconosciuti, che entrarono nella sua fattoria, nel distretto di Macayepo. Il 27 Giugno a tarda notte è stato aggredito con bastoni, riportando gravi ferite.
Il leader sindacale fu trovato vivo dai suoi familiari e trasportato al Centro di cura del Comune di Tuluviejo, dove morì. I parenti hanno riferito di essere stati nuovamente vittimizzati, questo perché il corpo del leader sindacale non è stato accettato presso l'Istituto di Medicina legale, pochi minuti dopo la sua morte. L'inchiesta giudiziaria si è rivolta alla attività sindacale che Ovidio Baena stava svolgendo.
Il governo colombiano lo scorso Aprile ha avanzato la richiesta di una linea di credito da 11 miliardi di dollari al Fondo Monetario Internazionale (FMI), per far fronte alla pandemia da Covid-19. La Colombia deve fronteggiare la pandemia e la caduta del prezzo del petrolio, che rappresenta oltre il 9% delle entrate statali.
L'epidemia ha aggravato la crisi economica. Il Banco de la Repùblica, la Banca centrale colombiana, ha abbassato drasticamente le aspettative di crescita economica per i prossimi anni. Nella capitale Bogotà sono decine le famiglie sfrattate a causa della mancanza di reddito, che non permette più loro di pagare l'alloggio. Senza casa sono i tanti lavoratori dell'economia informale, un fenomeno molto diffuso nella capitale Bogotà.
Si chiamano “pagadiarios” le Pensioni che offrono alloggi ai lavoratori informali, si trovano principalmente nel quartiere di Santa Fe, a Bogotà. Le stanze sono grandi camerate in comune, in cui dormono decine di persone. La permanenza si paga di giorno in giorno, e chi non può pagare viene mandato via e messo per strada. A parere dei militanti sindacali, il vero problema in Colombia non è il Covid-19, ma che esiste uno scenario di povertà estrema.
Dopo lo smantellamento dei cartelli di Medellin e di Cali, avvenuto circa cinque anni fa, il controllo e la produzione della droga fu assunto da diversi piccoli gruppi, e la Colombia continua ad esportare il 75% della cocaina prodotta nel mondo. Ampi settori statali erano coinvolti nel traffico, tanto che fino al 1998 il governo colombiano veniva accusato di non collaborare al programma antidroga messo a punto dagli USA per scoraggiare ogni forma di appoggio alla guerriglia.
Ora lo Stato colombiano da una parte nega qualsiasi coinvolgimento nel traffico della droga, ma dall'altra permette che le squadre paramilitari siano finanziate e appoggiate anche pubblicamente dalla borghesia colombiana. Lo scopo è quello di impedire ogni rivendicazione di riforme agrarie, utilizzando l'assassinio, l'espropriazione e l'espulsione di migliaia di contadini.
Il movimento guerrigliero delle FARC ha portato avanti per decenni la lotta armata contro i governi della Colombia, e un tormentato accordo di pace, firmato nel 2016, dopo anni di trattative, ha favorito la progressiva smobilitazione del gruppo combattente, che si è trasformato poi in partito politico istituzionale. Una parte dei guerriglieri delle FARC non ha accettato l'accordo, e ha ripreso in mano le armi. L'intesa del 2016 ha portato alle FARC cinque seggi garantiti al Senato e cinque seggi alla Camera dei Deputati.
Il governo del presidente Ivan Duque, impegnato nella lotta contro il Covid-19, ha sospeso gli interventi previsti nell'accordo del 2016. L’Esercito di liberazione nazionale della Colombia (Eln) dal Primo Maggio ha messo fine alla tregua militare iniziata a causa della emergenza coronavirus. L’Esercito di liberazione nazionale della Colombia sostiene che il Governo non ha risposto positivamente alla sua proposta di pace e accusa il presidente Duque di aver cercato di acquisire vantaggio dal cessate il fuoco, attraverso operazioni congiunte con i gruppi paramilitari, per ottenere un maggiore controllo territoriale.
Il 27 Maggio 2020 è stato rivelato da un comunicato dell'Ambasciata statunitense e dal Ministero colombiano della difesa nazionale, che 45 uomini della 1° Brigata di assistenza alle forze di sicurezza (SFAB) sono arrivati in Colombia per sistemare la Base di Fort Benning. Questi 45 “Consiglieri” dello SFAB, che rimarranno in Colombia per diversi mesi, secondo un comunicato stampa dell'Ambasciata americana, sono nel Paese “rispettando tutti i protocolli di biosicurezza per aiutare nella lotta contro i narcotici”. Le aree di interesse di questi “Consiglieri” sono situate in 44 Comuni rurali posti in 5 regioni del Paese: Pacìfico Narinense, Catatumbo, Bajo Cauca, Arauca, Chiribiquete, e i Parchi naturali nazionali circostanti. Il Catatumbo e l'Arauca sono al confine con il Venezuela.
In Colombia continua l'opposizione di classe a un regime borghese oligarchico e corrotto, legato “mani e piedi” all'imperialismo nordamericano. Dal 2000 gli Stati Uniti hanno inviato alla Colombia più di 11 miliardi di dollari per “combattere la droga e le rivolte interne”. Ora è più che mai necessario far sorgere in Colombia e in tutta l’America latina un polo unitario, fraterno e collettivo di forze classiste e internazionaliste, che apra la via alla discussione e alle posizioni di lotta di classe intransigente di fronte al capitalismo, al nazionalismo, allo sfruttamento e all’emarginazione sociale. I lavoratori colombiani non possono farsi illusioni sui metodi “democratici”, ma devono contare solamente sulle proprie lotte autonome.

Alternativa di Classe

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