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(16 Gennaio 2012) Enzo Apicella

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L’USI NON FIRMA ACCORDI CHE RITIENE PEGGIORATIVI! MAI!

(31 Luglio 2020)

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Care/i colleghe/i, a seguito di alcuni vostri solleciti, ritengo opportuno mettervi al corrente delle motivazioni che mi hanno portata (anche quest’anno) a non sottoscrivere l’accordo sul premio produzione … e quello (mancato) del piano ferie.

Motivazioni che sono quelle già esplicitate negli anni precedenti, almeno per quel che riguarda il Premio Produzione da corrispondere, vista la chiusura positiva del 2019. Gli anni scorsi ho sempre evidenziato un passaggio che continua a persistere e che reputo estremamente vessatorio riguardante la penalità che subisce chi, oggetto di contestazione disciplinare, chiude il proprio iter con una sanzione banale come un richiamo scritto. Questa “banalità”, oltre a rimanere sancita nel curriculum vitae del lavoratore per i due anni successivi, porta ad una congrua decurtazione del premio. E, poiché, nel tempo, nonostante la solidarietà delle altre sigle, non si è riusciti a convincere l’azienda a modificare tale passaggio, conscia che, in caso di bilancio positivo, i soldi del premio produzione, l’Azienda li debba comunque erogare ai lavoratori, mi sono presa la responsabilità di non sottoscrivere accordi che reputo discriminatori e che, ad oggi, sono stati fatti oggetto di specifiche segnalazioni presso l’Osservatorio Comunale del Lavoro.

Peraltro, la parte riguardante la re distribuzione “premiale” per i lavoratori e le lavoratrici che, durante l’emergenza Covid hanno lavorato in presenza, mi solleva alcuni dubbi di legittimità contabile che ho già fatto presente all’Azienda, nella persona della dr.ssa Cristiano e che riproporrò nel tavolo previsto di venerdi 31/7 p.v. Avrei ritenuto più opportuno che l’Azienda (alla luce anche di alcune dichiarazioni entusiastiche in cui si definiscono “eroi” i “lavoratori...che hanno presidiato i musei… affinchè potessero arrivare immuni alla fine del lockdown”) avesse fatto pressione sulla committenza per ottenere una somma incentivante per chi ha evitato “… i danni notevoli, tra furti, rapine e problemi tecnici interni, riscontrati in Italia proprio a causa di un momentaneo “ abbandono”.”. Invece si è fatto ricorso alla via più breve, il Premio di Produzione legato a bilanci del 2019. Mi risulta, inoltre, difficile legittimare un percorso che vede un indebolimento ed un affievolimento di diritti e disponibilità economiche dei dipendenti con l’applicazione di un welfare aziendale non condiviso secondo screening tra lavoratori e sulle reali esigenze della nostra platea.

Per il piano ferie, come avrete letto in comunicati precedenti, oltre le motivazioni degli anni precedenti, quest’anno si aggiungeva il terribile ritardo con cui si è arrivati a mettere all’Ordine del Giorno questo tema e stupisce che nelle poche righe di “mancato accordo”, di fatto, si legga come unico riferimento normativo una fonte “pattizia” come il CCNL FEDERCULTURE, visto che le ferie sono regolamentate, innanzitutto, dall’art. 36 della Costituzione, dal D. Lgs. 66/2003 e dall’art. 2109 del codice civile. LE FERIE SONO UN DIRITTO DI CHI LAVORA, quindi l'azienda non ha potere sulle ferie estive. Ovvio che se chiude la sede centrale di via Benigni, chi ha quella come sede, concentra una parte delle ferie, due settimane minimo, in quel periodo. Quest’anno, però, risulta incredibile che si proceda ugualmente alla chiusura aziendale che coinvolge anche lavoratori in sedi esterne, viste le precedenti chiusure collegate all’emergenza sanitaria.

Situazione Fori Imperiali: siamo giunti alla fine del mese e nulla è pervenuto da parte dell’Azienda come aggiornamento in seguito al sopralluogo congiunto (Sovrintendenza / RSPP/RSU e A.U.) tenutosi il 9/7 u.s. durante il quale avevo proposto io stessa ai funzionari della Sovrintendenza ed agli RSPP l’ipotesi di installare un prefabbricato da cantiere, accanto a quello attuale (in esterno), convertita dai presenti in proposta per installarlo all’interno del cosiddetto “deposito”. In conclusione, nulla di fatto ancora ed il tavolo RSU del 31/7 sarà occasione utile per richiedere la fotografia attuale della situazione. La stessa segreteria collegiale intercategoriale Usi, condivide tale impostazione, finalizzata a tenere attivi principi e regole per diritti, salario, dignità e salute e sicurezza sul lavoro al 100%. Sarà mia premura aggiornarvi ulteriormente.

Serenetta Monti (RSU/USI Zètema)

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