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E’ UFFICIALE: LA RSU USI DA FASTIDIO!

(9 Ottobre 2020)

comunicatousi

Il tavolo RSU convocato per il 6 ottobre sui temi legati allo scorrimento della graduatoria part time, lo smart working ed il call center si è arricchito di un aspro scontro tra la sottoscritta e l’A.U. dr. Tagliacozzo, a dimostrazione che le posizioni dell’USI rispetto la tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici non sono di gradimento dello stesso. Andiamo per gradi. La riunione è iniziata con l’introduzione del dr. Tagliacozzo che ha comunicato il successo relativamente l’assegnazione temporanea del cosiddetto “DMO”, acronimo di “Destination Management Organization” che, secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo, individua “la gestione coordinata di tutti gli elementi che compongono una destinazione (attrazioni, accesso, marketing, risorse umane, immagine e prezzi)”. Tale, importante obiettivo (la costituzione del DMO) parte da un percorso partecipato (“FUTOUROMA”), utile alla definizione del nuovo “Piano strategico del Turismo per Roma 2019-2025”, avviato a giugno 2019. Uno strumento che tende allo sviluppo del marketing utile al rilancio di Roma. Zètema, avendo contribuito sin dall’inizio, si è aggiudicata un’assegnazione temporanea, scongiurando l’avvio, in un momento delicato come questo, di una nuova, ulteriore, società partecipata dedicata. Per lo sviluppo del progetto (dove sono state dirottate due unità, in una “business unit” specifica, per il momento) bisognerà attendere marzo 2021.

Dopo avere rivendicato questo successo, il dr. Tagliacozzo è passato ad esporre il punto dello smart working, informando la RSU e le OO.SS. dell’intenzione di raggiungere, a breve e medio termine, un iniziale obiettivo del 30% di personale da impiegare con questa nuova modalità. Ha, quindi, comunicato che il 17/9 u.s. ha avviato un gruppo “tecnico”, coordinato dal direttore generale, che vede coinvolti il responsabile delle risorse umane, il responsabile dell’ufficio sicurezza ed il responsabile del settore informatico. I settori individuati sono: (esclusi a priori management e front office) catalogazione, redazione web e social, il settore impiegatizio ed il call center definito “interamente smartabile”. Riguardo il call center, è stato ricordato all’azienda il crono programma che aveva rilasciato il dr. Capone, durante la riunione da remoto del 2/7 u.s., in base al quale, in teoria, i test (in particolare quelli da remoto) relativi l’applicativo utile per lo smart working si sarebbero conclusi in tempo utile per avviare tutto entro settembre. L’A.U. ha, invece, evidenziato che la fase di test da remoto doveva essere ancora avviata, ma che confida di concluderla entro ottobre. Ho ritenuto grave questa modalità e sono intervenuta a sottolineare che, come OO.SS. ed RSU, ci siamo trovati a trasmettere informazioni ai lavoratori del settore che, poi, l’Azienda ha negato. Ho, quindi, evidenziato, la situazione di alcuni lavoratori fragili del Call Center per cui l’azienda non è riuscita a portare avanti lo smart working nello spazio temporale che va dal 1 agosto ad oggi, costringendo gli stessi, a tutela della loro salute, a dover rimanere a casa in malattia. Un paradosso che spero venga presto superato vista la definizione di “interamente smartabile”.

Relativamente lo scorrimento della graduatoria part time, nonostante le insistenti richieste di tutte le sigle presenti, l’azienda ha continuato a ribadire che non ha necessità di 36 ore, ma di personale si. La qual cosa si traduce con iniziative per il futuro, dopo quella che ha visto lo scorrimento della graduatoria concorsuale esterna: la richiesta da parte di Roma Capitale (promossa a tutte le partecipate) di una mobilità interaziendale per i lavoratori di Roma Metropolitane che, però deve essere ancora approfondita in termini di efficacia ed efficienza economica rispetto al fabbisogno aziendale; una verifica normativa, nelle more di un’eventuale, ulteriore proroga delle graduatorie concorsuali scadute il 30/9 ed una (sempre eventuale), nuova procedura concorsuale. Tutto può accadere sotto questo cielo.

Ma è stato proprio dopo il mio intervento sui lavoratori fragili, costretti a casa, in malattia, che è iniziato un singolare discorso del dr. Tagliacozzo che ha cominciato a parlare di necessità di evitare “dibattiti” (leggi discussioni) dopo l’esposizione da parte dell’azienda delle proprie posizioni ed ha parlato del fatto che a me venga dato “ampio spazio” (che poi è lo stesso che viene dato alle altre RSU...). La mia risposta è stata che “è proprio dopo i dibattiti che si possono raggiungere delle posizioni” e così sono stata, improvvisamente, attaccata nella mia figura di RSU. Sono stata tacciata di persona che “monopolizza” il tavolo sindacale con interventi che non portano a nulla di concreto, visto che non ho “una posizione” tanto che non firmo neanche gli accordi e discuto dei “massimi sistemi”. Ho provato a spiegare che spesso la posizione della RSU USI si manifesta proprio con la NON firma di accordi perchè ritenuti peggiorativi per i lavoratori (non ultimo quello della re distribuzione del premio produzione, per esempio … che sta creando non pochi malumori tra colleghi che hanno lavorato durante il lockdown che non si sono visti arrivare appieno il benefit sperato). Mi è stato, quindi, detto che non faccio parlare nessuno; faccio perdere tempo; faccio quello che voglio, invitandomi persino ad andare fuori a fare i dibattiti. Ovviamente non ho lasciato il tavolo RSU, dopo aver detto, però, che se fossi uscita sarei andata direttamente a depositare una denuncia. Nessuno si deve permettere di calunniare e/o denigrare la figura di rappresentanti sindacali interni e di dirigenti sindacali.

Ho, purtroppo, registrato il totale attonimento degli altri colleghi, esclusa Annalisa Bertè (RSU UIL FPL). Nessuno che sia intervenuto in solidarietà di una lavoratrice regolarmente eletta RSU che ha subito un violento attacco verbale, per il quale il dr. Tagliacozzo ha anche chiesto scusa … ma “per i toni”, mica per i contenuti. Il che mi fa pensare che davvero la RSU USI sia fastidiosa per tutti. Peccato! Perché, finchè potrò, io non smetterò di dare il mio contributo a tutela di tutti, a prescindere da iscrizioni sindacali o meno. Molti di voi mi conoscono da più di vent’anni e sapete le mie azioni da quali sentimenti siano dettate. E l’USI mi ha sempre consentito di lavorare nell’interesse collettivo! Scordatevi che smetterò di farlo e che qualcuno possa zittirmi. Nella parte finale del tavolo, ho ribadito alcune difficoltà registrate nell’area biblioteche visto che, nonostante le richieste formalizzate dai lavoratori, non pervengono mai indicazioni e/o procedure per iscritto. Su questo il dr. Tagliacozzo ha concordato con me e risulta che sia già intervenuto in tal senso con le referenti dell’area. Spero che il prossimo tavolo torni ad essere un momento di scambio reciproco nell’interesse di tutti! Che è quello che conta! Nel frattempo, per verificare i percorsi tra la situazione reale sui posti di lavoro a Zètema e quello che viene detto sui tavoli negoziali, anche a proposito di pari opportunità e contrasto alle discriminazioni e penalizzazioni anche economico-salariali, oltre a proseguire la mia azione, ai tavoli di confronto e trattativa, di opposizione a ciò che trovo ingiusto ed irrispettoso della dignità professionale ed umana dei lavoratori, vi invito a partecipare alla prossima assemblea sindacale che terrò in presenza ed in sicurezza. D’altronde è quello il luogo naturale di confronto tra lavoratori e lavoratrici, secondo le... REGOLE della democrazia partecipativa e della libertà di espressione, di critica "sindacale" (protetta dall'articolo 1 della legge 300 1970 e dall'articolo 21 della Costituzione).

Serenetta Monti (RSU USI Zètema)

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