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(16 Maggio 2009) Enzo Apicella
L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha reiterato al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, la richiesta di porre fine alla prassi del respingimento di migranti dalla Libia.

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(La tolleranza zero)

MALGRADO LA PANDEMIA IN ITALIA ALMENO 20 MILA MEDICI NON POSSONO ESERCITARE PERCHE’ PRIVI DELLA CITTADINANZA

LA DENUNCIA DI HAZAL KOYUNCUER, CUB IMMIGRAZIONE

(10 Novembre 2020)

hazal

L'emergenza Covid ha messo chiaramente in luce l'evidente mancanza di personale sanitario in Italia.

“Eppure sul territorio italiano sono presenti 80 mila professionisti stranieri lavoratori e lavoratrici nel campo della sanità - denuncia Hazal KOYUNCUER, CUB Immigrazione - di cui 20 mila medici. Il 65% non ha la cittadinanza italiana. Parliamo di persone qualificate per operare nelle strutture sanitarie pubbliche ma di fatto discriminate perché originarie di altri paesi”.

Per continuare a lavorare moltissimi di questi professionisti si sono rivolti a ospedali o cliniche private che realizzano assunzioni a tempo determinato. “Ma sono soprattutto le strutture pubbliche ad aver bisogno di personale giovane e qualificato – sottolinea Hazal KOYUNCUER – dove il tutto è ostacolato dal riconoscimento della cittadinanza italiana”.

Nel 2013 la legge che impediva agli stranieri di essere assunti dallo Stato è stata abolita ma il requisito dell’italianità d’anagrafe è rimasto per i ruoli da dirigente, appunto come vengono considerati, i medici del settore pubblico. L'AMSI (Associazione Medici di origine straniera in Italia) propone già da tempo di dare la cittadinanza a chi supera il concorso per Medici del settore pubblico, per integrarsi dentro le strutture SSN”.

“Bisogna ripensare il sistema e immettere fondi nella Sanità pubblica, sia per dar valore alle vite delle persone sia per preservare le vite di coloro che oggi continuano a tamponare questa pandemia – ha continuato Hazal KOYUNCUER - Per questo è necessario che la Ministra degli Interni a il Ministro della Salute si assumino la responsabilità di cambiare in generale la legge sulla cittadinanza e, in particolare, i requisiti per iscriversi all'Albo dei Medici e per praticare la professione di medico, svolgere il lavoro di infermieri, oss. Inoltre si devono velocizzare i tempi di riconoscimento del titolo per i medici stranieri già specializzati che vogliono lavorare in Italia, che lavorano sul territorio, e far tornare coloro che sono emigrati all'estero – italiani e stranieri – per i tempi di attesa troppo lunghi”.

Milano, 9 novembre 2020

CUB IMMIGRAZIONE

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