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INTERVENTO DEL CLA ALLA ASSEMBLEA NAZIONALE DEI LAVORATORI COMBATTIVI

(1 Dicembre 2020)

fronte unico bla bla bla n. 3

Sono Mariopaolo, delegato dell'Unione Sindacale di Base dei Vigili del fuoco di Genova.
Faccio parte del CLA, il Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici Autoconvocati per l'Unità della Classe, e qui parlo a nome di questo organismo.
Il CLA è formato dal iscritti e delegati del sindacalismo conflittuale, cioè dei sindacati di base e delle opposizioni di classe dentro la Cgil, e da lavoratori non iscritti ad alcun sindacato.
Il nostro coordinamento si è costituito nel gennaio 2019 allo scopo di promuovere e battersi entro il sindacalismo conflittuale per la sua unità d'azione.
A ogni livello – di stabilimento, d'azienda, territoriale, categoriale, nazionale e intercategoriale – riteniamo sia da abbandonare la pratica degli scioperi separati e in concorrenza fra le diverse sigle sindacale e si debba sempre tentare di promuovere azioni di lotta unitarie.
A questo scopo siamo intervenuti in diversi scioperi e manifestazioni indicando questa strada, ultimi esempi in ordine di tempo la manifestazione del SI Cobas contro la repressione a Modena il 3 ottobre, la manifestazione a Genova della Fiom contro tre licenziamenti per motivi pretestuosi alle acciaierie di Cornigliano, lo sciopero nei settori sanità scuola trasporti e servizi per l'infanzia proclamato dall'Usb per mercoledì scorso 25 novembre.
Un altro fondamentale binario di attività del CLA è quello volto a promuovere una campagna sulla sicurezza e la salute a partire dai luoghi di lavoro, nonché contro la repressione padronale verso quei lavoratori che si battono su tale questione.
Abbiamo promosso diverse iniziative su questo tema, sempre invitandovi tutte le forze del sindacalismo conflittuale. L'anno scorso a Torino abbiamo tenuto un presidio e un'assemblea in occasione dell'anniversario della strage operaia alla Thyssen Krupp, cui parteciparono una delegazione dei familiari degli operai deceduti e delegazioni del SI Cobas e della Cub.
Lo stesso faremo quest'anno – sempre alla presenza dei familiari degli operai – domenica 6 dicembre, per ovvi motivi in videoconferenza.
Il CLA agisce per lo stesso obiettivo dell'ALC: promuovere l'unità d'azione dei lavoratori.
Siamo nati prima di questa assemblea ma in coerenza coi nostri scopi non ci interessano primogeniture.
Ci siamo e continueremo a relazionarci con tutte le iniziative analoghe alla nostra.
Abbiamo partecipato e siamo intervenuti alla prima assemblea nazionale dei lavoratori combattivi del 12 luglio scorso, alla seconda del 27 settembre e a questa.
Nostri compagni hanno partecipato alle assemblee e alle iniziative dei lavoratori combattivi locali, a Torino, Milano, in Veneto e a Roma.
Un dato che caratterizza il CLA è che noi vogliamo che resti un organismo di soli lavoratori – attivi e pensionati, occupati e disoccupati – che agisce sul terreno sindacale, o meglio ancora dire politico-sindacale.
Noi non crediamo nella divisione fra ciò che è sindacale da ciò che è politico. L'azione sindacale ha sempre un contenuto politico.
Però riteniamo necessario mantenere distinti gli ambiti organizzativi sindacali da quelli di partiti, gruppi politici e movimenti.
Anche in questo ravvisiamo, se non una identità, una somiglianza che consideriamo positiva con l'ALC, cioè il fatto che anche questa sia costituita di soli lavoratori.
Forse un tratto che distingue il CLA dalla ALC è nella strada da seguire per raggiungere il massimo grado di unità d'azione dei lavoratori.
Noi riteniamo fondamentale a tale scopo batterci per l'unità d'azione del sindacalismo conflittuale. Non come fine in sé ma come mezzo necessario e ineludibile.
Esempi di unità d'azione del sindacalismo conflittuale non sono molti ma non mancano.
Ultimi la mobilitazione unitaria all'aeroporto di Malpensa di Usb, Cub e Adl; lo sciopero degli operatori e delle operatrici sociali del 13 novembre; lo sciopero unitario di SI Cobas e Usb dei lavoratori delle manutenzioni stradali a Salerno; la partecipazione unitaria di SI Cobas e Usb a Napoli al presidio per lo sciopero di mercoledì scorso.
Noi riteniamo sbagliato che si liquidi l'obiettivo dell'unità d'azione del sindacalismo conflittuale banalizzandolo come una mera sommatoria di sigle così come esse sono oggi.
Riteniamo che in ogni iniziativa sindacale si debba sempre cercare il coinvolgimento unitario di tutte le organizzazioni proprio perché sappiamo che la maggior parte delle attuali dirigenze sindacali sono contrarie ad azioni unitarie e che perciò ignorarle, non invitarle ad azioni unitarie, significa far loro un favore, toglierle le castagne dal fuoco.
Nell'organizzare azioni unitarie è giusto e doveroso rivolgersi sempre direttamente ai lavoratori, alle basi dei sindacati, ma è anche necessario rivolgersi e invitare le organizzazioni sindacali nella loro interezza, per sfidare su questo terreno le dirigenze.
In questa ottica la battaglia per l'unità d'azione del sindacalismo conflittuale non è una mera sommatoria delle organizzazioni qui ed ora ma un obiettivo il cui raggiungimento implica la lotta e contro l'opportunismo politico sindacale oggi dominante nel sindacalismo conflittuale ed un suo decisivo indebolimento.
Con riguardo alla proposta di sciopero generale riteniamo di fare le seguenti considerazioni:
- lo sciopero generale è un obiettivo fondamentale del sindacalismo di classe ma proprio per questo esso non va banalizzato; in tal senso va abbandonata la prassi consuetudinaria del sindacalismo di base di proclamare scioperi generali che non sono tali; ci sembrerebbe quindi più opportuno – allo stato attuale delle forze del sindacalismo conflittuale e della combattività della classe operaia – promuovere invece che uno sciopero generale l'unificazione delle vertenze nazionali per i rinnovi contrattuali: metalmeccanici, ferrovieri, pubblico impiego, logistica, multiservizi;
- ciò potrebbe essere fatto, se le circostanze lo permettono, “calandolo” su uno sciopero di categoria già proclamato dai sindacati collaborazionisti; una simile azione dovrebbe essere preparata prima da una campagna interna al sindacalismo conflittuale volta a promuoverla;
- nel promuovere l'unificazione delle vertenze contrattuali in essere si dovrebbero porre in evidenza oltre che le rivendicazioni salariali, maggiori per le categorie peggio pagate, quelle comuni relative ai problemi resi ancora più evidenti dalle crisi sanitaria ed economica: tutela della salute e sicurezza; assunzioni stabili nella sanità; internalizzazione dei lavoratori contro il sistema degli appalti; cassa integrazione al 100% del salario; lotta contro i licenziamenti; oltre ad agitare gli obiettivi di fondo e storici del movimento operaio quali il salario pieno ai lavoratori licenziati e la riduzione generalizzata dell'orario e della vita di lavoro.
In coerenza con quanto fin qui esposto, ribadiamo che un tale percorso dovrebbe essere costruito invitandovi a partecipare in modo ufficiale e formale tutte le organizzazioni del sindacalismo conflittuale.
Infine ci facciamo portavoce della esperienza partecipativa dei nostri compagni alle assemblee locali dei lavoratori combattivi.
Come avviene nel CLA questi compagni ritengono che anche nella ALC dovrebbero essere costituiti dei gruppi di corrispondenza che siano non solo strumenti operativi bensì anche ambiti di discussione; che dovrebbero essere costituite pagine facebook delle ALC locali e una pagina facebook nazionale; che dovrebbe essere trasparente la composizione dell'organismo esecutivo nazionale dando così anche modo di poter comunicare con esso.
Vi ringraziamo per lo spazio concessosi salutiamo l'assemblea augurando il prosieguo di una effettiva e proficua collaborazione.
29/11/20

Coordinamento Lavoratori e Lavoratrici Autoconvocati per l'Unità della Classe

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