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Salvate la Sanità

Salvate la Sanità

(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
Secondo Monti il sistema sanitario nazionale è a rischio se non si trovano nuove risorse

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6 febbraio 2021: in piazza per l'immediata riapertura dell'Ospedale di Spoleto

(2 Febbraio 2021)

IL COORDINAMENTO PER LA SANITÀ PUBBLICA TORNA IN PIAZZA IL 6 FEBBRAIO:
CONTRO LA DECISIONE DI TENERE CHIUSO L'OSPEDALE S.MATTEO DI SPOLETO.
CONTRO LO SMANTELLAMENTO DEI PRESIDI OSPEDALIERI TERRITORIALI.
CONTRO LA GESTIONE PADRONALE DELLA PANDEMIA, CHE CREA ANCORA PIU’ PROFITTO PER IL CAPITALE PRIVATO SULLA PELLE DELLE CLASSI POPOLARI

Il Comitato per la Sanità Pubblica ha indetto per sabato 6 febbraio una manifestazione a Spoleto in Piazza Garibaldi, dalle ore 16: nella lotta per una sanità pubblica, gratuita e di qualità a livello regionale, è fondamentale costruire un'ampia mobilitazione contro il nuovo decreto di chiusura dell'ospedale di Spoleto, che priverà ancora per 3 mesi un bacino di popolazione di più di sessantamila persone del suo presidio sanitario. La situazione è inaccettabile: così come nell’unico altro ospedale full-Covid umbro, il nosocomio di Pantalla, tutti i servizi rimangono sospesi, dalla pediatria alla chirurgia, dal pronto soccorso all'ortopedia. I risultati sono evidenti: lunghissime file al freddo al CUP per effettuare i controlli di routine, giorni e giorni di attesa per le analisi, regolarmente dirottate su Foligno o in zone ancor più periferiche, ritardi di ore negli appuntamenti per le indagini diagnostiche. E’ ora di lottare! Se 30 anni di tagli di tutti i governi di Centro,-Sinistra o -Destra che fossero, hanno messo in ginocchio la sanità pubblica, il governo regionale a trazione Lega-Fratelli d'Italia della Tesei ha letteralmente messo al tappeto il diritto alla salute dei cittadini dell’Umbria, e in particolare i territori di Spoleto, della Valnerina, della Media Valle del Tevere e del Trasimeno. Nella città di Spoleto, oltre al danno arrecato dalla Giunta Regionale, abbiamo assistito alla beffa di un’opposizione “civica” che, d’accordo con i consiglieri comunali della destra in odore di elezioni anticipate, si è esibita in una finta prova di forza con la Tesei, per poi invitare la popolazione a cedere alle sue promesse: ora la realtà è sotto gli occhi di tutti, e le chiacchiere stanno a zero. Solo una vera mobilitazione popolare, di lavoratori, di disoccupati e di studenti, può spezzare il circolo vizioso di una classe dominante che gestisce il pubblico per ingrassare sé stessa coi soldi dei contribuenti.
Lo scorso sabato 30 gennaio, il Coordinamento ha portato le proprie parole d’ordine sotto al palazzo regionale a Perugia, e il 6 febbraio le rilancerà con un messaggio ancora più forte, per una lotta di civiltà, per difendere i diritti sociali di oggi e conquistare quelli di domani, per opporsi ai governi regionali e nazionali, di tutti i colori, che da anni perseguono la strada della chiusura degli ospedali pubblici, medi e piccoli, per far posto alla sanità privata.

BASTA PROFITTI SULLE NOSTRE SPALLE!

COORDINAMENTO PER LA SANITÀ PUBBLICA

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