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Si è aperta l’era del le pandemie e la natura si ribella allo scempio prodotto dal capitalismo.

Lo sfruttamento dell’uomo e delle risorse naturali produce la rottura del rapporto organico con l’ambiente e con l’uomo, che ne è parte integrante.

Lo sconvolgimento degli equilibri nell’eco sistema, l’azione predatoria sulla biosfera prodotto dal capitalismo animato da un solo principio il profitto è arrivata al limite della sostenibilità.

Nell’attuale sistema produttivo, storicamente determinato, il profitto che deve essere crescente ed infinito entra in contraddizione con i limiti di un pianeta che ha risorse finite.
Il demone del profitto impone una sola linea: “dopo di me il diluvio”.
La scienza, la medicina, la farmacologia sono subordinate a questo sistema. Ne subiscono le contraddizioni e non possono dispiegare l’energie necessarie a difesa della vita.
I vaccini e il loro impiego sono condizionati da questi limiti imposti dalla concorrenza che non si arresta neanche di fronte all’esplodere della pandemia.

Ma i limiti non sono nella scienza, i limiti sono nei condizionamenti sociali e classisti.

Una scienza libera da condizionamenti dovrebbe mettere a nudo i limiti del sistema che si fonda sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Questa scienza liberata dovrebbe innanzi tutto dichiarare la bancarotta del sistema capitalistico.

Ma con tutti i suoi limiti altro approccio al di fuori della scienza non esiste!
Di fronte ai limiti, le approssimazioni della messa a punto dei vaccini, dovremmo rivendicare più scienza, più informazioni sui vaccini, più controllo sociale, più liberalizzazione dei brevetti.

Assistiamo invece ad una campagna strumentale della politica che vuole allontanare da sè il fallimento delle politiche sanitarie che non hanno saputo assicurare DPI, dimensionamento dell’epidemia (tamponi), terapie intensive e prima di tutto la prevenzione primaria.

La cattiva prova fornita dalle strutture sanitarie nel fronteggiare la pandemia doveva essere l’occasione per un potenziamento della sanità universale, invece, si sta risolvendo in una ulteriore invadenza degli interessi privati in campo sanitario.

Il personale della sanità pubblica non è stato potenziato ed il Patto per la riforma della PA prevede solo nuove infornate di lavoratori con contratti a tempo determinato.

La vergognosa campagna contro il personale sanitario che per mille motivi: paura, dubbi, pregiudizi, cattive informazioni ecc è disorientata nei confronti dei vaccini, serve solo a trovare capri espiatori e nasconde le vere colpe.

Campagna e accuse senza fondamenti scientifici sulle vere cause e modalità di trasmissione del virus servono solo a saturare altre paure in una opinione pubblica frastornata da informazioni contraddittorie e confuse.

Una vera persecuzione!

Si brandiscono leggi che minacciano la possibilità di conservare il posto di lavoro rivolto allo stesso personale che ha subito l’imposizione di essere presente al capezzale dei malati pur con riscontri di positività ma non sintomatici.

Troppo comodo, additare e costruire presunti colpevoli.
Troppo comodo trasformarsi da imputati in accusatori.

S.I. Cobas Sanità

1819