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(14 Agosto 2012) Enzo Apicella

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Roma/Lazio. PCI, vaccini ed economia

Il Recovery che a fine mese sarà presentato alla UE: cosa contiene? Chi favorisce e chi condanna? E, soprattutto quali poteri lo stanno determinando? Non i lavoratori, non chi sta in sofferenza nel ceto medio

(19 Aprile 2021)

Un manifesto semplice ed immediato lancia la parola d'ordine del PCI Lazio della dannosità del Governo Draghi. Qui, con qualche riga in più ne evidenziamo il ragionamento

“La crisi economica e pandemica accentua le differenze tra ricchi e poveri, e tra le categorie sociali ed economiche tutelate e chi non lo è. Un governo dove la destra politica e quella economica sono dominanti è un danno enorme per i lavoratori e le categorie più deboli della società. Per queste ragioni l’opposizione al Governo Draghi è un dovere civico.” “Questo tema qui rappresentato – spiega il segretario regionale del PCI Lazio, Oreste Della Posta - emerge chiaramente e sempre più, mano a mano che si rendono note le direttive e gli indirizzi che le istituzioni europee e quelle italiane, che sono tutte volte a ristrutturare i soggetti del capitalismo e in nessun caso viene messo in discussione il sistema stesso. Anzi, con una protervia degna dello stile padronale, senza mezze misure viene detto che se qualche strato della società, del nostro Paese – per intenderci quella parte della classe media diffusa, commercianti, artigiani, professionisti – viene a trovarsi in difficoltà fino alla chiusura, occorre farsene una ragione e vuol dire che sopravviveranno i più forti.” Ultimo esempio, come riporta l’editoriale di Ragioni e Conflitti, di Bruno Steri, “si vuole intendere il Recovery come un momento trasformativo in direzione di una maggiore efficienza, chi e come verranno scelti i vincitori, le aziende con potenzialità di crescita, e i perdenti, le aziende giudicate decotte? A proposito di piccole e medie imprese (PMI), quando ad esempio si annota criticamente che 36mila strutture alberghiere sono nelle mani di 34mila proprietari, evidenziando la conseguenza che questa polverizzazione della proprietà determina pochi investimenti in un settore vitale, cosa esattamente si propone per questi perdenti? Da ultimo – ma per noi in primissimo luogo – che fine faranno i lavoratori? Saranno dalla parte dei vincitori o dei perdenti? Purtroppo non abbiamo dubbi sulle propensioni del Governo Draghi”. “Per questo il PCI Lazio – conclude il segretario comunista Della Posta - è sempre più impegnato a sottolineare la grande contraddizione tra la necessità di essere tempestivi, estesi, massivi nella vaccinazione, mentre al contrario si assiste a carenze di adeguatezza tutta dovuta al di fuori del sistema sanitario che invece trova sempre al proprio posto il personale addetto – sanitari, medici, infermieri, personale tecnico -. Al contrario, il grande ritardo ascrivibile proprio alle scelte “macro” nella responsabilità di mancata capacità di assicurare disponibilità di vaccini, di assicurare più produttori dei vari vaccini invece di legarsi solo al cappio “filo-neoatlantista” di UE ed Italia, errori che sono figli non di incapacità, ma di scelte a monte che intendono, appunto, utilizzare la pandemia anche in chiave di ristrutturazione economica, come si era in attesa di fare a seguito della crisi strutturale capitalista dal 2008 fino ad oggi.”.

Trasmesso da Maurizio Aversa

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